Sviluppato da Marcel Blum, un freelance multimedia programmer attivo a New York, Soundplant 39 è la risposta a parecchie domande, finora irrisolte, che programmi assai più blasonati faticano a soddisfare.

Settantadue tasti alfanaumerici = settantadue file audio da triggerare, con latenza (quasi) zero e senza necessità di comprare hard disk esterni, interfacce, periferiche o altri ammennicoli. Soundplant 39 sfrutta l’accesso diretto al disco rigido di sistema e emette audio dalle porte hardware naturalmente incluse con il Mac/PC. Più facile di così si muore…
Prima di stappare lo champagne, considerate l’idea di pagare qualcosa per sbloccare la limitazione principale della versione free: dopo venticinque lanci, il programma free vi permetterà di caricare solo file audio .wav e .aif a 16 e 8 bit, nulla di più (non diremo mai, neanche sotto tortura, che con una limitazione del genere si può anche convivere… lo volete far sopravvivere il programmatore, o no?)
Quando usare Soundplant 39?
In tutte le occasioni in cui diventa necessario far partire, con precisione e sovrapposizione, file audio diversi: durante la sonorizzazione di una rappresentazione teatrale, per innescare il playback dei vocals campionati in precedenza, per realizzare la colonna rumori di una trasmissione sulla vostra web radio, per far partire gli effetti speciali che introducono il gruppo live, per comporre, macro comporre o esibirsi in live electronics montando e smontando groove e loops precedentemente mappati sulla tastiera… come dicono gli anglofoni: you name it!
Requisiti di sistema
La versione PC richiede Windows 7, Vista o XP Service Pack 2; la versione Mac è in Universal Binary e può essere caricata tanto su PPC che Intel, da Os 10.4 in su.
Un primo approccio
La mappatura sulla tastiera è gestita con un semplice drag and drop dal finder; sono supportari praticamente tutti i formati audio nromalmente diffusi in ambiente informatico. Non è necessario tenere aperta la schermata principale del programma - quella che riproduce la tastiera alfanumerica con tutte le mappature: se avete problemi di spazio, o se state lavorando con un altro virtual synth, Soundplant 39 può (a richiesta) continuare a ricevere i keystrokes che triggerano i file audio; è una configurazione d’uso assai intrigante, ma potenzialmente pericolosa…
A seconda della disponibilità e della configurazione con cui si lavora, è possibile caricare tutti i campioni in RAM - per un accesso immediato - o leggerli dal disco rigido, con un minimo di fatica, ma con minor ingombro nella memoria. La polifonia di sistema è comunque limitata a 8 canali stereofonici o 16 canali mono simultaneamente.
L’editing sul segnale permette di accordare ogni sample in un range pari a 10 ottave, con precisione al centesimo di semitono; è possibile mappare diverse intonazioni dello stesso sample su tasti diversi (utile per realizzare fraseggi melodici partendo da segnali concreti).
Il file audio può essere troncato in testa e in coda con precisione pari alla massima sample rate (100.000 Hz); è supportato il time slice, per mappare su tasti separati transienti diversi di uno stesso groove. In aggiunta, sono supportate le regolazioni di volume, pan e cue point eventualmente scritti nel file .wav con editor esterni.
Tutta la mappatura può essere salvata con i suoni, pronta quindi a essere ricaricata per la performance.

