E' un problema che ha angustiato la buonanima di padre Marino Mersenne nel lontano Sedicesimo Secolo e, in epoche più recenti, è stato oggetto di studio da parte di Hermann von Helmholtz (che, nel suo Sulla sensazione del tono, per primo ha anticipato i concetti veri e propri di articolazione d'inviluppo...); ma anche John Cage prima e Vladimir Ussachevsky, nel secolo scorso, non sono rimasti insensibili al fascino concettuale della definizione d'articolazione.
In pratica, una volta messo sul tavolo operatorio un qualsiasi segnale audio - poniamo prodotto da un timpano (booooong...) - diventa necessario poterne analizzare l'evoluzione nel tempo: la nota di timpano avrà un picco energetico immediato, seguito da un lento decadimento d'ampiezza che si chiuderà quando la pressione atmosferica, l'attrito e l'inerzia vinceranno la loro battaglia contro il movimento della membrana. La durata del decadimento dipende, in parte, dall'energia impartita a colpi di mazzuolo e, in parte, dalla dimensione/tensione della membrana stessa.

Nel sintetizzatore, dove non ci sono membrane e - per fortuna - non ci sono mazzuoli, le cose devono poter essere definite in altra maniera. Quale? Semplice... ricorrendo a un generatore d'inviluppo che, grazie agli sforzi di Helmholtz, Cage, Ussachevsky e Moog, permette di definire l'andamento dinamico del suono in base a quattro possibili stadi operativi:
- il tempo di attacco, cioè l'intervallo variabile che collega il minimo livello d'ampiezza al massimo livello possibile;
- il tempo di decadimento, cioè l'intervallo variabile che collega la discesa dal massimo picco d'ampiezza precedentemente raggiunto con il segmento di staticità energetica che prende il nome di...
- il segmento di sostegno/energia, in cui il suono mantiene un determinato livello di staticità, cioè non cresce e non cala (fintanto che dura il fiato del trombettista, o il movimento dell'archetto sulla corda, o l'equilibrio energetico impartito alle corde dal martelletto o, ancora, la corrente che mette in attività il circuito dell'oscillatore);
- il tempo di rilascio, che collega il precedente segmento di staticità/sustain con il minimo livello possibile; in pratica, la fine della nota e il meritato riposo prima del successivo evento sonoro.
I quattro segmenti, hanno senso di durata della nota se sono applicati al controllo dell'amplificatore, cioè del "sagomatore" di eventi nel tempo; ma se invece fossero applicati ad altro parametro significativo - poniamo, la simmetria dell'onda quadra - porterebbero a un differente tipo di risultato.
Per ora, ci occuperemo dell'inviluppo come struttura con cui documentare la durata del segnale e quindi lo utilizzeremo in collegamento diretto con un amplificatore; in pratica, utilizzeremo l'amplificatore per moltiplicare il segnale audio per il percorso d'inviluppo vero e proprio.
Ma, prima di addentrarci nella materia? Qual'è l'inviluppo più semplice del mondo? Sicuramente, l'alternanza alto/basso prevista dalla semplice tensione di Gate, cioè il cambiamento bistabile Gate On/Gate Off che differenzia lo stato di operatività/riposo all'interno della normale articolazione "di tastiera".
Vedere per credere - hope so...