Partiamo dall'album di Clapton che è un netto ritorno alle origini sulla scia dei suoi ultimi album, nel tentativo riuscito alla perfezione di recuperare quelle atmosfere blues ma anche più swing e jazz tanto care a slowhand.
Si passa infatti da atmosfere rock-blues della iniziale "Travelin' Alone" passando per pezzi boogie e più swinganti anni '50 come "Rocking chair" e "My very good friend The Milkman" attraversando il blues e le atmosfere intimistiche di "River runs deep" e la conclusiva cover "Autumn Leaves" jazzy ma in puro Clapton-style esattamente come la fu "Over the rainbow" anni fa.
Il tutto condito in salsa chitarristica e sperimentale con abbondante uso di acustiche sofisticate per una ricerca sonora che ha visto impegnato slowhand negli ultimi anni.
Davvero un prodotto pregevole.

Dall'inghilterra e dal sound americano blues passiamo al più poliedrico dei chitarristi, al messicano Santana.
Il suo disco è un omaggio a 12 signorine che hanno fatto la storia del rock rilette con la sua solita chitarra "parlante" e "sorridente" coadiuvato dai soliti ospiti cantanti, nuove leve del pop e del rock odierno.
Si va da brani rock riproposti abbastanza fedelmente quali "Whole lotta love" o "Smoke on the water" alle riletture originali di brani quali "Back in Balck" versione Hip Hop e "Little wing" cantata da Joe Cocker per arrivare alla perla dell'album che è sicuramente la rilettura fedele ma con quel pizzico di originalità di "While my guitar Gently weeps" dei Beatles.
Per finire in bellezza metto nel mio frigo il miglior Champagne... ovvero il più frizzante dei tre dischi: "Le Noise" di Neil Young.
Il disco era atteso e grazie alla supervisione di Daniel Lanois assistiamo a un grandissimo disco di chitarra elettrica.
Un disco abbastanza sperimentale per il cantautore canadese.
L'utilizzo di pochissimi strumenti (basso, chitarra elettrica, semiacustica e voce) e l'esclusione della batteria oltre all'utilizzo distorto e potente della "Old Black" rendono l'album un lungo grido di dolore e speranza per il rock che grazie ancora ai suoi fondatori si ritrova a ruggire più forte nonostante cadano le "Autumn Leaves".
Le Vecchie Tigri...
Direi che tra i tre preferisco nettamente ...
Il limite è la cifra dell’arte
...stasera Clapton!
Neil forever !
How can a poor man stand such times and live
Mi incuriosisce molto il lavoro di Santana. Ho ...
Re: Mi incuriosisce molto il lavoro di Santana. Ho ...
gni gni gni
Re: Mi incuriosisce molto il lavoro di Santana. Ho ...
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i gusti sono personali
Pessimo santana direi....
Tre grandi mostri sacri...
L'articolo parte dal presupposto che ci si ...
i don't belive in the 60's in the golden age of po
io su tutti ho preferito quello di neil young ...
Ci Vorrebbe....
"..figliolo, non prestare mai i dischi a ness
"High hopes" (Pink Floyd)
mah e poi mah e ancora mah...
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