I Love Buchla - Richard Lainhart Workshop

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 08 February 2010 @ 17:55 |
2
Bologna, 23 Gennaio 2010. Concepito dalla vulcanica mente di Alessandro Lupo (altro nom de plume di Dragh, ipercinetico forumista di Rec’N’Play e mente pensante dietro www.noctivagamusica.altervista.org), si è tenuto nella esaltante cornice del Palazzo Re Enzo a Bologna - all’interno della manifestazione Netmage.10 - un fenomenale seminario/concerto con Richard Lainhart, tra i più attivi, propositivi, raffinati musicisti elettronici attualmente in circolazione.

Richard Lainhart è attivo da anni sul panorama internazionale (fatevi un giro su www.otownmedia.com o su www.vimeo.com/rlainhart) e produce, con squisita generosità, composizioni video e musicali basate sulla ricerca sonora: dai primi esperimenti con i modulari Moog, passando per lo studio del basso elettrico, della chitarra e del vibrafono, fino a tornare sui sintetizzatori, Lainhart ha perfezionato, nel corso degli anni un vocabolario sonoro basato sul doppio binario del “one sound composition” e della ricerca timbrica più ad ampio raggio.

La one sound composition è articolata sull’impiego esaustivo di un segnale sonoro, ad esempio un gong suonato con l’archetto, che viene campionato, trattato a velocità multiple, sovrapposto, granulato, analizzato, scomposto e ricomposto fino a raggiungere - in perfetta economia “filosofica” d’esercizio - un’intera composizione perfettamente calibrata.
Oltre alla one sound composition, Richard Lainhart ha perfezionato, in questi ultimi anni, un live set elettronico interamente privo di “reti di salvataggio” (quindi niente basi pre registrate o altri ausilii tecnologici) che lo ha portato ad una densissima attività concertistica… migliaia di concerti live electronics portati avanti con un sintetizzatore modulare Buchla 200e, una Haken Continuum Fingerboard, un rack effetti ed un MacBook con il quale mandare i video (originali) su cui suonare.

Come potrete immaginare, l’occasione di incontrare l’artista e di farsi spiegare per filo e per segno il funzionamento dei suo apparecchi (e la logica delle sue scelte artistiche) era assolutamente ghiotta… il seminario è stato un sold out annunciato nel quale, con incredibile generosità, Lainhart ha parlato di se, della sua musica, della tecnologia che utilizza e delle scelte che lo hanno portato alla sua struttura attuale. Per di più, dopo qualche piacevole ora di interessante chiacchierata, lo stesso Lainhart ha fatto da “cicerone” sul sistema Buchla+Continuum, permettendo a tutti i presenti di mettere le mani sullo strumento, per soddisfare curiosità altrimenti irrisolvibili.
Il tutto, a meno di mezzora dal soundchek del concertone seguente: quanti artisti conoscete che, armati di solo modulare analogico, vi avrebbero permesso di pasticciare con il loro strumento?
Bilancio più che positivo quindi, tanto dal punto di vista didattico che da quello umano; assolutamente convincente la performance successiva, improvvisata sulla base filmica proiettata e, come relazioneremo più avanti, influenzata dal mood generale della serata - quindi diversa da quanto eseguito durante il workshop.

Risorse




Tutti i commenti


Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.