Redazione - E’ già abbastanza complesso realizzare uno studio di registrazione, credo che lo sia ancora di più se i software utilizzati sono FLOSS. Tanti provano a cimentarsi tra le mura di casa ma pochi o forse nessuno a realizzare addirittura uno studio secondo questa logica. A cosa è dovuta questa vostra scelta?
Giorgio - La scelta di basare lo studio su strumenti FLOSS deriva principalmente da due componenti: quella filosofica e quella pratica/tecnica.
Personalmente, sposare la filosofia che sta alla base del software libero, è stata una conseguenza di come concepisco il mondo e la direzione che spero intraprenda, la libera condivisione delle conoscenze è un valore da difendere.
Il motivo pratico/tecnico è dovuto ai vantaggi che l'utilizzo del software libero comporta come la praticità dell'assistenza, la possibilità, essendo il codice aperto, di poterne verificare la bontà, il supporto dell'hardware anche vecchio (cosa che spesso non accade con i software proprietari), il potersi sganciare da logiche commerciali che nulla hanno a che fare con la professionalità o il progresso ma anche caratteristiche squisitamente tecniche come l'impressionante gestione del routing del segnale permesso dal binomio GNU/Linux/Jack, il sistema modulare che permette di trovare un gran numero di soluzioni, la robustezza e la semplicità di utilizzo proprie di Ardour ma potrei riportarti mille anedotti su come questo sistema mi ha sorpreso e ancora continua a farlo.
Inoltre mi sembra doveroso citare Emiliano Grilli (noto come Emillo, www.emillo.net) tra le persone che mi hanno avvicinato al mondo dell'audio su software libero con il suo importante lavoro di diffusione di informazioni.
R - Come sono suddivise le competenze all'interno del vostro studio, c'è prevalenza di competenze audio, Linux oppure?
G - Siamo tre soci (Alessandro Ghassemi, Marco Siano e io, Giorgio Baù) che provengono da esperienze molto differenti. Alessandro (Mr Gaz o'Line) è un dj che proviene dalle produzioni house/dance/elettronica, Marco è un musicista con una vasta cultura funk/soul, io sono un fonico di "estrazione" rock che ha unito la sua competenza al software libero. Diciamo che sono un fonico "prestato" a Linux e non viceversa.
R - Uno dei tanti problemi ai quali va incontro l’utente medio che decide di fare di Linux la propria DAW, è - tanto per fare un esempio - la compatibilità con le varie schede audio e il supporto ai propri plug-in preferiti (VST compresi). Come avete affrontato questo problema?
G - Per trovare la soluzione bisogna guardare il problema da un altro punto di vista. E' nota l'avversione dei produttori di hardware a rilasciare driver per GNU/Linux perciò bisogna fare l'inverso e quindi verificare l'hardware supportato e procedere con l'eventuale acquisto. Per ciò che riguarda i plugin-in, nonostante sia possibile far girare i VST su piattaforma GNU/Linux sotto Wine è sconsigliabile per tre ragioni: la prima è che non tutti funzionano, la seconda è che sono scarsamente integrati con l'environment di lavoro e sono spesso instabili, la terza. ma la più importante, è che nel panorama del software libero ci sono abbastanza processori di segnale per poter realizzare un lavoro professionale.
L'unica mancaza potrebbero essere i soft synth che non sono moltissimi tuttavia si può sopperire a questa mancanza con dei buoni soundfonts, dei gig o dei moduli esterni.
R - I vostri clienti, o comunque chi si rivolge a voi, lo fa consapevole della tecnologia “inusuale” da voi utilizzata oppure è interessato prevalentemente al risultato finale?
G - Per ora nessuno dei clienti era consapevole della tecnologia utilizzata (nonostante fossero avvisati) e per ciò che ci riguarda è anche meglio così, abbiamo un'opinione onesta e senza preconcetti del nostro lavoro.
R - FLOSS corrisponde anche ad un abbattimento dei costi per il cliente?
G - Si, il software è installabile sulla propria macchina gratuitamente e quindi le risorse economiche possono essere destinate in macchinari, anche se è utile alla comunità fare una donazione agli sviluppatori. In questo modo anche le nostre tariffe possono mantenersi accessibili.
R - La scelta dei plug-in outboard (nello Studio A e nello Studio B) è dettata dalla filosofia FLOSS o dall'effettiva funzionalità? Se in un progetto è necessario l’ausilio – tanto per citarne alcuni – Waves C1 e L2, come vi comportate? Trovate un compromesso installando un software proprietario capace di soddisfare questa esigenza oppure ne fate a meno convincendo il cliente che è possibile ottenere lo stesso risultato in modo “Free”?
