Audio Technica AT4040SM: un solo microfono per gli ampli in home studio

di Emiliano Girolami - accordiano DOC #13 | 20 September 2011 @ 07:00 |
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Quando il budget è limitato si deve aguzzare l’ingegno per trovare soluzioni alternative, economiche e, possibilmente, efficaci ai problemi che si presentano. Il chitarrista medio che si accinge a mettere su un home studio deve necessariamente dedicare la maggior parte del denaro da investire a scheda audio, computer, monitor, cuffia, software DAW e qualche plugin. Le tendenze più attuali richiederebbero, per riprendere adeguatamente le chitarre, una serie di microfoni che vanno da quelli dinamici (Shure SM57, Sehnneiser MD421) a quelli a condensatore (Neumann U87 o KM185) passando per quelli a nastro (Royer R121) ed i valvolari,magari vintage (Neumann U47).

Un set di questo tipo sarebbe assolutamente sproporzionato e servirebbe solo a complicare la vita al musicista che, magari, vuole soltanto registrare le proprie brillanti idee immortalandole su un demo da finalizzare in studio insieme alla band. Ma esiste un solo microfono che può fare il lavoro di tutti quelli appena elencati in modo dignitoso e senza costare come una utilitaria? Audio Technica AT4040 è, secondo noi, la risposta.

Il 4040 viene usato anche negli studi professionali sia per le chitarre elettriche che acustiche. Èun microfono a condensatore a diaframma largo in grado di sopportare SPL elevati (e quindi può essere usato anche con uno stack da 100W) ed è caratterizzato da un suono che, al tempo stesso, riesce ad essere corposo e dettagliato. Vediamolo più da vicino.

Come dicevamo, è un microfono a condensatore a polarizzazione esterna con diagramma polare di tipo cardioide (non modificabile). È dotato di un circuito di preamplificazione senza trasformatore e viene fornito con shock mount e custodia morbida inclusi nel prezzo. Sul corpo del microfono due switch servono per inserire un pad di -10dB ed un rolloff a -12dB/oct su una frequenza di 80 Hz. Sopporta pressioni sonore fino a 145 dB per una gamma dinamica che arriva a 133 dB. La connessione è XLR standard e richiede una alimentazione phantom a 48V. L’impedenza di uscita è pari a 100Ω.

Con la chitarra elettrica può essere usato sia in prossimità delle cassa che per microfonazioni con un maggiore contributo dell’ambiente (e quindi più lontane dalla sorgente). Nel close miking conviene posizionarlo non troppo vicino al centro del cono perché la sua ottima risposta ai transienti e l’estensione in alto potrebbero rendere il suono troppo aspro. Per trovare la giusta equalizzazione è sempre bene, comunque, fare un po’ di prove sia muovendo il microfono lungo il raggio del cono sia cambiando l’angolazione della capsula per sfruttare (se necessario) l’attenuazione sulle alte dovuta alla ripresa fuori asse. Usare posizioni diverse nella ripresa delle chitarre ritmiche rispetto agli assolo aiuta sia a focalizzare la risposta sia a variare la sonorità quel tanto che basta a rendere più vivo il mix. Per le riprese lontane dal cono si deve cercare (procedendo inevitabilmente per tentativi) il punto nella stanza che rappresenta meglio le esigenze specifiche. Il suono, in questo caso, tende ad essere più vicino a quello che si ascolta suonando, meno frontale e più povero nei transienti e nella rappresentazione dei dettagli esecutivi.  

Con la chitarra acustica (o classica) la posizione che rende meglio in termini di ricchezza armonica e fedeltà del timbro è a circa 20 cm dalla tavola armonica posizionando il microfono tra la buca e l’attacco del manico. Il suono è profondo, preciso e ricco di dettaglio con una ottima rappresentazione dei transitori. Se si vuole dare più enfasi alla pennata, si può rivolgere la capsula verso il ponte perdendo però in compattezza ed in uniformità del contenuto armonico. Utilizzando un approccio un po’ vintage, si può posizionare il microfono a circa 80 cm dal top della chitarra ad una altezza intermedia tra la buca dello strumento e la testa del musicista. In questo modo si può riprendere (in una sola traccia) la chitarra acustica e la voce come si faceva  agli albori della registrazione. Il risultato può essere molto intrigante anche se le elaborazioni successive diventano praticamente impossibili (o, comunque, molto limitate).

Anche sulla voce, maschile o femminile,  AT4040 fa il suo lavoro in modo egregio soprattutto in area rock o pop. In questo caso la tecnica di ripresa è quella classica per tutti i microfoni a condensatore. Circa 20 cm di distanza dalla sorgente (dipende comunque dal cantante e dall’energia di emissione richiesta dal pezzo) con un filtro anti pop e, magari, il rolloff attivato.

Grazie alla sua linearità, AT4040SM si presta ad essere caratterizzato dal particolare preamplificatore usato e quindi il timbro può essere pulito e dettagliato (pre a transistor in classe A senza trasformatore), ricco di carattere (pre a transistor con accoppiamento a trasformatore in leggera saturazione)  oppure vintage (pre a valvole con guadagno sufficientemente elevato).

In conclusione, il microfono Audio Technica, ci sembra la soluzione migliore per iniziare spendendo una cifra ragionevole (street price intorno ai 380Euro) per coprire una miriade di applicazioni.

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Tutti i commenti

  • Ce l'ho da qualche anno e non posso che ...
    di valvola - accordiano #11957 | 20 September 2011 @ 10:59
  • Potete ascoltarlo
    di Emiliano Girolami - accordiano DOC #13 | 20 September 2011 @ 11:36
  • Io ho un AT4033 per l'acustica e continuo a ...
    di giambu - accordiano DOC #4070 | 20 September 2011 @ 12:24
  • CONFERMO TUTTO...
    di pierpiero83 - accordiano #28136 | 20 September 2011 @ 15:01
  • beh.. 380€ nn mi sembra un prezzo popolare.. ...
    di luigi_ego - accordiano #24803 | 20 September 2011 @ 17:48
  • E' un microfono che mi son sempre riservato di ...
    di zef65 - accordiano DOC #18431 | 20 September 2011 @ 18:36
  • RODE NT2A
    di gbrdnl - accordiano #12056 | 20 September 2011 @ 19:20

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