Un libro che piacerà senz'altro a chi apprezza la musica e la poetica tragicomica di Rondelli, che si legge tutto d'un fiato, spazia da momenti di commovente amore a sprazzi di dissacrante ironia e la cui copertina ritrae l'artista in posa accanto ai nonni paterno e materno - un fotomontaggio collegato alla poesia che dà il titolo al'opera.
Memorabile l'epitaffio che Bobo scrive per se stesso: "Qui giace Bobo Rondelli, nato il 18/3/1963, morto dopo di te (tiè!), illustre pensatore paranoico livornese. Così la città lo ricorda: mai lavorato, donne, cene, amanti, depurava l'aria dall'odio e d'amor contagiava a chi lui d'innanzi. Il genio delle teste a minchia, conte Rondelli degli Stanchi".
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