Tutte le volte che si mette insieme un nuovo gruppo musicale, si parte animati da una tonnellata di sano entusiasmo e dalla voglia di suonare. Queste sono motivazioni sacrosante e positive che però non sono sufficienti se si vogliono raggiungere degli obbiettivi più o meno concreti del tipo: mettiamo in piedi 20 o 30 pezzi e usciamo a suonare un paio di volte al mese. Avete davvero idea di quanto lavoro comporti questo apparentemente semplice intento? Alla fine ci sono sempre i soliti due o tre che non mancano mai alle prove, che si tirano giù i pezzi, che arricchiscono le società telefoniche con bollette iperboliche, unico risultato del tentativo di mettere d'accordo 4 o 5 presunti musicisti sul dove e quando incontrarsi. Io questo lavoro snervante e gratuito l'ho già fatto almeno una dozzina di volte e alla tredicesima ho deciso che forse era meglio dedicarsi a qualche altra attività che mi permettesse di conoscere i molteplici aspetti del vivere umano da un punto di vista più gratificante e costruttivo. Qualcosa ho comunque imparato: per far nascere e crescere un gruppo musicale bisogna darsi da fare e quando magari già si cominciano a intravedere i risultati di tanti sacrifici e rinunce di solito va tutto a pallino con un bell"arrivederci, grazie e buonanotte ai suonatori". Una settimana dopo lo scioglimento dell'ennesimo gruppo i soliti due o tre ricominciano puntualmente il tran-tran di telefonate, appuntamenti, brani nuovi da trascrivere perchè quelli vecchi il nuovo cantante non li conosce/non riesce a cantarli/non vuole cantarli...e via dicendo. La morale di tutta questa pappardella è allora che METTERE SU UN PALCOSCENICO UN GRUPPO MUSICALE è SOPRATTUTTO UN PROBLEMA DI ORGANIZZAZIONE e quindi anche di DIVISIONE DELLE RELATIVE INCOMBENZE TRA I MUSICISTI, al di là delle loro capacità strettamente tecnico-musicali comunque irrinunciabili. Chi afferma che andare in sala prove è solo un divertimento vive sulle nuvole o è un parassita che demanda agli altri gli inevitabili sbattimenti accessori di cui sopra. Vergogna!

Come far sopravvivere un gruppo musicale: un problema di organizzazione
Le problematiche
1) Problematiche tecniche - Sala prove. Dovrebbe essere ben attrezzata almeno per ciò che riguarda batteria e mixer. Se si ha a disposizione una sala prove privata in cui suonare quando e come pare ci si deve considerare miracolati perchè tutto si può fare in relax e senza correre smontando e trasportando ampli, cavi e cavetti. Le prove effettuate in salette a pagamento a ore richiedono invece ai componenti, oltre a una certa disponibilità economica, estrema puntualità e preparazione perchè altrimenti si rischia di buttar via la maggior parte del tempo a disposizione. In questo caso è obbligatorio incontrarsi preventivamente per inquadrare i pezzi da provare poi tutti insieme.
- Strumentazione - A parte il mixer e l'impianto voci su questo argomento non sorgono mai grossi problemi, soprattutto se si prova in una saletta a pagamento.
2) Problematiche Umane - è il problema più grosso. Ognuno ha il proprio ego. Non sempre è facile riuscire ad andare d'amore e d'accordo, soprattutto nel lungo periodo. Dipende un pò dall'amalgama dei caratteri dei singoli ma anche e soprattutto dal motivo per cui si sta insieme a suonare. Lo scopo in questione dovrebbe essere messo a fuoco con precisione. Se le motivazioni non sono solo ludiche e ci sono di mezzo anche possibili introiti economici è più facile avere un certo grado di coesione. Se non lo si fa per soldi e si suona solo per passione alla fine tengono solo i gruppi i cui componenti sono anche amici al di fuori del fatto di incontrarsi a suonare una volta ogni tanto. Non sono uno psicoanalista o un sociologo per cui non approfondisco il problema anche se spesso questo è una delle cause principali della diaspora dei componenti di un gruppo.
