Una domanda di rito... come hai iniziato a fare il fonico?
Ho iniziato abbastanza “per caso”. In quegli anni apriva la SAE a Milano e un mio amico appena tornato da Londra me la segnalò. Sono andato a fare il colloquio senza sapere esattamente quale fosse il ruolo del fonico, ma poi ne rimasi colpito, decidendo così di provare questa strada.
In seguito ho fatto alcuni dischi di musica classica, fino a conoscere, ormai 15 anni fa, Max Casacci, chitarrista dei Subsonica. Aveva uno studietto, dove faceva alcune piccole produzioni. Appena dopo il divorzio con gli Africa Unite nacquero proprio i Subsonica e da lì iniziai a collaborare con lui.
Quindi Casa Sonica nasce insieme ai Subsonica?
Si, diciamo di si. Era comunque una creatura di Max dove orbitavano anche diversi gruppi come i Sushi, LNReplay, Mambassa. Abbiamo realizzato anche dei remix per Afterhours e altri gruppi dell'etichetta Mescal.
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Passiamo ora a Eden. Ci puoi elencare quali sono i vari passaggi della creazione e registrazione di questo album?
Come per ogni album siamo partiti dalla preproduzione, che si è divisa in due fasi: nella prima i componenti del gruppo lavorano sulla produzione dei singoli in modo indipendente (ognuno di loro ha un proprio “studiolo” con la strumentazione necessaria). La seconda fase invece consiste nelle vere e proprie prove dove suonano i brani tutti insieme. Questo avviene quasi sempre nella casa in campagna, a Cantalupa, del batterista Ninja...
Dove sono nati i fantastici video di Parasubnormal Activity
Esatto! Per la noia poi ci si butta anche su altre attività.
(prosegue con il discorso precedente)
... Si cerca di dare un minimo di arrangiamento ai pezzi che però sono ancora sotto forma di provino, infatti il cantato, come da consuetudine per Samuel, è fatto in un “finto inglese”. Ci si concentra inizialmente molto di può sul suono e ai testi definitivi si arriva quasi sempre alla fine. Samuel ha tutta la strumentazione necessaria e registra le voci nel proprio studio.
Le verifiche del suo lavoro venivano fatte nei ritagli di tempo della produzione, così alla fine ci siamo ridotti a fare molte voci durante i mixaggi. Non per tutte le voci è stato così, per esempio quella di “Eden” è stata fatta proprio durante le registrazioni.
Quindi la voce è stata l'ultimo anello della catena?
Praticamente si, per i Subsonica la composizione dei testi è sempre abbastanza difficile in quanto è Max che si occupa sia della produzione della musica che dei testi insieme a Samuel. Nel mentre poi stavamo tirando su anche la nuova struttura di Casa Sonica... insomma di lavoro ce ne è stato e ci siamo ridotti, come sempre, all'ultimo giorno per finire molte cose.
In totale quanto tempo è stato impiegato per registrare e mixare l'album?
Siamo partiti intorno al 20 ottobre e abbiamo concluso il 6 gennaio. Il mix poi è stato fatto alle Officine Meccaniche e si è concluso il 24 dello stesso mese.
Analizziamo le riprese di ogni strumento nel dettaglio, partiamo dalla batteria
Per questo disco, per la prima volta, il Ninja ha portato la sua esperienza con i RNReplay. Il set è stato un ibrido, cioè composto da una parte acustica e da una parte elettronica. Nello specifico piatti, tom e timpano erano acustici mentre cassa e rullante erano totalmente triggerati. Questa volta però ha scelto di amplificare nella stessa stanza i campioni di cassa e rullo, che venivano quindi mandati ad un P.A della Martin. Le due casse del P.A sono state poi microfonate. Per quella del rullante è stato usato uno Shure sm57 e in aggiunta è stato appoggiato un rullante acustico sulla cassa che, tramite la pressione sonora della stessa, faceva vibrare la cordiera che è stata a sua volta microfonata.
L'altra cassa del PA destinata al trigger della cassa della batteria è stata microfonata con un Akg d112 e in aggiunta un Subkick della Yamaha. In conclusione, sia per la cassa che per il rullo c'erano 3 sorgenti: i campioni nudi e crudi, i microfoni sulle casse del PA e rispettivamente il subkick e la cordiera del secondo rullante appoggiato sulla cassa del rullante triggerato. Queste sorgenti sono state poi miscelate in mix a seconda dell'uso che si voleva farne.
Si può dire che è stata una specie di reamping della batteria?
Si esatto, il concetto è un po' quello del reamping, però il fatto di voler diffondere direttamente il suono dei campioni nella stessa stanza tramite un PA e quindi tutti i microfoni d'ambiente prendevano sia il suono dei trigger che il suono dei piatti e dei tom puramente acustici. Quindi in fase di mixaggio, quando le tracce degli ambienti venivano aperte, avevano comunque un suono completo, rendendo il tutto più reale.
Le batterie sono state registrate tutte su nastro e riveraste poi in digitale. Devo dire che il nastro è ancora il supporto che ci da più soddisfazioni per la batteria.
Quindi il nastro l'avete usato solamente per le batterie?
