Insieme a Silvestri la sua band (Piero Monterisi alla batteria, Maurizio Filardo alle Chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Gabriele Lazzarotti al basso e Ramon José Caraballo alla tromba) e una rosa di collaboratori d'eccezione - alcuni pianificati, altri inaspettati: tra gli altri, Andrea Camilleri e Peppe Servillo, voci narranti in "Lo Scotch", Stefano Bollani, al pianoforte in "Questo paese", Niccolò Fabi, voce e coautore in ''Sornione'', Raiz in ''Precario è il mondo''. E Gino Paoli, che canta in "La chatta", divertissement che riprende "La gatta" in chiave virtuale.
Il cantautore racconta così la sua esperienza:"Ho contattato Gino Paoli con un certo timore: mi sarei accontentato di essere autorizzato a scherzare con la sua canzone, cosa che non davo affatto per scontata. Invece non solo ha accettato, ma ha voluto cantare anche lui, spiazzandomi e facendomi un bellissimo regalo. Questa canzone è il risultato della follia di una notte: volevo provare a prendere una canzone stampata nell'immaginario collettivo, cambiarne le parole e mantenerne inalterate le rime, i ritmi, il suono, in modo che a un ascolto distratto potesse quasi sembrare di ascoltare l'originale. Poi c'è il tentativo di scherzare sul nostro rapporto con la comunicazione via web e i social network, trovando anche all'interno di una dimensione così moderna e tecnologica un motivo di nostalgia per qualcosa che già appartiene al passato, una vecchia chat un po' imperfetta che ora non c'è più".
"S.C.O.T.C.H." è un album che arriva dopo quattro anni di silenzio: "Ci ho messo tanto per fare questo disco. Volevo soprattutto raccontare una storia, fatta anche di immagini, quindi ho seguito un criterio cinematografico nello scrivere e nel selezionare le canzoni da inserire, che inizialmente erano più di trenta - è stato difficile scegliere cosa togliere e il criterio che ho seguito è stato quello della purezza, nel suono e nei contenuti". Le canzoni non sono mai facili o scontate, né seguono una struttura classica: l'artista e i suoi musicisti si divertono a destrutturare i brani, senza seguire il classico schema strofa/ritornello.

Fuori dagli schemi anche il titolo scelto dall'autore, in apparenza semplice, ma dai molteplici significati: "Ho deciso di chiamare l'album "S.C.O.T.C.H." perchè è una parola che ha un bel suono, che è di uso comune ma spesso si è incerti su come si scrive. Una parola che dà il senso del mettere insieme, quindi del lavoro che c'è nel disco, ma soprattutto che dà il senso della precarietà che c'è nel mondo contemporaneo, di come tutto sia sempre un po' raffazzonato, 'appiccicato' malamente. Poi sta a indicare il tentativo di tutti noi di affrontare le piccole difficoltà quotidiane: il brano "Lo scotch" parla, infatti, di un trasloco - niente di più semplice e banale, ma un episodio che può far riflettere su se stessi e sul proprio passato. Alla fine, però, "S.C.O.T.C.H." è diventato un acronimo: in origine non lo era, ma poi per gioco lo è diventato, mi sono divertito a scriverne molti io e molti me li hanno inviati in rete. Alcuni esempi? Settuagenario Cavaliere Offre Tenda Con Harem, oppure Supera Certamente Ogni Titolo Che Ho. Pochi giorni fa, c'è stato chi ha scritto Sembrerebbe Coincidere Oggi Tokio Con Hiroshima".
L'attualità è, come sempre, uno dei temi favoriti da Silvestri: come in "Monito(r)", brano dall'impeto rock dedicato al Presidente della Repubblica, o in "Precario è il mondo", presentata alla trasmissione "Vieni via con me" di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Non mancano l' esplicito riferimento al giudice Borsellino e alla lotta per la verità condotta dal fratello Salvatore in "L'appello" e l'accorata panoramica dei mali dell'Italia odierna in "Questo paese", che fa pendant con la reintepretazione di "Io non mi sento italiano" di Giorgio Gaber. "E' stato Fazio a invitarmi a interpretare Gaber. Quella canzone è un piccolo testamento, le sue parole e il suo umore calzavano perfettamente con quel che c'era del mio disco" ha affermato in proposito il cantautore, aggiungendo: "Il rischio che corriamo nella nostra era è quello di abituarci al peggio, di non indignarci più: è questa assuefazione che bisogna combattere. E' triste il fatto che oggi spesso gli unici segnali di reale comprensione della gravità della situazione attuale in Italia siano da ricercare nelle menti creative, negli artisti e non in chi avrebbe il dovere di occuparsi di queste cose".
"S.C.O.T.C.H." è un riuscito mix di profondità e senso dell'umorismo, da sempre i punti di forza di Daniele Silvestri: "C'è bisogno di entrambe le cose: l'ironia serve a essere più seri, come la serietà serve a ridere al momento giusto".
Un mix che ritroveremo dal vivo il prossimo 21 maggio al palasport di Andria (BT), data d'inizio del nuovo tour che toccherà le principali città italiane.
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