Innanzitutto il termine djent è stato coniato dai Meshuggah, gruppo-bandiera del movimento, all’incirca una decina di anni fa per sottolineare il “rumore” del power chord pieno su una chitarra a 7/8 corde. Se ci pensate è proprio così. Spesso i power chords vengono costruiti in modo da creare tempi dispari, miscugli di ritmi ben lontani dal 4/4 canonico dell’hard rock e dell’heavy metal più tradizionale, rtitmiche intricate che ricordano quasi successioni casuali di numeri. Le chitarre sono quasi esclusivamente a 7 corde e spesso a 8: la chitarra a 8 corde è diventata da poco uno strumento utilizzato da molti (oltre ai gruppi djent possiamo citare Dino Cazares dei Fear Factory, Ihsahn ed il suo ultimo album solista, i Leprous in alcune parti dei loro ultimi due dischi).
Il primo gruppo a farne un uso abbondante sono stati sicuramente i Meshuggah, fieri svedesi di Umea che da ormai 15 anni portano avanti un discorso musicale molto complesso, costruito intorno ad una tecnica ineccepibile e ad una volontà di crescere artisticamente al di fuori dei paletti del metal tradizionale. Possiamo parlare di death metal per quanto riguarda i primi vagiti ed il primo album ma dobbiamo per forza trovare un altro termine per definire meglio il sound del quintetto. Post-progessive death metal? Polyrithmic death metal? No, usiamo la parola che esprime al meglio la nostra creatività, un accordo di chitarra ad 8 corde che fa proprio “djent”. I Meshuggah sono talmente all’avanguardia che si costruiscono da soli i propri strumenti ad 8 corde per poi approdare ad un contratto con Ibanez, nota produttrice di questi ammennicoli da “nerds” del metal. Possono inoltre contare su un batterista, Tomas Haake, considerato tra i più tecnici al mondo, “sfruttato” addirittura per lo sviluppo dei campioni del Drumkit From Hell, espansione del noto VSTi EZDrummer. Gli album sono finora sei, spiccano il secondo “Destroy Erase Improve” considerato il manifesto del post-metal anni ’00 e “Obzen”, interamente costruito su chitarre ad 8 corde e che si avvale di una produzione superlativa.
Il secondo gruppo di cui vi voglio parlare oggi è un realtà il progetto solista del chitarrista Tosin Abasi che, coadiuvato da Javier Reyes alla chitarra (8 corde pure questa) e dal sorprendente Navene Koperweis alla batteria, ha dato alle stampe l’album “Animals as Leaders” della band omonima e di cui stiamo aspettando il successore, “Weightless”. La musica degli Animals as Leader è interamente strumentale ma questo non preclude l’ascolto ai soli malati di shred, anzi, abbiamo di fronte un chitarrista sicuramente eccelso dal punto di vista tecnico ma anche con un bagaglio invidiabile di idee. Idee che si sviluppano su una base sicuramente metal ma influenzata violentemente dal jazz e dalla fusion. Le due chitarre ad 8 corde costruiscono vere proprie tessiture (“Tessitura” è pure il titolo di un componimento) che ammaliano perchè da un lato ci mostrano una tecnica assoluta ed un controllo dei mezzi totale, dall’altro ci donano canzoni vere e proprie, capaci di trasmettere qualcosa. E’ davvero un bel CD che consiglio a tutti, chitarristi e non, uno sguardo diverso su una materia ormai nota.
Il terzo gruppo di cui vi parlo sono i Tesseract, la cui storia può essere un po’ il simbolo di questo movimento musicale, una corrente sempre più vasta di musicisti molto preparati tecnicamente che parte umilmente dalla propria cameretta e dall’arma in più che oggi hanno i musicisti, Youtube, Internet e tutti i siti collegati al suonare. Infatti il chitarrista principale Acle Kahney, per mostrare la propria bravura, inizia a pubblicare intorno al 2000 brani su Internet, considerati positivamente da vari personaggi dell’ambiente mondiale djent, fra cui Thordenthal dei Meshuggah e Misha Mansoor, vera mente dietro al progetto djent Periphery. Kahney addirittura vorrebbe sfruttare la voce di un amico francese conosciuto su Internet, prima di assoldare suoi conterranei per espandere il verbo dei TesseracT nel mondo. Due demo, rispettivamente del 2007 e del 2010, portano notorietà al gruppo che sviluppa meglio le proprie idee nel primo cd, One, uscito proprio quest’anno è già considerato capolavoro del djent. E’ un album tendenzialmente più progressive rispetto alle sfuriate dei Meshuggah, sono presenti spesso e volentieri voci pulite e linee melodiche di chitarra sopra a ritmiche a 7 o 8 corde. E’ un ottimo ascolto soprattutto per chi dice che il metal non ha più niente da dire (magari dopo aver ascoltato l’ultimo album dei Dream Theater...).
Morale della favola? Il djent è una corrente del metal estremo appena nata e che già ha dato importanti segnali all’audience metal più colta. Stiamo parlando di gruppi nati in rete, fra appassionati di chitarra e ritmiche “storte”, padroni di una tecnica invidiabile, veri e propri “nerds”, o se preferite “geeks”, della musica estrema. Se cercate sui vari forums dei gruppi vi accorgerete che i fan sono molto attenti al gear di ciascun componente, lasciamo stare i vari Satana, morte, killers eccetera per dedicarci all’unica cosa che conta, la musica.
Tengo anche a precisare che il djent è molto distante dai vari metal-core, death-core, emo-core eccetera che, perlomeno dal mio punto di vista, non stanno portando nulla all’evoluzione del mio genere musicale preferito.
Spero di essere stato chiaro, vi rimando ai vari links Youtube e non, date un’occasione a questi gruppi!
Interessante
ilpratodidefault.blogspot.com
Re: Interessante
Stronger than any faith...
Credo che tu ti sia dimenticato una della band ...
Gli Animals as Leaders sembrano davvero interessanti
Grazie delle dritte.
"Let me put it this way: the 059 will treat you be
Personalmente penso siano il gruppo più ...