Moog Music MIDI MuRF - Prima parte

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 06 October 2009 @ 17:34 |
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Moog Music Moogerfooger MIDI MuRF. Prima o poi, doveva accadere… Doveva accadere, appunto, che la serie Moogerfooger incontrasse la comodità del MIDI! Il nuovo pedale multiuso (può essere utilizzato indifferentemente per chitarra, basso, tastiera, voce… qualsiasi segnale mono) sfrutta fino in fondo il protocollo MIDI per consentire al musicista di automatizzare a distanza il comportamento di filtraggio e/o per modificare anche drasticamente le programmazioni di pattern residenti.

Cosa è un MuRF?
Il Multiple Array Resonant Filter è un banco di filtraggio che sottopone il segnale all’azione simultanea (parallela, quindi) di otto filtri di picco risonanti, accordati su specifiche frequenze: agendo su altrettanti slider posti nel pannello frontale, si può drasticamente riequalizzare il suono privilegiando un picco di risonanza rispetto agli altri. Attenzione! Le sezioni di filtraggio sono risonanti, ma non vanno in auto oscillazione… come dire che avrete a che fare con un equalizzatore particolarmente efficiente e volutamente non lineare. Quando spingete al massimo i livelli di uscita delle bande, creerete nel segnale finale una serie di formanti, cioè di picchi di enfatizzazione che rimangono invariati quale che sia la frequenza in ingresso.
In precedenza, Moog Music aveva commercializzato due versioni MuRF, rispettivamente per chitarra e basso elettrico, differenziandole per le frequenze su cui erano accordati gli otto tagli e per il comportamento della più bassa banda d’intervento (nel modello Bass, funzionava come low pass; nel modello Guitar, funzionava come normale peak filter); i filtri della versione chitarristica sfruttavano center frequencies posizionate a 200, 300, 450, 675, 1000, 1500, 2200, 3400 Hz; la versione per basso aveva frequenze impostate su 110, 160, 240, 350, 525, 775, 1200, 1800 Hz. Come è facile immaginare, un musicista che si fosse dovuto dividere tra chitarra e sintetizzatori si sarebbe trovato di fronte ad un bel dilemma: usare il modello da chitarra (lavorando male con i suoni di sint) o scegliere le ottave basse (comode per il sintetizzatore, ma inadatte alla chitarra elettrica)? Ora, questo dilemma è superato, perché il MIDI MuRF fornisce in un unico cabinet tutti e due gli array di frequenze… in pratica, due pedali al prezzo di uno!

Ancora un momento di attenzione: oltre a fornire una sorta di super equalizzazione, il progetto originale MuRF prevede la possibilità di “articolare” con otto inviluppi dedicati le bande d’intervento, aprendole e chiudendole in base ad una serie di pattern ritmici (immaginateli come tante scacchiere irregolari realizzate su un quaderno a quadretti: quadratino annerito = l’inviluppo apre la banda di filtraggio; quadratino lasciato bianco = l’inviluppo non parte e la banda corrispondente di equalizzazione rimane chiusa). All’ascolto diretto, facendo partire il pattern, si ha l’impressione che il suono venga “rimixato” ritmicamente in base alle proprie componenti armoniche; inutile ricordare che il risultato varierà drammaticamente in base al disegno ritmico contenuto nel pattern (ed al numero degli step con cui esso e composto). Forma dell’inviluppo (ovvero simmetria tra Attack Time e Decay Time o prevalenza dell’uno sull’altro) e velocità di esecuzione sono parametri liberamente regolabili dall’utente e (con l’ausilio di un convertitore particolare) è possibile sincronizzare l’avanzamento del pattern rispetto ad un treno d’impulsi esterni. Tutto questo è un MuRF; vediamo ora le nuove caratteristiche del MIDI MuRF.

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