L’interfaccia utente
Nella sua versione espansa, è organizzata in quattro parti che si dividono la schermata; in posizione centrale, c’è la mappatura di tutti i tasti alfanumerici, con possibilità di codice colore - per famiglie timbriche, o per settori d’impiego, ad esempio; nella fascia bassa, c’è la sezione che permette di organizzare i parametri personalizzabili individualmente per ciascun tasto; nella colonna verticale destra, è visibile la sequenza degli otto canali di voce stereo (o sedici mono) che si alternano e si sovrappongono durante l’esecuzione. A questo proposito, segnaliamo come una velocità troppo elevata di autoripetizione per i tasti porta alla saturazione della polifonia disponibile, con un caotico risultato audio. Infine, nella fascia orizzontale superiore, sono presenti i parametri di personalizzazione globale del programma.
Caricare i suoni e mapparli su tastiera
Ora che la polvere si è posata, proviamo a costruire un key set da zero; nonostante sia garantita la trasparenza del drag and drop da finder, è meglio lavorare con una certa cautela, specialmente se la macchina su cui avete installato il programma non è di quelle più scattanti. Nel nostro caso, abbiamo montato Soundplant 39 tanto su un vecchio PowerBook G4 a 1 GHz, con 2 Gb di RAM, quanto su un “meno vecchio” MacIntel 2.33 GHz, sempre con 2 Gb di RAM: nel primo caso, le prestazioni sono al limite della denuncia in sede civile; nel secondo, il timing generale è professionalmente accettabile. Probabilmente, alternare il loading/playing da HD e aumentare la RAM di bordo faciliterebbe le cose.
Torniamo al dunque: uno alla volta, o in gruppo, è possibile caricare qualsiasi tipo di file audio (se avete pagato la licenza, altrimenti lavorerete solo con .wav e .aif) accoppiandoli ai tasti dell’alfanumerica. Il tasto Esc, in alto a sinistra, interrompe il playback di qualsiasi file; vedremo in seguito come sia possibile definire una lista di priorità per le voci, garantendo una sorta di “interruttibilità selettiva”.

Parametri di personalizzazione
Come viene accoppiato il playback del file audio con il gate di tastiera (alfanumerica)? È un problema che è stato affrontato da diversi punti di vista. I tasti possono essere usati in modalità semplice o in combinazione con lo Shift di tastiera, per le due combinazioni, sono disponibili sei possibili logiche di funzionamento:
- Sustain = il file audio viene triggerato e letto fino alla fine, anche se il musicista lascia il tasto della tastiera; se il tasto rimane premuto e c’è l’autoripetizione innescata, si sovrappongono due, tre, quattro, cinque e più canali di polifonia.
- Restart = ogni nuova pressione del tasto interrompe il playback precedente.
- Kill = vengono uccisi playback delle voci sovrapposte, partendo dalla più recente fino a raggiungere la più vecchia. Il progresso delle voci impegnate (o disimpegnate) è verificabile nella colonna verticale destra dello schermo.
- Mute = il playback alterna volume zero a volume nominale, senza interruzioni nell’esecuzione.
- Pause = l’intervento passa da volume zero/volume max a pause/play.
- Fade = ogni pressione sul tasto innesca il fade in in apertura di playback o il fade out in chiusura. È possibile definire la durata per le due transizioni di fade in/out.
Oltre alle logiche d’innesco, ogni suono è personalizzabile nei parametri di Pitch (+/-60 semitoni), Panpot e Volume; i tre valori possono essere randomizzati con pesi e deviazioni definitibili dall’utente; la variazione di Pitch influenza, naturalmente, la durata del playback. Se il file audio è predisposto al Loop (con il controllo specifico), potrete bloccarlo solo con il tasto Kill.
Fatelo stare zitto!
Avete premuto un certo numero di tasti sull’alfanumerica, i groove sono partiti, si sono incastrati in maniera più o meno decente e, d’improvviso, bisogna decidere cosa far tacere e in che modo. È possibile definire tre livelli di channel priority: low, normal e high. I suoni con high priority vengono troncati solo premendo il tasto Esc, in alto a sinistra nella tastiera; i suoni con normal priority possono essere uccisi premendo il tasto Backspace, in alto a destra nella tastiera, o verranno fatti fuori quando terminano gli 8 canali stereo di playback a disposizione; i suoni con low priority fanno una brutta fine sempre: con il tasto Esc, con il tasto Backspace, quando finisce la polifonia disponibile e quando si preme un nuovo tasto per innescare un altro playback.

Conclusioni
Se avete bisogno di lanciare un numero imprecisato di file audio, quantomeno pari alla quantità di tasti disponibili sulla vostra alfanumerica, potete ricorrere a Soundplant 39; se poi potete fare a meno della gestione mp3 e file compressi in genere (anche a costo di decomprimerli e spianarlicon un qualsiasi QuickTime), allora potete anche ringraziare Marcel Blum e continuare a lavorare solo con la versione Free del programma. In tutti i casi, a patto di avere una macchina sufficientemente veloce, il divertimento è assicurato e - cosa ancora più importante - le emergenze “soniche” di tutti i tipi possono essere velocemente risolte.
Buona cavalcata sulla tastiera!!!
veramente bellino.. ci sono software free che ...
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
eh no
Re: eh no
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
e per il video?
Re: e per il video?
Re: e per il video?
ahhhhh