Che il blues acustico stia vivendo in Italia una stagione positiva (finalmente!) lo dimostrano alcuni segnali importanti: formazioni acustiche ai festival e alle selezioni, dischi, e soprattutto l’intensa attività live di alcuni artisti che da anni propongono caparbiamente la loro splendida musica con chitarre acustiche e resofoniche, ukulele, armoniche unplugged e ammennicoli vari, coprendo un range stilistico che va dal ragtime al Delta blues allo stile delle North Hills. Gli amanti del blues non possono che essere contenti di questa situazione, che francamente spero duri e si stabilizzi, creando interesse nel pubblico per un sottogenere finora negletto.

Tra gli alfieri del blues acustico l’abruzzese Papaleg Acoustic Duo si è guadagnato un posto di rilievo negli ultimissimi anni. Formatosi nel 2005, il duo è composto da Pierluigi Petricca alla chitarra resofonica e da Marco Tinari alla chitarra acustica. Marco canta anche la maggior parte dei brani. Per Back To Mississippi, che è la loro prima prova discografica, i due si avvalgono della collaborazione di ospiti quali Giordano Valente all’armonica, Stefano Sbariggi al basso e “Little Paul” Venturi alla chitarra e voce.
I Papaleg si accostano alla materia con rispetto ma anche con capacità interpretativa notevole, basata soprattutto sul gioco delle chitarre. Quattro dei brani sono originali, il che la dice lunga sulle potenzialità del duo specialmente in un campo, come il blues acustico, in cui è piuttosto difficile riuscire a dire la propria senza risultare un mero copiatore. I go back to Mississippi è un bel pezzo in stile Delta a cui la lunghezza di oltre 4 minuti non nuoce affatto. Lo stesso dicasi per Sugar cane, mentre Wake up this morning si sarebbe giovata forse di un taglio anticipato. Per le cover, che oscillano fra brani molto noti ed altri più oscuri, i Papaleg hanno pescato sia da autori rurali come Tommy Johnson, Furry Lewis e Charley Patton, che da artisti urbani come Muddy Waters, J.B. Lenoir e Junior Parker, più alcuni traditional. Mi sono piaciute molto in particolare Feeling good (arcinoto, ma reso bene), Pony blues e Mama talk to your daughter, penalizzata da un finale ultra-rallentato che voleva aggiungere originalità ma che secondo me ha appesantito un po’ il pezzo.
Buon gusto e coraggio non mancano ai Papaleg. A loro e agli altri alfieri del blues acustico (Angelo “Leadbelly” Rossi, Max De Bernardi, Mauro Ferrarese, i 32-20 (ehm... ;-) , e gli altri che per brevità o dimenticanza non menziono) un plauso per insistere nella loro proposta con fierezza e convinzione.
Blues acustico
Da chitarrista elettrico
Gratta
suonare in acustico è fantastico
Re: suonare in acustico è fantastico
i love slide and love in vain
Re: suonare in acustico è fantastico
Re: suonare in acustico è fantastico
Re: suonare in acustico è fantastico
Non ho mai ascoltato i Papaleg...
Yeahhh!
Chitarra della Aless
<i>Carlo "slidincharlie" Pipitone</i><br
Concerto Carugate
BOB FIORTE & SKYDOG duo acustico