- ognuno dovrebbe saper gestire al meglio il proprio tempo e i propri impegni: la famiglia, il lavoro, altre attività impegnative, problemi di salute etc. Fate un esame di coscienza prima di dare la disponibilità a suonare.
- mettere subito in chiaro la frequenza con cui, una volta messo in piedi il repertorio, si uscirà nei locali a suonare. Tutti i componenti del gruppo devono essere d'accordo su questo punto perchè altrimenti si rischiano defezioni proprio sul più bello.
- regola del MENO SI E' MEGLIO E'. Per ciò che riguarda l'eliminazione del sorgere di possibili disaccordi tra i componenti del gruppo questa è una regola aurea, senza contare che se si esce a suonare per soldi si guadagna qualcosa in più. Però vale anche la...
- regola del PIU' SI E' MEGLIO E'. Se tutti sono puntuali e fanno il loro dovere il gruppo procede più speditamente e i compiti possono esere distribuiti tra più persone risultando di conseguenza meno onerosi.
3) Scelta dei brani da suonare - mettere subito in chiaro il repertorio che si vuole organizzare scegliendo brani che la band è effettivamente in grado di suonare in base alle capacità tecniche dei componenti, al suo organico, al tempo a disposizione per le prove, al livello di professionalità complessivo. E' meglio salire su un palcoscenico e suonare bene venti pezzi facili che far brutta figura suonandone quaranta difficili.
- la scelta va fatta in funzione delle capacità vocali del cantante. Se un pezzo viene bene strumentalmente ma il cantante fa fatica a cantarlo perchè la sua voce non è adatta o è obbligato a cantare in un registro troppo acuto o troppo grave il pezzo va accantonato o trasportato nella tonalità in cui il cantante rende al meglio. Chi suona spesso si dimentica di questa semplice regola. Si presume infatti che chi viene a sentirci suonare voglia ascoltare delle canzoni in cui è la band ad accompagnare il cantante e non viceversa.
- una volta compilata la lista dei pezzi bisogna registrarli tutti su una cassetta che va duplicata e distribuita ai componenti del gruppo. E' a questo punto che si distribuiscono i compiti: +registrare cassetta e duplicarla; +trascrivere accordi e struttura brani; +fotocopiare spartiti e lista pezzi; +telefonare per fissare prove in saletta. Una volta fatte tutte queste cose si va finalmente a...
4) Provare in saletta - la puntualità non è un'optional.
- le prove già fissate per una certa data e ora non vanno disertate all'ultimo momento per futili motivi.
- le prove vanno fatte con l'organico del gruppo al completo. Se manca un elemento non ci si rende infatti conto del sound d'assieme e non si mettono a punto i ruoli dei singoli strumenti all'interno della band.
- in saletta si arriva almeno conoscendo gli accordi e la struttura dei pezzi da provare altrimenti si vanifica il lavoro di chi si è sacrificato a trascrivere e fotocopiare.
- i pezzi che vengono devono essere eseguiti una volta e messi da parte per provare e riprovare i brani e i passaggi che scricchiolano o che vengono male.
- i pezzi che per qualsivoglia motivo non vogliono proprio saperne di venire anche dopo averli eseguiti per più sedute di prova consecutive vanno scartati e magari ripresi più in là nel tempo.
- tra un brano e l'altro SI DEVE SMETTERE DI SUONARE!
- i volumi degli strumenti devono essere moderati per permettere agevolmente di ascoltarsi a vicenda al fine di individuare i brani e i passaggi da mettere a punto e da rifinire. Di solito ci si regola in funzione di quanto pesta sui tamburi il batterista. Sono consapevole del fatto che a volumi alti ci si diverte e ci si esalta di più anche se spesso in questo modo si rischia di perdere tempo. Bisogna tener conto del fatto che le prove in saletta hanno lo scopo di mettere in piedi un repertorio e non quello di sfogarsi urlando a squarciagola.
