Il suo approccio estremamente virtuoso allo strumento e il funambolismo con il quale usa mani e piedi le valgono ben presto l'appellativo di “Organ tornado”: fa la sua prima apparizione in TV a 18 anni.
Nel giro di un paio d'anni passa dai piccoli jazz club alle platee più blasonate: a 23 anni è già di casa al Blue Note e al Sweet Basil di New York, al Ronnie Scott ed al Jazz Cafè di Londra, al Blue Note di Tokio ed è già un'attrazione fissa dei più famosi festival Jazz del mondo: da Vancouver a Philadelfia, da Montreaux a Berkley, quasi tutta Europa, gli States ed il Giappone la scritturano per esibizioni e le radio e TV non perdono occasione per strapparle un'intervista quando è di passaggio. Solo in Italia "ce la filiamo" poco: un'apparizione all'anno, se va bene, spesso in Tirolo, eppure i nomi con cui ha lavorato sono impressionanti: Dennis Chambers, Randy Brecker, George Benson, Jimmy Smith e anche un “certo” Dizzie Gillespie!
Anche la sua discografia è impressionante: 22 album dall'83 a oggi con una sola antologia nel 2006 testimoniano la prolificità di questa straordinaria artista che, nonostante la giovane età, è considerata a diritto l'esponente più importante del BeBop suonato con quel magnifico strumento che è l'Hammond B3; la sua discografia comprende brani originali, rivisitazioni di vecchi classici e tributi a grandi artisti del passato, vi segnalo "Take off!" del 1995, "Tribute to Charlie" del 2002 con musiche di Charlie Parker, "Love letters" del 2001 ma se riuscite a trovare qualsiasi altra cosa state tranquilli che cadrete senz'altro in piedi.
Nel tempo il suo set up è leggermente cambiato: al fido B3 la Dennerlein accoppia un'interfaccia MIDI integrato nell'Hammond che le consentono di interfacciarsi con synth, mentre dal vivo si esibisce con le più disparate formazioni passando dai solo nelle chiese ai quintetti.
Tra i numerosissimi riconoscimenti ricevuti spiccano 2 Jazz Award per il CD Take off!, 2 Jazz Award per Junkanoo ed altri 2 Jazz Award per Outhipped.
Barbara Dennerlein e un'artista che conosco da diversi anni, conosciuta sul lavoro grazie ad un fonico tedesco con il quale ho lavorato spesso in passato: sono subito rimasto folgorato dalla tecnica (e non solo delle mani) dalla vitalità e dal gusto che questa fantastica organista sprigiona; non si può non restare affascinati dalla sua musica così come non si può non rimanere impressionati dai suoi piedi che si muovono sulla pedaliera dei bassi con una velocità ed una precisione tale da far invidia a tanti bassisti di professione.
Fatevi un piccolo regalo: perdete un po' di tempo e cercate di ascoltare qualcosa di lei. Ve lo garantisco: non sarà tempo perso.
Qui con Derek Trucks:
Grande
Re: Grande
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Grande
Ciao e scusa il ritardo con cui ti rispondo ma ...
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Complimenti
Re: Complimenti
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.