La partecipazione di tali musicisti, scelti dalle aziende, è stata decisiva, perché essi hanno anche contribuito alla preparazione dei detenuti con delle ‘lezioni speciali’. L’inizitiva, inquadrata nell’ambito di un progetto di crescita e rieducazione incentrato sulla musica, condotto presso il carcere di Bollate, è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Antonio Carlo Monzino, con il supporto di due importanti produttori di strumenti musicali e i rispettivi importatori italiani, Roland e Ibanez, celebri per la qualità e l’innovazione dei loro prodotti.
Alla Casa di Reclusione, presa a modello in tutta Italia per la formazione e il reinserimento al lavoro dei detenuti, è stata effettuata da questi marchi una donazione di strumenti musicali a sostegno di un progetto educativo innovativo, perché totalmente autogestito: grazie all'intraprendenza dei detenuti e al sostegno degli educatori è stato creato uno spazio attrezzato, per fare musica all’interno del carcere per il quale, con l’occasione, la divisione Monsound di Carisch ha donato un impianto XXL di amplificazione per la musica dal vivo.

L’evento rientra tra le attività del progetto Salva la musica, attraverso il quale, con la creazione di aule di musica, donazione di strumenti e altre iniziative, la fondazione Antonio Carlo Monzino contribuisce a fornire ai giovani l’opportunità di ritrovarsi, di sentirsi parte di un gruppo, di trovare un’alternativa. Attraverso la fondazione le due aziende hanno scelto di supportare il progetto, mettendo a disposizione gli strumenti necessari per dare ai detenuti la possibilità di suonare, creando vere e proprie band che spaziano tra generi musicali diversi – dal rock anni ’60 e ’70 al rap, dallo hip hop all’elettro pop. Accanto a questi progetti, cresce ogni giorno la scuola di musica interna, con detenuti che insegnano ad altri detenuti a suonare strumenti, a scrivere canzoni, a esprimere attraverso le note e le parole i propri sentimenti e le sensazioni di vivere in reclusione.
“La musica è sacrificio, è impegno, è rimettersi in gioco – dichiara Marco Caboni, uno dei detenuti che ha dato vita al progetto di rieducazione musicale all'interno del Carcere di Bollate – ed è grazie a questa esperienza che vediamo giorno dopo giorno la gente cambiare, vivere in maniera nuova la propria condizione di detenuto. Il concetto di musicoterapia assume qui una valenza nuova, perché attraverso l'aggregazione e l'interazione siamo riusciti ad esprimere emozioni tenute nascoste per anni. Questo progetto, creato a immagine e somiglianza dei valori fondanti l'amministrazione della struttura carceraria, ci ha permesso di puntare sulla nostra volontà per realizzare una crescita personale e sociale”.

Dal canto suo, Lucia Castellano, Direttrice del carcere di Bollate, ha ringraziato la Fondazione Monzino e le aziende Roland, Ibanez e Carish, dicendosi felice di un’iniziativa che “libera le migliori energie dei nostri ospiti e rende la vita più gradevole per tutti”. Durante la serata del 5 novembre si sono esibiti un detenuto pianista, Cesare, che ha eseguito “Autre Valse d’Amelie” di Yann Tiersen, seguito dai rapper Andy e Ivan Koma con loro brani inediti, dalla Roland band (ensemble di musicisti Roland nato dall'idea di creare un gruppo che suonasse soltanto strumenti alimentati a batteria). Lo spettacolo è proseguito con l’esibizione della band ufficiale del progetto Freedom Sound, gli Articolo 21, ai quali si è aggiunto quale special guest Cesareo.
evviva! bell' idea
Decisamente interessante come progetto. Visto ...