- le eventuali discussioni vanno fatte prima o dopo le prove. In saletta si dovrebbe solo suonare.
- è inutile provare una volta al mese per dieci ore di fila i soliti dieci brani che già vengono. E'più rilassante e produttivo provare un paio d'ore una volta alla settimana. In caso di serate imminenti è meglio provare qualche volta in più prima di uscire, soprattutto se non si ha grande esperienza di palcoscenico a livello individuale o di gruppo. Una volta messo in piedi il famigerato repertorio c'è finalmente la fatidica...
5) Uscita per locali
- uno o più componenti del gruppo devono a questo punto sobbarcarsi l'onere di trovare e mantenere i contatti con l'esterno per poter uscire a suonare con una certa continuità. Oggetto delle loro attenzioni dovranno essere i locali e i teatri della zona, le varie associazioni musical-culturali e i centri sociali che periodicamente organizzano concerti, gli altri gruppi musicali con cui possono essere divise le serate. Se il gruppo è ben rodato è utile contattare un impresario che, per quanto scalcinato possa essere, sarà in grado di procurare qualche serata in più, magari anche ben retribuita.
- va compilato un foglio di presentazione del gruppo che ne illustri l'indirizzo musicale, le precedenti esperienze (festival, concerti etc.) e le caratteristiche culturali e umane dei componenti. Una bella foto della band non ci sta male.
- va registrata e distribuita una demo tape con almeno una parte dei brani del repertorio. Questo è il miglior biglietto da visita che un buon gruppo possa avere a disposizione.
Spero con questo elenco di aver messo in evidenza gli aspetti organizzativi che comporta il fatto di suonare in un gruppo musicale che voglia essere in grado di raggiungere un minimo di efficienza e di continuità. Molto spesso si tratta di attività che col suonare in senso stretto non hanno nulla a che fare e che quindi vengono regolarmente sottovalutate. Ciò che ho scritto non è la Sacrosanta Verità e un gruppo può benissimo funzionare e suonare in giro anche senza tenerne conto alla lettera. Penso comunque che chiunque abbia bazzicato un poco cantine, sale prova e locali possa senza difficoltà condividere gran parte delle mie opinioni.
Bravo ! Condivido tutto quello che dici, ...
danilo
Buongiorno/ciao vedo che sei un Accordiano di ...
http://www.myspace.com/michelangelosimonucci
bella prova
ma io ti amo
internet.. la salvezza...
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re: internet.. la salvezza...
Avere la sala prove privata è ...
Hard tramp! I love you so!
Tutti i gruppi in cui ho suonato, avevano ...
beh io dal mio piccolo
J.KLANG.
Bel pro-memoria!
Condivido tutto!! Sarebbe stato utile ...
Francesco D'Amico
Grande!
Alessio
Bel promemoria
How can a poor man stand such times and live
cerrrrrrtttoooooo
Non hai scritto abbastanza in grande che TRA ...
Suonare, suonare.
Le situazioni e argomentazioni che sono ...
Parole sante!!!! Rock on!!!!
http://www.bigdixrock.com/
"having a fit of the bl
THE HARD LIFE OF A ROCKSTAR!
Gran bell'articolo
SACROSANTA TRISTE VERITA'... ITALIANA...
Re: SACROSANTA TRISTE VERITA'... ITALIANA...
Re: SACROSANTA TRISTE VERITA'... ITALIANA... :- Gli insetti...
Re: SACROSANTA TRISTE VERITA'... ITALIANA...
danilo
Difficoltà reali
Suonare in gruppo: N° 1 Divertirsi... Tutti però! ...con ordine e rispetto...
Buone Note a tutti! QB-)
CHE I GIUSTI DIFFONDINO IL VERBO....
Non tutto il male vien per nuocere...
Ottimo Manuale!!
Fidanzate, mogli e amanti...
E' vero...Guarda cosa ha fatto Yoko Ono ,ma ...