Giuliano Palma & The Bluebeaters

di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 06 July 2010 @ 08:30 |
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Su queste pagine avete già avuto modo di fare la conoscenza dei due chitarristi dei Bluebeaters. Fabio "Sir" Merigo e Gianluca "Cato" Senatore si sono esposti ai microfoni di Accordo parlando della loro strumentazione, di ciò che utilizza il gruppo sul palco e condividendo momenti d'ilarità nei fuori scena che, per motivi di tempo e per salvaguardare la dignità del sottoscritto, probabilmente non vedrete mai.

C'è ovviamente molto altro riguardo la giornata trascorsa tra due chiacchiere con il gruppo simbolo dello ska italiano e un indimenticabile concerto, che si è svolto la sera stessa. Prima di procedere però è giusto parlare un po' della band conosciuta come Giuliano Palma & The Bluebeaters, per chi non ne avesse mai curiosato oltre.

Il gruppo dei Bluebeaters nasce quasi per caso nel lontano 1993 quando Giuliano "The King" Palma decide, insieme a Gianluca Senatore (da questo momento "Cato") e altri musicisti ora non più nella formazione del gruppo, ma allora militanti negli Africa Unite insieme a Cato (Mr.T-Bone e Bunna), di creare una "one night band" che si sarebbe dovuta esibire in un locale torinese. Evidentemente l'affiatamento tra i componenti fu tale da dar vita a un progetto alquanto atipico per l'epoca: un repertorio di brani anni '60 e dintorni, italiani e stranieri, riarrangiati alla maniera Rocksteady e Ska, o Bluebeat se vogliamo, che altri non è se non il primo ska. Già da qui è intuibile che il nome della band non sia frutto di smanie di protagonismo del frontman (che, tra l'altro, potrebbe permettersi questo e altro grazie alle doti canore e il carisma che continuamente fan e membri del gruppo gli riconoscono), bensì una scelta stilistica chiaramente dettata dal tipo di musica suonata dalla formazione, proveniente direttamente da un'epoca in cui non erano rari nomi come "Bill Haley & His Comets". Non da trascurare una curiosità, rivelata dallo stesso Giuliano Palma in un'intervista: il nomignolo "The King" non è, in realtà, un esercizio di ego, bensì uno sfottò, partito da alcuni suoi colleghi che, riferendosi al suo stile canoro, lo chiamavano "il reuccio", facendo il verso al titolo del cantante Claudio Villa.


Il progetto dei Bluebeaters procede nell'ombra per alcuni anni per poi decollare verso un successo che dura ancora oggi quando i componenti decidono di dedicarsi seriamente al gruppo, producendo il loro primo "The Album" e trovando subito dopo la loro reale collocazione, ovvero quella di live band, fatta di musica e puro spettacolo.
La carriera di Giuliano Palma e i suoi Bluebeaters semina diversi successi negli anni, come gli indimenticabili "Tutta mia la città", "Se ne dicon di parole" e "Che cosa c'è", che vede la partecipazione straordinaria di Gino Paoli. Tra live e dischi, sempre portandosi dietro un look da signori d'altri tempi, di quelli che "al giorno d'oggi non ne fanno più" e riflettendo questo stile con l'impiego massiccio di apparecchi e metodiche d'epoca per registrare in studio e creare i videoclip, la band trova l'equilibrio con la formazione che vede Giuliano Palma alla voce, Cato e Fabio Merigo alle chitarre, Peter Truffa alle tastiere, Sheldon Gregg al basso, Enrico Allavena al trombone, Paolo "The Angelo" Parpaglione al sax e Ferdinando "Bombodrummer One-Drop" Masi, o Ferdi, alla batteria. Tutti i componenti si dedicano ai cori eccetto l'imponente bassista giamaicano.
L'ennesima svolta per il gruppo avviene mentre leggete queste righe, con l'uscita in edizione speciale dell'ultimo disco "Combo", che contiene eccezionalmente alcuni pezzi inediti tra cui "Nuvole Rosa", frutto della collaborazione con la cantante Melanie Fiona.

Tuttavia il punto di forza del gruppo resta il palcoscenico, sul quale la formazione, che si esibisce totalmente dal vivo senza l'ausilio di campioni registrati, regala spettacoli ben studiati, dall'introduzione di rito a cura di Cato ai ringraziamenti finali, con balletti e inchini. La danza è un'altra componente essenziale dello show dei Bluebeaters: il cantante Giuliano Palma sembra non riuscire a fare a meno di muoversi trascinando il pubblico e letteralmente obbligandolo a divertirsi. Anche gli strumentisti si trovano più volte protagonisti di divertenti coreografie, come l'introduzione della sempre attesissima Messico e Nuvole, che coinvolge addirittura il serioso colosso Giamaicano.
La band non perde un colpo e il concerto dell'Arenile Reload che ha seguito l'intervista procede liscio nonostante qualche noia tecnica prontamente risolta, precisamente causata dall'instabilità del palco che non garantisce il massimo della tenuta ai riverberi a molla dei due amplificatori Fender dei chitarristi, con le rumorose conseguenze che tutti conosciamo.
Il mattatore Palma è una calamita per le attenzioni del pubblico, ma riesce a non mettere in ombra nessuno. Tutti i componenti hanno i propri momenti, spesso contemporanei, cosa che permette all'occhio di non annoiarsi mai ovunque si rivolga lo sguardo, dal tastierista dietro il suo pianoforte a coda (pura scenografia) alla sezione dei fiati, due figuri che, dal loro angolino di palco, sembrano divertirsi ancor più del pubblico.
La band rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra due generazioni molto distanti e fa il suo dovere in modo eccellente, accontentando gli ascoltatori più maturi, che riconosceranno sonorità e vecchie melodie, e divertendo i più giovani dall'inizio alla fine.
Alla professionalità e alla bravura basta aggiungere la pura simpatia e disponibilità che questi signori esprimono continuamente anche al di fuori del palco per avere una combinazione vincente. Una band destinata ad avere una carriera ancora lunga e luminosa e alla quale non si può che auspicare ogni bene.

Risorse
L'intervista ai chitarristi dei Bluebeaters



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