Facendo un breve cenno ai membri del gruppo troviamo Mr Slowhand Eric Clapton e Duane Allman alle chitarre,Bobby Withlock alla tastiera, Carl Radle al basso e alle pelli Jim Gordon.Uomini diversi in preda alla disperazione ed alla follia, schiavi della droga, discriminati dal mondo intero per le loro origini, esiliati dalla società per i loro comportamenti assurdi. Tutto ciò in un'esplosione di blues-rock puro di 76 minuti, esplosivo come una bomba,amaro come del vecchio whisky, devastante come una dose di eroina(non prendetemi per un tossico).Non voglio fare una recensione di quest'album, ma semplicemente descrivere per quel che posso le emozioni che questo può trasmettere.
Fin dai primi minuti dell'album con ''I looked away'' se ne avverte il carattere tipicamente blues, ampli (rigorosamente tirati per il collo) chitarra e tutto il resto costruito intorno a questo. Un riffone iniziale e poi un blues energetico con i primi duelli tra lo slide di Allman e il tocco divino di un Clapton in fase di transizione e maturazione musicale (periodo post cream-solista) e nel pieno di una profonda crisi personale. Le voci esprimono molto di più dei testi stessi, sembra quasi con questa canzone di leggere il prologo di una grande opera letteraria. L'energia generata dai Derek and the Dominos ora si trasforma in un blues lento e disperato, "Bell Bottom Blues", struggente, drammatico, da lacrime, una serie di note che si ripetono per esplodere come l'urlo di chi chiede aiuto nel ritornello, dove la voce di Clapton si incrocia con quella di Withlock come una sorta di singhiozzo da pianto, le due chitarre si sfidano in suoni caldi e struggenti passando per Keep on growing fino al classico "Nobody Knows When You're Down and Out", dove Allman si concede un solo con lo slide da vero bluesman, a descrivere il proprio stato d'animo nel sentirsi giù o su come dice il titolo della canzone. L'album prosegue con dei blues energici dove è messo in evidenza l'estro di Jim Gordon e caratterizzati dai duelli tra God e Allman, da applausi è "Have You Ever Loved a Woman'' dove i due chitarristi danno il meglio in una serie di suoni urlanti che personalmente definisco viventi da far rimanere chiunque immobile ad ascoltare e percepirne la grandezza ed il loro stato d’animo. Key to the highway è un altro capolavoro del blues reinterpretato e reso drammatico dal duo Clapton Allman, come anche la bellissima versione di Little Wing, da strappare le lacrime e lasciare chiunque atterrito per l’enfasi trasmessa da questo capolavoro di Hendrix reso ancora più grande da questo album. Il tutto si conclude con "Layla", la potenza di quel riff eterno trafigge il cuore come una freccia, come una scossa che percuote tutto il corpo per poi addolcirlo con la parte finale in cui Allman e Withlock creano una melodia dolce e commuovente per finire nella tranquillità di ''Thorn in the garden'', come quando dopo una dura giornata stressante si torna a casa e si cerca di dimenticare tutti i mali che ci opprimono, con una bottiglia di Whisky ed una chitarra in mano.
Lo cercavo da tantissimo tempo, ed quando lo ...
Jazz sound.
quanto hai ragione zososam...è uno dei dischi ...
Clapton è una garanzia...
Un disco spettacolare.
"You really don't need so many notes, maybe just t
Litttle wing....
Re: Litttle wing....
Disco bellissimo. Un vero classico, e pensare ...
Little Layla Wing.....
Grande citazione
jimmi
Scusate il ritardo
Il blues non è altro che un buon uomo che soffre d
Le interpretazioni di Clapton e di SRV, non ...
Eh si... eh si...
"The blues, is my power"
Re: Eh si... eh si...
- Matteo Barducci
Re: Eh si... eh si...
"The blues, is my power"
Re: Eh si... eh si...
"The blues, is my power"