Roland GAIA Synthesizer SH-01 - Seconda Parte

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 23 August 2010 @ 09:27 |
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Dopo aver visto in dettaglio il comportamento di oscillatore, filtro e amplificatore, riprodotti secondo il know-how virtual analog targato Roland, è il momento di passare in rassegna le funzionalità dell’oscillatore a bassa frequenza (anzi: degli oscillatori a bassa frequenza, eh eh eh), per poi approdare sul corposo blocco effetti.

 

Proprio la sezione effetti, come avremo modo di vedere, contiene una marcia in più rispetto a parecchi strumenti nella stessa fascia di prezzo. Ma, come al solito, andiamo per ordine…

LFO

La modulazione ciclica, sagomata sui profili d’onda sinusoide, triangolare, rampa ascendente, quadra, random stepped e smoothed, può essere applicato, con opzione bipolare, in quantità indipendenti sulle destinazioni di Pitch, Cutoff, Amplitude e Pulse Width (quest’ultima, in maniera unipolare). L’uscita del segnale di LFO è sottoposto ad un Fade Time regolabile. In maniera non documentata fisicamentesul pannello, ma raggiungibile a colpi di Shift, è possibile anche modulare il panpot di segnale. La velocità del LFO è subordinata al Tempo Tap di pannello; in aggiunta, si può agganciare la modulazione al Clock di sistema (interno o ricevuto sulle porte MIDI/USB), specificando il valore ritmico desiderato.

C’è un secondo LFO trasparente, dedicato alla Modulation ed indipendente per ciascuno dei tre Tones; i suoi parametri, raggiungibili a colpi di Shift, comprendono: Shape, Tempo, Rate, Pitch Depth, Filter Depth, Amp Depth. In questo modo, i due moduli LFO, quello ufficiale e quello secondario, possono essere differenziati tanto per destinazione quanto per andamento: costante il primo, controllato in ampiezza in base alla posizione fisica della Modulation il secondo.  Moltiplicate il tutto per treed inizierete ad avere un’idea delle possibilità inaspettate offerte da GAIA.

Gli effetti

Un’unica sezione effetti a disposizione per i tre segnali audio; l’apparecchio realizza simultaneamentei trattamenti di Distortion (con le variazioni Distortion, Bit Crash e Fuzz), Short Modulation (con le variazioni Flanger, Phaser e Pitch Shifter), Delay (con le variazioni Delay/Panning Delay) e Reverb. In aggiunta, si può sfruttare l’enfatizzazione del Low Boost indipendente.  Ogni effetto ha un proprio selettore retroilluminato che ne visualizza l’inserimento e può contare su un corredo di quattro parametri: due editabili direttamente con i controlli rotati di pannello ed altri due raggiungibili combinando i controlli precedenti con lo Shift. Poco comodo, ma efficace; ricordatevi, ad esempio, che per cambiare la quantità di Feedback, cioè di ribattuto, dovrete afferrare il primo controllo mentre tenete premuto lo Shift; lo stesso controllo, senza Shift, interviene sul Delay Time. Basta fare un poco di pratica…

Senza annegare nei parametri di ciascun algoritmo, vi basti sapere che ci sono sei tipi diversi di distorsione, tempi di delay lunghissimi e tre tipi differenti di (lungo) riverbero. Più che sufficiente per andare in trance.

Suono e densità degli effetti sono di classe elevata, tali da arricchire piacevolmente il timbro nativo dello strumento; utilizzati con parsimonia, renderanno scintillante la vostra esecuzione; programmati in maniera esagerata, diventeranno loro stessi fonte di creatività aggiuntiva.

 

I parametri Common

Meat and potatoes. Tutto quello che non si trova in altri punti della struttura è stato riunito in questo menu di opzioni che comprende la subordinazione del livello audio alla key velocity, il range bidirezionale del pitch bend, il portamento time, il valore nominale di panpot e la sua eventuale modulazione. Del resto, il pannello comandi ha una sua dimensione finitae non è possibile dilatarlo all’infinito…

Controllers per la performance

Una macchina come GAIA SH-01 deve offrire, per forza di cose, tanti appiglial musicista durante la sua performance; elenchiamo, in rapida sequenza:

  • Pitch bend; con range regolabile fino ad un massimo di +/- 24 semitoni; la possibile regolazione indipendente a salire e a scendere permette di lavorare con la sicurezza dei +2 semitoni per l’incremento e la comodità ful diving bomb a -12 per il decremento. Risparmiati i soldi per il whammy pedal…
  • Modulation; celato dietro al pannello comandi, c’è un LFO dedicato alla modulazione di performance: è possibile regolare velocità e profondità dell’effetto; è disponibile la sola forma d’onda triangolare.
  • Tastiera & trasposizione; le tre ottave di tastiera sensibili alla dinamica possono essere trasposte +/- 3 ottave e +6/-5 semitoni.
  • Portamento; il Keyboard Control Voltage inviato agli oscillatori (va beh, usiamo questa metafora di analogica memoria…) può essere addolcito mediante Portamento a velocità regolabile.
  • Mono Mode/Hold Mode; a seconda delle necessità, il funzionamento della tastiera può essere commutato in monofonia. Allo stesso modo, si possono congelare in Hold incondizionato le note premute in precedenza.
  • D-Beam; l’omnipresente controller Roland può essere utilizzato, di default, per intervenire su Pitch e Volume o, a discrezione dell’utente, può essere ruotato praticamente su qualsiasi parametro significativo del sintetizzatore e/o della sezione effetti. La rule of thumbrecita: se potete afferrarlo sul pannello comandi, allora potete assegnarlo al D-Beam Controller (questo, di fatto, taglia fuori tutti i parametri “sotto al cofano”, raggiungibili mediante combinazione Shift di tasti… uhmmmm). Attenzione! Quando afferrare il controller che volete assegnare al D-Beam, potete gestire la polarità dell’escursione in base alla direzione verso cui ruotate la manopola. Brutale, ma molto efficace.

Connessioni

I dati audio sono gestiti attraverso una coppia di prese ¼” Left/Mono - Right e vengono duplicati sulla presa per l’ascolto in cuffia. Sul pannello frontale, è disponibili il mini jack da 1/8” TRS per l’ingresso del segnale ausiliario. Il trasferimento dati di controllo può avvenire attraverso la porta MIDI In/Out e sulla porta USB che, come già accennato, prevede il transito dei codici MIDI e dei dati relativi all’audio digitale. Un eventuale pedale (configurabile in modalità switch o control) può essere agganciato all’ingresso apposito.

La prossima volta, ci occuperemo delle funzionalità di Arpeggio e - finalmente! - del comportamento Center Cancel applicabile a qualsiasi segnale audio stereofonico desunto dal mondo esterno. Stay tuned!

Risorse
La prima parte di questo articolo
Chi è GAIA?
Roland JP-8000
Roland GAIA: per saperne di più



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