MIDI MuRF. Come accennavamo in precedenza, il MIDI MuRF permette di modificare instantaneamente il comportamento dei filtri, ottimizzandoli per il trattamento di sorgenti sonore di bassa o media frequenza: una coppia di selettori aggiunti sil pannello frontale permette di specificare il modo di funzionamento e l’avanzamento pattern automatizzato dal LFO interno.

Non è tutto, anzi il meglio deve ancora venire: MIDI MuRF è dotato di una completa implementazione MIDI che permette l’automazione a distanza di tutti i parametri di pannello (e non solo): facendo riferimento all’illustrazione allegata, è facile ricostruire il numero di MIDI CC necessario per controllare il parametro desiderato; alcuni sono facilmente gestibili (ad esempio, la modulation wheel per l’articolazione d’inviluppo), altri richiedono un minimo di organizzazione mentale, prima di essere padroneggiati.

Se c’è un punto debole nel sistema è l’assenza di un qualsiasi riscontro visivo nel comportamento di controllo a distanza: tutto deve basarsi sull’esperienza uditiva del musicista che, con particolari regolazioni, può essere tratto in inganno.
L’implementazione MIDI agisce principalmente su tre fronti: l’automazione a distanza dei parametri significativi di pannello, la sincronizzazione al clock MIDI per la velocità di scorrimento dei pattern interni (con o senza divisori di clock applicabili), l’apertura a comando delle diverse bande di filtraggio.
Quest’ultima caratteristica permette di “suonare” il MuRF in base alle esigenze del musicista, subordinando il passaggio del segnale filtrato all’interno delle otto bande eventualmente innescate dai diversi codici di Nota On/Off. E qui c’è un problema: otto bande di filtraggio, otto note bianche per ciascun’ottava di tastiera; fin qui, tutto bene. Ma che succede se, come in effetti è verificabile, sono disponibili diversi modi di funzionamento controllabili da tastiera? Per non sovrapporre due banchi da otto sulle note Do contigue, diventa necessario “sprecare” un’ottava di tastiera per spaziare i diversi tipi di comando; in questo modo, diventa necessario un MIDI keyboard controller sufficientemente esteso, in modo da coprire tutte le ottave di possibile funzionamento. Nello specifico: le note MIDI 24-36 mettono in mute gli otto canali di filtraggio; le note midi 48-60 aprono le bande in triggered mode (il codice nota on innesca l’inviluppo che prosegue in freerun mode); le note MIDI 72-84 aprono le bande in sustained mode (il livello delle diverse bande è direttamente collegato al valore di key velocity esercitato dal musicista). Ricordiamo che i MIDI CC 20-27 scavalcano le regolazioni di livello per le otto bande.
Il comportamento Freerun dell’inviluppo di banda, innescato nell’ottava “triggered” può essere deciso mediante Staccato Mode (MIDI CC 68); in pratica, si alterna la subordinazione dell’inviluppo al trigger o al gate di tastiera. La lunghezza complessiva dell’inviluppo è regolabile con il MIDI CC 70 Envelope Scale.

Implementazione in uso
Basta mappare i comandi specificati su una qualsiasi master keyboard, definire il canale di trasmissione/ricezione, ed il gioco è fatto. Unica raccomandazione: ogni volta che MuRF riceve un MIDI CC di controllo a distanza, sgancia automaticamente l’avanzamento del LFO interno, cioè “frena” il pattern in esecuzione, aspettando il flusso di dati MIDI che, ricevuti dall’esterno, facciano avanzare le automazioni richieste. Può essere seccante - magari, l’utente voleva solo regolare un parametro durante l’esecuzione automatica - ma, con un minimo di pratica, si ottengono risultati assai lusinghieri. Procedendo a tutto vapore, MuRF diventa una centralina di filtraggio assolutamente configurabile e pilotabile da qualsiasi DAW, MIDI software o periferica che sia, volta per volta, disponibile. Il suono e la caratteristica operativa sono quelli tipicamente analogici Moog. Il che non è poco.
Editor
Frutto degli sforzi congiunti di Amos Gaynes (l’uomo dietro alle più sperimentali realizzazioni Moog Music dell’ultima ora) e di Tower Software, il free Pattern Editor scaricabile on line permette di programmare qualsiasi tipo di pattern ritmico per l’innesco degli otto inviluppi interni. L’utente può decidere - riga per riga, cioè per ciascun filtro interno - il numero di step desiderato (da 1 a 64) e, successivamente, può intervenire sulla matrice di connessioni On/Off, fino a raggiungere l’avanzamento ad incastro ritmico desiderato. Ricordiamo che, se tutte le otto righe del pattern hanno egual lunghezza, l’incastro ritmico sarà facilmente ricostruibile all’ascolto; ma se ciascuna riga ha durata indipendente, prima che si ricomponga l’incastro di partenza, potrebbero passare molte ripetizioni…
L’implementazione grafica è particolarmente curata e, con un solo manuale utente di quattro pagine, si padroneggia facilmente il funzionamento del sistema.
Conclusioni
Quest’apertura Moog nei confronti delle tecniche di controllo a distanza ci ha convinto parecchio: se già prima eravate sensibilizzati nei confronti del MuRF “normale”, avrete già capito che MIDI MuRF è praticamente irresistibile. Con un minimo di cautela, le possibilità di sincronizzazione e personalizzazione diventano insostituibili; l’impiego dal vivo può procedere così sul doppio binario del controllo a distanza (da MIDI controller) o dell’integrazione diretta all’interno di un qualsiasi MIDI Sequencer.
Assolutamente consigliato.
E il suono?
ascolti...
Grande articolo!