Generazioni Elettroniche 2011 - Un’ipotesi di reportage

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 14 November 2011 @ 07:00 |
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La scorsa settimana, nella prestigiosa sede polifunzionale goriziana dell’Università degli Studi di Udine - Complesso di Santa Chiara - ha avuto luogo la terza edizione di Generazioni Elettroniche, convegno di studi/performance e scambio d’esperienze che, fortemente voluto da Luca Cossettini (con il fattivo supporto di Daniele Badocco e una marea di dottorandi, studenti, laureati equamente coinvolti nell’iniziativa), è ormai diventato un appuntamento significativo nel panorama di scambi culturali concentrati sulla Musica Elettronica.

L’intensa giornata di studi ha visto alternarsi relatori, installazioni e concerti serali transfrontalieri, in una sorta di melting pot mitteleuropeo che ha riunito nuove realtà espressive e confermato la validità di parecchi geniacci nostrani. Andiamo per ordine.

 

 

Particolarmente significativi, dal punto di vista scientifico/culturale, gli interventi di Luca Cossettini (le problematiche collegate alla documentazione, notazionale e non, della musica elettronica), Martin Laliberté (come piegare la tecnologia alle esigenze di composizione neo-operistica), Wilm Thoben (la realizzazione sperimentale a cavallo tra arte e tecnologia), l’indegnamente vostro Enrico Cosimi (tematiche relative all’interfaccia utente negli strumenti musicali elettronici - ne abbiamo parlato recentemente su Audio…), Andrea Valle (the making of rumentarium, ovvero “computer music acustica”, ovvero ancora: come lavorare con Super Collider, Arduino, una marea di rumenta e staccare la testa agli ascoltatori). In aggiunta, c’è stato il contributo testuale di Vladan Radovanović (un’emozionante documento degli anni pionieristici di Radio Belgrado… Synthi 100 compreso). 

 

Le installazioni hanno visto i sapienti contributi di Nicola Buso (un sistema di cross feedback tra due stanze Mac-based, in cui i l’attività audio generata dai presenti rifocillava una complessa patch di Max/MSP in costante auto evoluzione), Andrea Valle (il già citato Rumentarium, vero e proprio bric-a-brac concreto, sotto controllo Super Collider) e Wilm Thoben (sofisticata struttura audio/video con proiezione di controllo).

 

 

Non è tutto: all’interno dello spazio culturale Mostovna - appena dietro il confine sloveno - si è tenuto un denso concerto di musica elettronica in cui, complice un impianto d’amplificazione su quattro vie, concentrate attorno a una compatta consolle Midas Venice 24 channel, si sono alternati:

 

 

Alberto Caruso - Studio per un problema (granulazione e sample mangling estremo, controllato tramite iPad e letteralmente sbatacchiato ai quattro angoli del carrè sonoro, per la gioia e lo sconcerto dei presenti);

 

 

Cinzia Prampolini - Prima che questo sia (un complesso brano per soprano e registrazione composta da Rocco de Cia, con interazioni e hoqueting in punta di spillo tra voce e base digitale);

 

 

Nicola Buso e Quartetto di Trapani - Die Schwarze Decke (quattro trapanisti - o trapanatori? che, di fronte ai rispettivi microfoni, generavano transienti click on/off, lunghi drones con la rotazione del motore e wind noise con l’angolazione del trapano rispetto alla capsula microfonica;

 

 

il tutto, catturato da una densa patch di SuperCollider e utilizzato come audio food per un complesso sistema di feedback a quattro canali);

 

 

Bojana Šalić Podešva - Meditation on the Closeness (per base elettronica, fisarmonica microfonata e live electronics; una pointillistica tessitura che ha sfruttato con accurata sapienza le pressochè infinite variazioni dinamiche impartite da Luka Juhart alla sua fisarmonica cromatica a bottoni);

 

 

Leutha - Galena (voce femminile pesantemente trattata dentro Max/MSP, distorsione e estrazione di segnali di controllo, Electribe per la produzione di groove ipnotici, tastiere e elettronica in un denso texture emozionale)

 

 

e, per finire, Federica Baretti a.k.a. Teknoire con il suo Muzik-Fabrik (un lungo industrial DJ-Set, tutto giocato con due lettori CD, una macchina da fumo e una notevole ricchezza di fonti sonore).

 

Particolare assolutamente degno di nota, per noi peninsulari inguaribilmente snob, l’estremo grado di civiltà, educazione e interesse nei confronti del fenomeno performativo elettronico che da noi - terra di tunz tunz tunz irrimediabile - sarebbe stato assolutamente irrealizzabile.

 

Tanto di cappello all’intero panorama culturale udinese-goriziano-transfrontaliero. Ce ne fossero, di manifestazioni così…

 

 

Le (splendide) foto che corredano questo testo sono di Giulia Berto; a lei va il nostro accordiano ringraziamento. 

 

A margine: se non tenete alla vostra linea e vi piacciono i piatti a base di castagne...

 

 

...ma questo è un altro discorso. ;-)

Risorse
Generazioni Elettroniche
Mostovna



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