Moog Modular System 55: cronaca di un recupero

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 16 September 2011 @ 11:41 |
2
Quando i dinosauri regnavano sulla terra, i sintetizzatori erano solo analogici e modulari. All'interno del costoso panorama, il Moog Modular System 55 ha sempre occupato una posizione di rilevo per l'oggettiva buona calibrazione tra prezzo (assai elevato), prestazioni, ingombri e funzionalità complessivamente realizzabili. Come è ovvio, a parte pochi fortunati plutocrati, macchine del genere - specie in Italia - sono finite solo presso Accademie, Conservatori e, in casi ancora più rari, dipartimenti universitari. E' il caso dello strumento che vedere qui riprodotto (a proposito: andatevi a vedere la gallery allegata... ne vale la pena!) e che, dal 1974, è ospitato nella struttura del Conservatorio S. Cecilia in Roma.

Questo Moog System 55 venne ordinato, nel 1974, da Franco Evangelisti, pionieristico protagonista della Musica Elettronica di filiazione accademica, per diventare dotazione stabile del Conservatorio tanto a fini didattici che performativi. Episodi apocrifi e non suffragati da prove narrano che - incredibilmente - Evangelisti, pur riconoscendo il valore rivoluzionario dello strumento, non si fidasse ad utilizzarlo per paura di rimanere fulminato dalla corrente elettrica... Ah, those were the days!

Comunque, lo strumento entrò più o meno nella consuetudine didattica del Conservatorio, sotto le capaci (ma metodologicamente molto diverse) mani di Walter Branchi e Riccardo Bianchini, prima di cadere nell'inevitabile oblio del periodo postMIDI; qualche anno orsono, in occasione di una buona mostra espositiva coordinata tra Università di Roma La Sapienza e Conservatorio S. Cecilia, la belva venne sottoposta ad un completo check up funzionale, deciso da Giorgio Nottoli, decano della Musica Elettronica nazionale e attuale titolare della cattedra; da allora, più niente, fino a giovedi 15 settembre 2011.

In questa data, infatti, chi vi scrive, è stato incaricato di redigere un expertise, una perizia tecnica insomma, sul funzionamento dell'apparecchio; perizia finalizzata (attenzione!) alla messa su strada di una "lezione-concerto" compresa nel cartellone del prossimo Emu-Fest 2011, da sempre fiore all'occhiello dell'attività culturale del Conservatorio S. Cecilia.

Chi dovrebbe tenere questa "lezione-concerto"? Beh, proprio il sottoscritto, che - dopo i vari Moog Workshop in giro per l'Italia e il MoogFest dell'Auditorium di Roma, in data ancora da definire - illustrerà il funzionamento dell'apparecchio e poi scatenerà l'inferno per una mezz'ora d'esecuzione electro-drone-ambient-sperimental-noise-sweeping-sequenced con i soli ausilii del Moog Modular System 55 e di un pugno di Moogerfooger Moog (tutto in famiglia...).

Premesso che, come anticipato qualche riga sopra, la data è ancora da concordare, segnaliamo come l'iniziativa sia assolutamente ad ingresso libero e di libera fruizione; potrebbe essere l'ultima occasione per sentire all'opera un simile pezzo di storia della musica elettronica. Stay Tuned per ulteriori particolari. 

Ah, fatevi un giro con la gallery allegata, in modo da godere delle foto di maggiori dimensioni.

Buona visione.

Risorse
Franco Evangelisti
Moog Modular System 55
Moog Music Moogerfooger



Potrebbe interessarti anche:
Moog Modular in action (22/09/2011)
Oberheim Xpander - Seconda Parte (21/06/2009)
Mellotron - Prima parte (14/12/2009)
Chitarre, custodie e accessori vintage (26/11/2009)

Tutti i commenti


Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.