Ampiezza del segnale, equalizzazione ed impedenza, alias: come ti interfaccio la simulazione (e non solo...)

di flex1979 - accordiano #10511 | 20 September 2009 @ 17:24 |
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Ciao Accordiani, è da poco stato publicato un'articolo sulla diffusione del suono dai simulatori di ampli, in questo vorrei riportare la mia esperienza sulla regolazione di alcuni parametri cruciali nell'interfacciamento di simulatori e apparecchi audio-chitarristici al fine di avere una risposta il più “strumentistica” possibile.

Avrei voluto parlarne tra i post dell'eccellente articolo di Smilzo (link in alto a destra tra le risorse per questo articolo), poi mi sono accorto che l'argomento era grosso e sarebbe stato utile, soprattutto per chi in futuro cercherà un'articolo nel motore di Accordo, fare una pagina a parte.
Nel 2005 prendo una GT6, dovrà colorare il suono del mio Fender Princeton 112 dell'89 (credo), transistor puro (e dalle ottime prestazioni, Luvi ne sa qualcosa). Vado subito nel return e il suono è sempre un po' moscio, un po' distaccato, la sensazione che il plettro faccia vibrare il cono non c'è. Mi prestano un libro di Begotti su come regolare effetti, testate, rack e tricketrakke e io mi cimento ad applicare i preziosissimi consigli (anzi, regole) alla Gt6 e al finale del Fender

1- L'ampiezza del segnale
Il segnale che si invia ad una qualsiasi apparecchiatura deve essere, nei limiti di impedenza e clipping, il più robusto possibile. Se il mio finale ha un rumore di fondo che aumenta all'aumentare del volume (il che accade sempre, solo che per certi ampli è più trascurabile di altri) con un segnale debole o ad impedenza troppo alta dovrò alzare il master del finale, quindi anche il rumore di fondo di questo apparecchio (vedi chitarra inserita direttamente nella scheda audio senza ingresso Hi-Z). Se il mio segnale è bello ampio, dovrò alzare poco il master del finale, idem per il rumore di fondo di quest'ultimo. Tutto ciò sempre stando attenti che lo stadio di ingresso del finale non clippi. La stessa cosa vale per tutte le apparecchiature che formano una catena attraverso la quale passa il segnale.

2- Il Gain
E' qui che noi pivelli del sound enginering commettiamo uno degli errori più diffusi tra i chitarrai: il Gain alto! Troppo alto! Oltre alle zanzare, oltre alla bruttezza (vabbè questo è soggettivo) della pasta sonora, oltre al rumore che non se ne va più dalle orecchie anche quando sei nel tuo letto e vorresti dormire, il peggior effetto collaterale è quello di non sentirsi nel gruppo. Spesso, quando non si esce dal mix basta abbassare il gain, spesso anche non drasticamente. Inoltre mi sono reso conto che un suono “cattivo” non deve per forza avere molto gain (Blackmore docet!).

3- Equalizzazione
Sono solo a casa e mi faccio un po' di suoni (distorti). La Gt6 è munita di due reparti equalizzazione non troppo complessi ma sufficienti a scolpire per bene l'agognato sound. L'equalizzazione a V. Bella, bassi profondi e alti presenti. Nel gruppo la chitarra però scompare. I miei bassi profondi non possono esserlo più di quelli del basso e i miei alti presenti sono assenti causa charles, ride e tamburelle varie che sono fatte apposta. In qusti casi il consiglio che mi è ritornato utile è quello di alzare i medi. Ovviamente con i puliti il problema è marginale, ma se avete un suono che non buca il mix, provate ad alzare, piano piano, i medi. Sentirte prima comparire la chitarra (nel mix) poi crescere il volume, ovviamente con l'aumentare della “mediosità” del suono.

4- Impedenza
Questo è il primo argomento che avrebbe dovuto trattare l'articolo, poichè dovrebbe essere la prima cosa da guardare. Stà al quarto punto sia perchè spesso non è indicata nelle specifiche di input e output degli apparecchi da chitarrai, sia perchè il sottoscritto non ne capisce gran chè. La maggior parte degli articoli che ho reperito a riguardo dicono che l'impedenza di ingresso deve essere circa 10 volte più alta dell' impedenza di uscita della sorgente. La regola viene puntualmente violata da ogni chitarrista quando collega la chitarra (20-40 Kohm) all' input dell'ampli (1Mohm). Quando invece le due impedenze si equivalgono si ha il massimo passaggio di potenza (è il caso in cui rientra l'interfacciamento tra finale e casse). Nel caso di impedenza della sorgente molto inferiore a quella di ingresso del carico (caso chitarra-ampli) si ha il massimo passaggio di voltaggio. Cosa c'azzecca con i simulatori di ampli? Per utilizzare il vostro return dell'ampli come ingresso della pedaliera vi serve un'uscita a bassa impedenza (tipo cuffia). Se il vostro simulatore non cel'ha sarete sempre assogettati a passare per il pre dell' ampli, snaturando la naturale destinazione di un simulatore. Inoltre alcuni simulatori (come la mia digitech rp150) hanno un'uscita cuffie di 52 ohm. Io ho comprato delle fantastiche (per i miei standard) AKG K412P con impedenza da 32 Ohm. Con la scheda audio del pc si sentono benissimo, con l'RP150 zanzare a volontà. 40 euro (quasi) buttati.

Comunque spero che sugli argomenti trattati, e soprattutto sull'impedenza, accordiani con conoscenze più approfondite delle mie possano completare il discorso, e che qualcuno abbia risolto grazie a questo articolo qualche problemino con il mix del gruppo,

Ciao!

Risorse
Articolo di Smilzo



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