Intervista a Ace Baker

di enricosesselego - accordiano #28271 | 05 March 2011 @ 07:00 |
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Ho raggiunto Paul Gilbert a Stoccolma, a un terzo del suo Fuzz Universe European Tour 2010. Un tour molto intenso: una città al giorno, trasferimenti in tour bus, per un totale di una quarantina di date in una quarantina di giorni circa!

Nello stesso tourbus eravamo tutti insieme, ovvero Paul con la sua band (Tony Spinner alla seconda chitarra e voce, Craig Martini al basso e Jeff Bowders alla batteria) più noi quattro del crew: un tour manager, uno stage manager, un fonico front of the house e io, diviso tra set up chitarra per Paul, preparazione delle lezioni private tenute in ogni città, soundcheck engineer e monitors passando, a volte, anche per la supervisione del merch.

Essendo io fonico quasi esclusivamente da studio, colgo l’occasione per entrare a contatto con una realtà a me poco nota: quella della vita ‘on the road’, dove non solo la professionalità dei singoli è fondamentale per la riuscita dello show ma dove soprattutto, è la dimensione umana ad avere una rilevanza addirittura superiore: lo stretto contatto quotidiano tra i singoli elementi, la vita di comunitaria 24 ore su 24. Una sinergia di organizzazione del lavoro e di rispetto reciproco che deve perdurare per tutta la durata del tour è necessaria e sta all’ equilibrio dei singoli.
Ace Baker, il Front of the House engineer, è uno di quegli elementi di un crew che, a parte ovviamente valorizzare la performance musicale giorno dopo giorno, ha sempre avuto una presenza di animo sempre positiva, aperta, capace di tenere il morale alto e allegro di ognuno di noi. Un professionista del suono ma anche decisamente un "animale" da tour.

Siamo a Parigi, fine del tour: una quarantina di date - compresa quella di warm-up all'House of Blues di Los Angeles - abbastanza intense. Finalmente io e Ace troviamo il tempo per fare quest'intervista!

Enrico Sesselego: Da dove provieni musicalmente, quali sono le tue Gigs che si possano definire permanenti o saltuarie?

Ace Baker: Ho lavorato per 10 anni all'House of Blues di Los Angeles, ora come ora lavoro abbastanza frequentemente al Club Nokia, se non sono in tour ovviamente. Il Club Nokia è un grosso club da 2300 posti adiacente allo Staples Center in piena downtown. In più collaboro con alcune aziende di PA, facendo showcase e serate di quando in quando.

A livello di tour, una delle più divertenti che ancora faccio è quella con Sammy Hagar: con Sammy lavoro da 2 anni e mezzo circa. Un'altra gig completamente differente, è quella con Colin Hay (cantante dei Men at Work, nda), nella quale io non solo sono FOH ma anche tour manager. Semplice Gig chitarra acustica e voce, giriamo per gli States in un SUV, ottima paga e ottimo trattamento. Con lui ho fatto anche tour a livello internazionale, in Australia, Sud America etc.
Tower of Power, divertentissima con tour mondiali più volte. Aretha Franklin per un corto periodo e non dimentichiamoci di Sheila E, per la quale lavoro costantemente in vari periodi dell’ anno.

ES: Parlaci del tuo rig per questo tour, dato che non è il tuo rig abituale.

AB: Mi porto in giro una piccola console della Presonus, la Studiolive 24 canali (delle dimensioni poco più grandi di una Mackie 1624, nda) completamente digitale. Ho un pc portatile connesso alla console via FW, con il quale registro tutte le serate utilizzando il software Presonus.
A livello di effettistica mi porto dietro un microscopico TC HeliconVoicetone a pedale. Giusto perchè tutti quanti nella band hanno un pedale, anch'io ne ho voluto uno!
(risate)
Il TC in realtà ha degli ottimi delay e riverberi, connessioni XLR pilotate da un AUX, e ovviamente un praticissimo pedale di tap tempo. Lo uso principalmente per le voci e non per la chitarra dato che Paul ha il suo reverbero sulla mandata del suo ampli.

ES: Come sei entrato in contatto con Presonus?

AB: Per una serie di date con I Tower of Power la Presonus ci propose di testare la allora new entry Firepod, promettendoci in cambio la pubblicazione di un DVD live con tanto di firepod per me in regalo.
E' in quel momento che sono entrato in contatto con la registrazione, da me prima snobbata!
Oggi come oggi, per essere perlomeno competitivi, bisogna avere un rig live in grado di registrare la serata. Si dovrebbe registrare tutto ciò che uno fa live per vari motivi: non solo per un release live, ma anche solo come archivio, non si sa mai. Non sarebbe bellissimo avere registrazioni multitraccia dei Beatles live o dei Beach Boys? Zappa è uno che lo ha sempre fatto e ogni anno pubblicava qualche album live.
Alla fine di ogni tour l'artista riceve un Hard Drive con tutte le tracce del tour. Per questo tour, tra alcuni soundcheck registrati e tutte le serate, ho più o meno 80 ore di materiale!

