Mungo State Zero

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 11 February 2011 @ 10:24 |
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Se ne era parlato durante lo scorso NAMM Show 2010: un polifonico digitale patchabile (!), in grado di generare otto voci non passa inosservato, specie quando il prezzo annunciato sembra superare i 12.000 euro… Un anno dopo, dopo il proficuo incontro con Andreas Schneider, il berlinese tycoon della sintesi analogica commerciale, la produzione sta partendo e – più o meno – il prezzo dichiarato sembra essersi assestato attorno ai 6590 euro, IVA inclusa. Sempre una barca di soldi, ma praticamente la metà di quanto era richiesto per la produzione artigianale.

 

State Zero è un sintetizzatore polifonico ad otto voci, interamente digitale, con interfaccia utente che ricalca la classica impostazione analogica modulare; l’effetto future retro è ancora più potente alla luce della patchabilità fisica operatibe tra modulo e modulo. Inutile dire che i cavi hardware confliggono irrimediabilmente con la possibilità di memorizzare i parametri… o no?

Dopo le discussioni che sono rimbalzate, tra il Facebook da battaglia e il retrobottega di Accordo, da vecchi lurkoni con anni di peep show alle spalle, siamo andati a sbirciare quatti quatti…

 

La quadratura del cerchio

I patch cable, mini jack da 3,5 millimetri, permettono di collegare tra loro i moduli che compongono una delle otto voci (identiche) disponibili all’interno dello strumento; una volta che la configurazione è stata fatta, lo strumento procede alla memorizzazione della patch e, a quel punto, quando essa è richiamata in operativo, la struttura digitale dell’apparecchio procede a ricostruire la patch vera e propria a prescindere dalla presenza o meno dei cavi fisicamente collegati al sistema.

Questo è un grosso vantaggio, in termini di operatività (si possono salvare 100 o 100.000 suoni, con o senza i cavi fisicamente collegati ed i suoni torneranno fuori esattamente come erano, anche se i cavi sono stati tutti staccati a posteriori), ma può rappresentare uno shock culturale per il musicista più agganciato alla logica tradizionale. Se – per dire – il suono è stato salvato con un collegamento diretto in feedback modulation tra osc out e fm in, la mancanza fisica di quel cavo, all’atto del recall, potrebbe rendere incomprensibile il suono che si ascolta… da dove esce fuori la feedback fm lin, se non vedo alcun cavo? È un compromesso che diventa necessario accettare per pagare la comodità della memorizzazione e della patchabilità. A voi decidere se e quanto esso sia tollerabile.

Ovviamente, inserendo fisicamente un cavo, quale che sia la programmazione precedentemente salvata e ricaricata in play, essa risulterà editata in tempo reale e “normalmente modificabile”.

Altra cosa interessante, su cui ragionare con attenzione: la natura digitale della macchina, a fronte dell’omofonia timbrica per le otto voci – almeno, in questa revisione software – impedisce l’accesso diretto CV/Gate per segnali di controllo provenienti dall’esterno… tutto quello che deve essere collegato alla macchina, passa obbligatoriamente attraverso un modulo ADC che provvede alla sua omogenizzazione digitale.

Tutti i segnali lavorano al massimo della dinamica e bit rate disponibile per il sistema, con scalatura dei controlli in formato tradizionale 1V/Oct; la gestione di base dall’esterno prevede la conversione di Key Number, Key Velocity, Key Gate, Bend, Modulation, continous controller e – parallelamente – qualsiasi coppia di segnali analogici (audio o controllo) sia stata collegata ai due ingressi di conversione ADC. Ciascuna destinazione di modulazione è processata bipolarmente cioè utilizza un attenuatore a doppia corsa (zero a ore 12, con amount negativo antiorario e positivo orario).

La porta video sul retro dell’apparecchio permette la visualizzazione LCD dell’oscilloscopio tripla traccia, con grafico del patching flow attualmente in uso, analisi spettrale per ottave ed oscilloscopio. Non male, anche per funzioni didattiche…

Cosa c’è a disposizione?

Devoluto un doveroso ringraziamento ad Andreas Schneider di Schneidersbuero/Berlin, cui abbiamo salpato l'immagine qui sopra, veniamo al dunque; nella macchina ci sono parecchi moduli di sintesi; andiamo per ordine:  Oscillatorx4, Inputs: Reset, Parameters: Frequency, Phase, Waveform Symmetry, Mode: Sine/Square/Saw.  Low Frequency Oscillatorx2, Inputs: Reset,  Parameters: Frequency, Phase, Mode: Sine/Triangle/Saw. Envelopex4, Inputs: Gate, Parameters: Level 1/2/3/R, Rate 1/2/3/R. Filterx4, Inputs: Signal, Parameters: Frequency, Mode: HP24/LP12/LP24. Exponential Amplifierx2, Inputs: Signal, Parameters: Level. Comparatorx2, Inputs: Signal, Parameters: Level. Sample and Holdx2, Inputs: Signal, Trigger. Slew Rate Limiterx2, Inputs: Signal, Parameters: up rate, down rate. Curve and Quantizex2, Inputs: Signal, Parameters: Curve, Quantize. Mixerx4, Inputs: Signal 1/2/3/4, Parameters: Level 1/2/3/4.

Che la festa abbia inizio!

(…che qualcuno fornisca gentilmente i 6500 euro richiesti!)

Post scriptum: già che ci siete, date anche un'occhiata alle altre apparecchiature prodotte da Mungo Enterprises... slurp!!!

 

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Tutti i commenti

  • p0rn :Q___
    di Luca_Capozzi - accordiano DOC #25769 | 11 February 2011 @ 20:27
  • potevano essere un po' più generosi sui ...
    di noctivagus - accordiano #20688 | 12 February 2011 @ 22:54
  • my2cent
    di noctivagus - accordiano #20688 | 13 February 2011 @ 14:08
  • Ma de che?
    di omissis - accordiano #19895 | 14 February 2011 @ 16:57

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