Un doppio album in tempi di crisi dell'industria discografica è una scelta forte e di rottura: del resto siamo di fronte a una band che non ha mai avuto paura di mostrarsi al naturale, senza badare molto alle tendenze del mercato o ai giudizi altrui.
In "Wow", a partire dalla copertina, si avverte un afflato vintage: la grafica richiama chiaramente gli anni '60. I brani non sono da meno, con riferimenti che spaziano dal folk del primo singolo, la stralunata "Razzi arpia inferno e fiamme", al prog rock de "Le scarpe volanti", fino al pop di "Scegli me" e al rock più classico di "Lui gareggia".
Il disco, per ammissione dei suoi stessi autori, deve molto alla recente "scoperta" di artisti come i Beach Boys e il Battisti di "Anima Latina": i Nirvana italiani sono cresciuti e aprono il loro registro alla tradizione. Tutto l'album è disseminato di cori a metà tra Brian Wilson e Lennon/McCartney - citati anche nell'attacco di "Rossella roll over". Non manca un trait d'union con band contemporanee: "Loniterp" è l'anagramma di Interpol e molti passaggi ricordano i primi lavori dei Muse.
"Wow" è un grande, onirico ed eclettico pastiche, infarcito di riferimenti, di ascolto non immediato ma piacevole, genuino e ammirevole negli intenti e nel risultato: i Verdena danno se stessi e senza paura rischiano - con esiti finora positivi - regalando al pubblico una grande tela di suoni e idee in cui immergersi, iniziando un viaggio che potrebbe portarli davvero lontano.
Etichetta: Universal

precisioni dal nerd
Ottimo album,decisamente vario e per nulla ...
Fuzza fuzza..