Per tutte le batterie e qualche parte di basso che è stata “reampata” e passata in analogico. Questo perché alcuni suoni erano un po' troppo trasparenti e abbiamo voluto dargli un po' di colore.
Quali pre e microfoni sono stati usati invece per il resto del set?
Lo studio ha da poco acquistato una console SSL aws900, quindi abbiamo usato principalmente i suoi pre. Come microfoni: il charlie aveva un akg 451b, come overhead due Microtech Gefell 240m, Sennheiser md412 per tom e timpano, due Akg 414c disposti a xy per la room stereo. C'erano anche altri due microfoni d'ambiente mono: un Neumann u87 in un boot con una lamiera arrotolata (che spiegherà nello specifico più avanti parlando delle riprese di chitarra) e un Royer r121 ad un metro e mezzo dalla cassa.
I microfoni che avevano pre differenti da quelli della console SSL erano gli overhead Geffel per cui abbiamo usato due Millennia STT-1 compressi con uno Smart C2.
Passiamo al basso
La catena del basso questa volta è stata molto semplice. Di tutti gli esperimenti fatti alla fine il suono che abbiamo preferito tenere come principale è stato quello preso in diretta, cioè il basso direttamente dentro ad un preamp. Poi per curiosità abbiamo usato anche due casse Ampeg; una 4x10” e una con un cono da 15” o 18” , non ricordo esattamente, microfonate con un Royer r121 e un Sm57 messo in una posizione particolare: perpendicolare alla cassa e con la capsula all'altezza del bordo del cono.
Per le chitarre di Max invece?
Le chitarre di Max sono state fatte con i soliti ampli: Marshal serie Scarlatto per i super-distorti, un combo della Brunetti e un Vox AC30 per fare i crunch, per i suoni riverberati e più “western” invece un classico Fender Twinverb. Microfonazione fatta con Sm57 e Royer r121, come pre invece il Millennia STT-1 e un “goccio” di compressione con uno Smart C2 ogni tanto in modalità “crush” per dare un po' più di medie. Qualche volta abbiamo utilizzato anche delle riprese d'ambiente in mono che potevano essere o un vecchio Sennheiser, che noi chiamiamo “Labor”, ma in realtà non mi ricordo neanche quale sia la sigla, oppure un Neumann U87. Inoltre c'era anche un finto riverbero ricavato da un boot costituito da un pezzo di lamiera arrotolata, dentro alla quale mettevamo un u87 o comunque un condensatore. Il concetto è un po' quello dei vecchi riverberi a piastra, la lamiera per “simpatia” suonava piu che altro perchè c'era un volume pauroso... (risate) Era più che altro un effetto per dare un po' di “ciccia” più che un vero e proprio riverbero.
Riguardo ai synth di Boosta invece cosa ci puoi dire?
“I synth sono quasi tutti virtual instruments tranne qualche piccola ripresa di Fender Rhodes.
Non saprei dirti con esattezza però quali virtual instruments perchè Boosta è arrivato in studio con i bounce già pronti.”
Arriviamo quindi alla voce di Samuel
“Per le voci che verrano poi distorte usa quasi sempre un vecchio microfono RCA a nastro e le distorge poi con il bitcrusher di Logic, oppure utilizza un m149 della Neumann. Come pre utilizza sempre un API 512c. Come compressione io in mix per lui uso sempre il TubeTech Cl1b mentre Samuel mi pare abbia utilizzato un leggera compressione con un Urei LA4.
Quindi un API 512c che tanti snobbano per la voce?
Si si, a me piace molto e Samuel ha sempre utilizzato quello e non ne ha altri. Ci piace soprattutto “tirargli il collo” e farlo quindi saturare.
Ci puoi dire nello specifico la catena e il trattamento della voce del singolo Eden?
La voce di Eden in realtà è assolutamente dry, non c'è alcun effetto. Ci sono due versioni del singolo: la prima è stata fatta completamente qui a Casa Sonica, mentre quella del disco è stata poi rimixata alle Officine Meccaniche, ma il concetto è praticamente lo stesso.
E' stata ripresa con il microfono a nastro e poi riequalizzata con un Millennia perchè era troppo scura. E' stata saturata un po' dal pre e un po' con il bitcrusher di Logic e poi compressa molto in mix con un UREI 1176LN in Brit-mod.
Si, immaginavo fosse molto compressa
Si ma è tutto molto compresso! (risate) In tutta la discografia Subsonica i compressori lavorano parecchio prima, dopo durante!
Ancora un grande grazie a Gianni per l'enorme disponibilità nel condividere informazioni così preziose.
Bello!
La mia band: Spex Trio
https://www.facebook.com/s
Grazie mille Marcello! :)
Sound Engineer
www.gabrielegritti.com
Re: Grazie mille Marcello! :)
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Sound Engineer
www.gabrielegritti.com
Spunti interessanti!! recuperatele più spesso ...
Re: Spunti interessanti!! recuperatele più spesso ...
Sound Engineer
www.gabrielegritti.com
ottimo!
Re: ottimo!
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Molto interessante. Bel lavoro! Bravo Gabriele
Re: Molto interessante. Bel lavoro! Bravo Gabriele
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Complienti, ottima intervista
Grazie!!!
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