Bando alle ciance e scendiamo in profondità con l'apparecchio; considerazioni, voli pindarici, gossip e cordialità troveranno posto su Chitarre cartaceo di Dicembre; qui, vicino all'osso, c'è la carne più saporita...

Connessioni
I segnali audio sono gestiti, ovviamente, con Audio In e la coppia Left/Mono - Right Out; lungo il percorso di audio Feedback, è previsto un FB Insert (attraverso connettore TRS) per realizzare il Send/Return con effetti esterni. Come tradizione Moogerfooger, a tutti i parametri di pannello che svolgono funzioni significative corrispondono ingressi di controllo per tensioni prodotte da altri apparecchi o con foot pedal elettricamente compatibili; in questo modo, (Delay)Time, Feedback(Amount/Polarity), LFO Rate, LFO Amount, (Wet/Dry) Mix sono pilotabili dall’esterno.

A questo, si aggiunge, lovely presence, la porta MIDI In per l’intero controllo a distanza del Cluster Flux.

Un nuovo LFO per Moog
Con l’avvento del Voyager XL, stato dell’arte nella produzione monofonica analogica del marchio Moog, è stato introdotto il nuovo circuito di LFO 2 che, a differenza del canonico oscillatore a bassa frequenza presente nel Voyager standard, è dotato di un significativo corredo di forme d’onda. La notizia potrebbe lasciarvi tiepidini, ma se considerate che il Flanger e il Chorus vivono in base alla modulazione impartita sul Delay Time, ecco che avere a disposizione diverse forme d’onda apre un ampio panorama timbrico. Nello specifico, è possibile usare le due classiche onde sinusoide e triangolare per variare il tipo di rapidità/linearità nel normale andamento ciclico (la sinusoide “rallenta” mano mano che si avvicina ai valori massimo e minimo; la triangolare procede linearmente in maniera inesorabile); oppure la coppia rampa ascendente/dente di sega discendente, con cui realizzare severe interazioni ritmiche nell’escursione dei picchi risonanti (Flanger mode) o nel disallineamento della modulazione (Chorus); o ancora, l’onda quadra con cui alternare trilli e incastri ritmici nel trattamento audio. Non siete ancora soddisfatti? Beh, c’è sempre la Random Stepped Wave, per lavorare in maniera imprevedibile muovendosi gradino dopo gradino… Non è ancora abbastanza? Potete sempre rivolgervi ai controlli MIDI previsti dallo strumento.

BBD Delay Line?
Cluster Flux è costruito attorno a due linee di ritardo analogiche, rispettivamente dedicate ai cortissimi tempi del Flanger ed ai corti tempi del Chorus; in tutti e due i casi, sono stati impiegati componenti Panasonic Series MN che entrano a pieno titolo nel new old stock, facendo di questo pedale un vero e proprio “vintage vivente”.
Ma cosa è la tecnologia BBD-Bucked Brigade Delay line? E’ presto detto: all’interno del circuito integrato, il segnale analogico è spostato lungo una linea di condensatori (128, 512, 1024… dipende dalle dimensioni della stecca di memoria) che ricordano nella loro sequenza lineare la fila di secchi con cui si passa l’acqua necessaria a spegnere un incendio; il segnale analogico è fatto avanzare di uno step ad ogni ciclo di Clock; maggiore è il numero dei condensatori/step disponibili, più lungo sarà il ritardo accumulato tra ingresso e uscita del circuito. Più bassa è la frequenza di Clock, più lungo sarà il Delay Time accumulato e -attenzione- minore sarà la risposta in frequenza nel segnale in uscita.
Fintanto che la frequenza di Clock rimane invariata, il Delay Time - cioè il ritardo calcolato tra emissione del segnale originale e sua ripetizione all’uscita del circuito BBD - è costante. Fino a qui, è tutto sotto controllo, ma se - dando per scontato un Delay Time pari a 10 millisecondi - la frequenza è sottoposta a modulazione (ad esempio, da parte di un LFO con onda sinusoide), si otterranno una serie di accelerazioni e decelerazioni che, ascoltate sovrapponendo l’uscita del BBD al segnale originale, produrranno precisi rinforzi e cancellazioni nello spettro armonico risultante tipiche del jet sound/Flanger che tutti conosciamo.
Per passare da Flanger a Chorus, è necessario allungare la fila dei secchi, cioè aumentare il massimo Delay Time disponibile; sarebbe possibile risolvere tutto con un unico componente BBD sufficientemente dimensionato da raggiungere anche le decine di millisecondi necessarie al Chorus, ma si perderebbe di definizione nelle posizioni “più corte”; per questo motivo, in maniera economicamente impegnativa, ma circuitalmente ineccepibile, gli ingegneri Moog Music hanno deciso di utilizzare due linee BBD separate: una molto corta dedicata al solo Flanger e l’altra appena un pochino meno corta dedicata al Chorus. La classe non è acqua...