G - Studio A si occupa delle produzioni audio ed è basato su software libero, Studio B si occupa di registrare i demo in presa diretta delle band (quello che noi chiamiamo "Ascolta le tue prove") ed è basato su software proprietario (Windows, Cubase). Abbiamo anche un Mac con ProTools poichè se, per esempio, arriva un cliente con una sessione di ProTools ci torna utile poterla aprire.
Per ora non si è verificato il problema di convincere il cliente alla bontà del software libero, anzi sono stati tutti clienti soddisfatti, direi in sostanza che ho tutto quello che mi serve per portare a termine un buon mix.

R - Quanti segnali potete gestire simultaneamente in recording nella Studio A e nello Studio B? Se un gruppo ha necessità particolari (Ludwig OctaPlus o Tama Siamese Monster), potete gestirla contemporaneamente a basso, chitarra, tastiera e voce?
G - Lo studio può acquisire fino a 18 segnali audio e gestire in mix un considerevole numero di tracce, non sono mai arrivato al punto in cui la CPU fosse così carica da non poterne gestire di più nonostante abbia avuto a che fare con progetti di 50/60 tracce con relativi plug-in applicati.
All'Openday del 15 di maggio 2010 presenteremo anche un servizio di registrazione in presa diretta in multisala in modo che le band che suonano generi che necessitano di un suono "live" possono contare su una ripresa pulita e durante l'esecuzione possano vedersi attraverso un sistema di telecamere e monitor.
R - Come garantite la compatibilità dei vostri progetti e sessioni con gli standard commerciali attualmente diffusi sul mercato? Il cliente che esce dalla vostra sala può terminare il lavoro su una piattaforma Avid, Digidesign, Logic, Steinberg o Cakewalk (tanto per nominarne qualcuna) senza essere costretto a conversioni di formato?
G - Il formato delle sessioni di Ardour (il software utilizzato dal Kubistudio per registrare/mixare) è in sostanza un XML un formato aperto (al contrario dei file sessione generati dai software da te citati) che, proprio per la sua natura, potrebbe essere aperto da qualsiasi altro software. Non mi risulta che i produttori dei vari Nuendo, Logic, ProTools si siano interessati al poter aprire questo formato.
Il problema è risolvibile renderizzando le singole tracce secondo le esigenze del cliente.
R - Stessa domanda ma posta considerando un altro punto di vista. Se il cliente arriva da voi con del materiale prodotto con i citati Avid, Digidesign, Logic, Steinberg o Cakewalk, siete in grado di manipolarlo secondo le esigenze richieste?
G - Non abbiamo le licenze per tutti i software citati, con ProTools e Cubase siamo in grado di farlo. Se possibile preferiamo importare poi le tracce in una nuova sessione di Ardour e lavorare con strumenti liberi.

R - Sempre parlando di FLOSS, siete mai stati tentati dall'idea di sviluppare il vostro hardware controller al di fuori delle logiche commerciali? Invece del nanoKontrol, ad esempio, perché non realizzare qualcosa con Arduino?
G - Sebbene non sentiamo la necessità impellente di un controller, potrebbe essere un'ottima idea in futuro.
R - Le applicazioni commerciali mettono a disposizione un supporto tecnico dalla qualità più o meno alta. Come reputate il supporto ottenibile dai produttori dei software da voi utilizzati?
G - Uno dei vantaggi di lavorare su software libero è proprio il supporto che è rappresentato da una vasta gamma di mailing list (non solo quelle dedicate il software specifico, ma anche quelle di discussioni generali come Linux Audio Users) e dal contatto diretto che si può avere con gli sviluppatori attraverso i numerosi canali IRC. Trovo che questo sistema sia più funzionale e permetta di avere risposte e bugfix in un breve lasso di tempo cosa che non accade invece con i software commerciali.
R - C’è la possibilità di sentire qualche vostra produzione in modo tale da poterne appurare la qualità?
G - Entro le prime due settimane di maggio 2010 uscirà per l'etichetta romana funky juice il disco di Cecilia Albertini una talentuosa cantante rock per cui abbiamo curato non solo la registrazione, il mix e il master ma anche la produzione artistica. Lavori importanti in uscita sono anche quelli dell'armonicista americano Andy Just e quello per la band varesina GO!.
Allestiremo presto uno spazio sul sito dove sarà possibile ascoltare dei samples delle nostre produzioni
Trovate maggiori informazioni (tariffe comprese) al seguente link:
Stupendo! Mi piacer
www.reliveband.com
therobbiekids.com
GRANDI!! e bravo Gabriele
Rigore e immaginazione (G. Bateson)
Re: GRANDI!! e bravo Gabriele
oh là! Grandissima
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Competenza e risparmio
Re: Competenza e risparmio
Ottimo!
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
ma XML funziona?
Re: ma XML funziona?
Massima stima
Ciao a tutti, per chi fosse curioso di ...
Lavori realizzati al Kubistudio
mi
Non combattere contro i mostri o diventerai tu ste