New Trolls - Non è mai troppo tardi

di mariggio - accordiano DOC #24721 | 10 June 2011 @ 06:50 |
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Sono passati quarant’anni da quando il pianista e direttore argentino Luis Enriquez Bacalov compone la colonna sonora del film “La vittima designata” di Maurizio Lucidi. Nasce così la collaborazione fra il maestro e il gruppo rock (allora molto rock) dei New Trolls.

“Concerto Grosso per i New Trolls”, l’album contenente alcune composizioni nate per quel film e riarrangiate con i New Trolls, esce nel 1971 e diventa subito una pietra miliare del rock sinfonico, superando – negli anni – il milione di copie vendute. Il sodalizio Bacalov – New Trolls fa il bis nel 1976 con il “Concerto Grosso n° 2” e tenta il tris un po’ di anni dopo, ma il progetto si arena dopo le prime registrazioni effettuate in studio e gelosamente nascoste per anni e anni.

Nel frattempo i New Trolls vivono grandi momenti di successo, improvvise rotture, separazioni in tre, quattro gruppi diversi, fino ad arrivare al paradosso che i membri della band di quarant’anni fa non possono più usare il nome “New Trolls” da solo. Eccoci arrivati al 2011, con la “Leggenda New Trolls”, Vittorio Descalzi, Giorgio D’Adamo, Nico Di Palo e Gianni Belleno, stessa formazione del 1971.

Dall’altra parte, il maestro Bacalov vive il suo successo mondiale con la conquista dell’Oscar per la colonna sonora de “Il postino”, a giusto coronamento di una carriera che lo ha visto arrangiare le musiche di Claudio Villa, Fidenco, Neil Sedaka, Morandi, Baglioni e comporre colonne sonore per Fellini, Pasolini, Damiani, Scola, fino a Kill Bill di Quentin Tarantino.

Infine, a sorpresa, Bacalov e New Trolls si ritrovano con il vecchio progetto in mano. Il Teatro dell’Opera di Genova, Carlo Felice, mette a disposizione l’orchestra, quarant’anni dopo, risorge il Concerto Grosso n° 3. Ma non basta: il disco, che uscirà a luglio, è preceduto da una serie di concerti che vedono per la prima volta sul palco la band genovese e il maestro argentino. Non è mai troppo tardi: Bacalov è alla soglia degli 80 anni (ma dirige e suona il piano con verve), i New Trolls girano intorno ai 65, ma l’evento è di grande peso e merita una prima in grande stile.

Genova, sabato 28 maggio. Il tempio della lirica Carlo Felice è in grande spolvero, non proprio sold out perché i Trolls hanno suonato da poco nello stesso teatro, ottenendo un successo strepitoso. Il concerto inizia con i quattro storici sul palco, Vittorio Descalzi a tastiere chitarra e voce, Giorgio D’Adamo al basso, Nico Di Palo a voce e tastiere (da tredici anni non suona più la chitarra a seguito di un incidente d’auto), Gianni Belleno a batteria e voce, con in più Francesco Bellia a basso e chitarra e lo strepitoso Andrea Maddalone alle chitarre. Primissima parte dedicata ai successi degli anni ’60, ’70 e ’80, segue poi una serie di brani dedicati a esaltare le doti vocali del gruppo. Un inizio, a dire il vero, un po’ ingessato, con la band imbrigliata dalle sequenze che costringono a suonare i pezzi esattamente come nei dischi. Peggio ancora i brani vocali cantati su basi registrate: le voci sono magnifiche, ma l’effetto “musica in playback” non si addice certo a uno spettacolo in teatro.

La situazione si sblocca con il brano “Le roi soleil”, un fast con la ritmica alla Billy Cobham e un incrocio di voci al cui confronto i Queen sembrano un coro parrocchiale. Pausa e ripresa con il disco nuovo, in cui svetta “Per noi”, un brano a tema religioso, in cui appare come special guest Roberto Tiranti, il cantante del gruppo metal Labirynth, in veste di tenore, che contrappunta con un coro di bambini. In conclusione, finalmente, entra l’orchestra del Carlo Felice con Luis Enriquez Bacalov e prende vita il terzo concerto grosso.

La musica è composta usando gli stilemi del concerto grosso barocco, che risale all'incirca alla metà del Seicento, e viene messo a punto a Roma da Arcangelo Corelli. La formula contrappone un gruppo di solisti, generalmente due violini e un violoncello, all'intero corpo dell'orchestra, chiamato, appunto, "grosso”. Al "grosso" spetta l'esposizione del ritornello, agli altri gli episodi solistici. Bacalov rimescola le carte, inserendo il gruppo rock ora con funzione solistica, ora al posto del “grosso”. Il risultato è spettacolare, perché – spiega Bacalov “La musica è da sempre un processo di contaminazione”.

Sul palco del Carlo Felice l’interazione gruppo-orchestra è magica, la direzione e l’esecuzione inappuntabile, le composizioni seguono la strada tracciata dai primi due dischi, mantenendone intatta la magia. Il tema dell’opera è «Venezia risorta dalle acque», allegoricamente rappresentata dalla morte di Ofelia dopo lo scatenamento di una violenta tempesta. Un concerto grosso in cinque movimenti che – come il primo – contiene testi di matrice shakespeariana, momenti di alta drammaticità e lirismi d’altri tempi. L’impatto è un po’ smorzato dalle esigenze di volume, la band si abbassa sotto i decibel dell’orchestra, Belleno sostituisce le bacchette con altri battenti meno rumorosi perdendo un po’ di “punta”, ma il risultato è fortemente emozionante.

Finisce con un cameo di Bacalov che interpreta Piazzolla al piano e l’”Adagio” del primo Concerto Grosso. Standing ovation del pubblico genovese, consapevole di aver partecipato a una serata in cui si scrive la storia del rock.

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Tutti i commenti

  • mi riservo di riascoltare meglio.. ma , ...
    di yasodanandana - accordiano DOC #699 | 10 June 2011 @ 16:23
    --
    <p>http://www.jalebimusic.com/home.html
    http://www
  • Belin !
    di Anjiiv - accordiano #9413 | 11 June 2011 @ 02:21

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