Cluster Flux: implementazione MIDI
MF-108 Cluster Flux è una macchina full analog, ma non disdegna le comodità moderne. Quindi, la sua implementazione MIDI è sufficientemente evoluta per garantire il massimo della praticità operativa all’interno di un network di macchine poste sotto controllo Mac/PC.
Per default, Cluster Flux riceve sul MIDI Channel 01, ma è possibile definire (e ricordare alla riaccensione) un diverso canale di ricezione; tutti i controlli di pannello sono mappati su altrettanti numeri di MIDI Control Change - e già questo è una bella cosa…- ma in più (come era per il precedente MIDI MuRF), tramite MIDI è possibile raggiungere altri controlli che non hanno riscontro fisico nell’hardware dello strumento. Andiamo per ordine. Le mappature disponibili dichiarano: CC 91 = Bypass, CC 07 & 39 = Out Level, CC 14 & 46 = Mix Control, CC 12 & 44 = Delay Time, CC 74 = Select Flanger/Chorus, CC13 & 45 = Feedback, CC 70 LFO Wave, CC 15 & 47 = LFO Rate, CC 16 & 48 = LFO Amt. Ovviamente, le coppie di valori corrispondono ai codici MSB e LSB, necessari per ottenere la giusta densità di dati sul controllo analogico.
In aggiunta, è possibile raggiungere i parametri nascosti dell’apparecchio:
- CC 5 & 37 = Delay Time Portamento. In pratica, c’è una smussatura nei bruschi cambiamenti di Delay Time; le variazioni di tempo sono collegate, integrate, con una quantità variabile di valori intermedi che può rendere molto morbido, al limite del letargico, il comportamento del controllo.
- CC 75 = Delay Time Range Multiplier. Frenate i sogni ad occhi aperti! Questo parametro non allunga a dismisura il Delay Time creando miracolosamente nuovi stadi all’interno del componente BBD… Quello che succede è, semplicemente, l’abbassamento forzato e sincronizzato della risposta in frequenza e della Clock Rate, fino a ottenere Delay Time 2x, 4x o 8x. Se il vostro mondo sonoro è composto da suoni molto lo-fi, avete trovato ciò che vi serve.
- CC 76 = MIDI Sync Enabler/Disabler. Per poter controllare o meno a distanza la LFO Rate dell’apparecchio.
- CC 71 = LFO Clock Division. La possibilità di syncare la rotazione dell’oscillatore a bassa frequenza su precise figure metronomiche calcolate in base al MIDI Clock ricevuto dal pedale. I coefficienti di divisione variano da 1/32 terzinato a 4 semibrevi.
- CC 73 = LFO Reset. Forza il restart di ciclo LFO ogni volta che viene ricevuto un codice MIDI Note On.
- CC 77 = Enable MIDI Note On Mode. Per default, ogni volta che il Cluster Flux riceve una nota MIDI, accorda il suo Delay Time su un valore sufficiente a rendere coerente con la nota MIDI la frequenza del primo picco risonante. In questo modo, si può suonare il Flanger fraseggiandolo da tastiera. Ovviamente, per rendere evidente l’effetto, è necessario che ci sia una quantità sufficiente di Feedback.
- CC 78 = Enable MIDI Note Spillover. La possibilità di controllare il bypass dell’effetto attraverso il Gate MIDI Note On/Off; applicato al solo segnale diretto, permette di aprire o chiudere ritmicamente il comportamento del pedale.

…ma che ha fatto: lo ha aperto?!
All’interno di Cluster Flux, sulla magnifica component board realizzata in SMD, spicca un mini dip switch a sei selettori che può essere utilizzato per (ri)configurare le fasi dei segnali left/right e la congruitià del mixaggio wet/dry. Come in tutti i pedali dotati di stereo output, diventa necessario prevenire tutti i possibili problemi derivanti dalla somma in mono dei segnali sinistro e destro (da questo punto di vista, è meglio prendere il left/mono e andare tranquilli…); il manuale utente riporta una serie significativa di esempi applicativi, ma sconsiglia di sfruculiare troppo con i sei dip switch, onde evitare configurazioni prive di senso o – peggio ancora – dannose.
Due video due
Nel primo video, abbiamo messo Cluster Flux a confronto con un fretless bass, strumento che unisce dinamica sui transienti, espressività, corposità armonica e una certa qual difficoltà nel trattamento tale da spremere le funzionalità del pedale.
Il secondo video, inevitabilmente, è concentrato sul meeting tra Cluster Flux e sintetizzatore; meglio ancora, Cluster Flux, sintetizzatore e MIDI per il controllo del Delay Time.

Come al solito, buona visione.
A 6 minuti e 10 inizia a sembrar perfino uno ...
Flow
Molto bello l'aggeggio e come al solito molto ...
There are only 10 type of people in the world: tho
Re: Molto bello l'aggeggio e come al solito molto ...
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Re: Molto bello l'aggeggio e come al solito molto ...
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"No suono per piacere, suono per godere!"