ES: Torniamo al tour. Parlaci della microfonazione di basso e chitarre

AB: Per le chitarre di Paul ho utilizzato uno Sennheiser 609 e uno Shure KSM32. Per quelle di Tony, sempre un 609 più un Oktava Mk 319.
Il basso vien fuori dalla testata con un XLR, ho però sempre pronta e cablata una D.I. per sicurezza.

ES: Qualche appunto riguardo alla microfonazione della batteria?

AB: Sul kick c'è la mia combinazione preferita: Shure SM91 (PZM, nda) e Shure SM52. Il primo mi da la punta che mi serve (il click), il secondo è più tondo e mi da la profondità.
Anche a livello di monitoring questo si rivela utilissimo dato che riesco ad accontentare tutti: Jeff Bowders (batterista) mi chiede il "rotondo" SM52 mentre Craig Martini (bassista) mi chiede invece solo il SM91 con la sua punta sul suo monitor a terra.

ES: Parlando di monitoring, parlaci del set up di Paul, molto particolare, dettato dai suoi problemi di udito

AB: Paul suona sempre con le cuffie. Sono pilotate direttamente da me dalla consolle Presonus senza passare per il banco del fonico monitor. Alle sue cuffie mando la sua chitarra e la sua voce.
Ha comunque un monitor a terra al quale mando solo il rullante. In più ha un vero e proprio schermo da computer di fronte alla pedaliera collegato a una webcam montata lateralmente alla batteria, con il quale lui vede Jeff mentre suona, sopratutto Hi-Hat e Rullante.
In generale comunque, questa Gig è un paradiso per fonici di monitor. I ragazzi sono facilissimi da accontentare, hanno bisogno di poco, senza particolare mix.

ES: A volte e’ capitato che facessi direttamente tu i monitor dalla Presonus?

AB: Si mando 5 Aux; in realtà 4 per I wedges (monitor a terra, nda), 1 per un wedge a terra puntato verso il pubblico con solo voce. Il tutto funziona soprattutto perché l'ampli di Paul è centrale e molto forte di volume; le persone in primissima fila, rischiano di non sentire la voce proveniente dal P.A.

ES: Tuning della stanza. Quali sono I tuoi brani di referenza?

AB: Sheila E: Joy. Ottimo per batteria, è un brano che ha anche i fiati, utilissimi per individuare alcune frequenze.
Sono 10 anni che l’ascolto, con una media di 200 PA all’ anno… conosco il brano come le mie tasche, una vera e propria referenza per me, indubbiamente.
Poi The Blood & Tears di Steve Vai: utile per i bassi profondi, ci sono chitarre e qualche pseudo-voce.
Sto sempre molto attento alla voce, specialmente tra 2.5K e 3.15K.
In ultimo, collego un microfono dalla console alla linea voce e sento la mia voce attraverso il PA, per sincerarmi che la mia voce… sembri la mia voce!

ES: Peggiore gig e migliore gig del tour

AB: Non ho mai avuto particolare problemi, né di PA né di attitudine dei fonici del posto. I posti piccoli son stati sempre difficoltosi perché di ostico monitor-setup sul palco e bilanciamento con il PA.
Il segreto è comunque mai uscire di testa: nei posti piccoli il soundcheck suona totalmente differente dalla serata vera e propria, quando il luogo pieno di gente.
Per questo verifico sempre che la chitarra di Paul esca soprattutto dal PA e non dal suo amp.
Migliore Gig sicuramente il Winter Masters of Rock di Zlin, insieme ad Helloween e Stratovarius. La mia piccola console vicino alla grossa Midas dell'arena (3500 posti) e alla PM5 degli Helloween.
Sai in queste situazioni, c'è sempre una sana competizione tra le varie crew per mostrare che il rig funziona e che il suono spacca! Abbiamo proprio fatto un ottimo lavoro in quella situazione, anche grazie al tuo aiuto.

ES: Grazie. Prossimi impegni?

AB: Impegni veri e propri, con Colin Hay da Febbraio, alcune crociere e tour Americano. In giugno, Brasile. Poi, incrocio le dita per altre possibili Gig interessanti; molto interessanti!

ES: Grazie Ace, a presto.

AB: You bet (ci puoi contare)!
 

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