"... mentre ci preparavamo per i concerti al R.S. ero talmente nervoso che non ho mangiato nulla di solido per quattro giorni. Solo acqua, ad eccezione di un unico pranzo, quando abbiamo iniziato le prove. Non riuscivo nemmeno a guardare il cibo, e ad un certo punto sono quasi svenuto. I primi due spettacoli sono andati molto bene, e finalmente sono riuscito a concedermi... un Magnum. Non avrei potuto mangiare altro, solo gelato!" "Naturalmente divento molto nervoso quando suono di fronte ad amici e coetanei, in special modo in situazioni così intime come al R.S.. Se non avessi avuto la mia band non ce l'avrei mai fatta. Mi sono davvero di grande supporto".

Naturalmente il soggetto che parla non sono io (magari...), anche se in effetti tra breve il mio gruppo avrà il battesimo del fuoco e suonerò di nuovo -con una certa emozione- davanti ad un pubblico dopo... 18 anni? Cavoli, come passa il tempo.
R.S. sta per "Ronnie Scott's", il famoso club di Soho dove tanti grandi musicisti si esibiscono per i fortunati (e selezionati) clienti del locale. E il timido personaggio che parla è... Sua Maestà JEFF BECK.
Sembra davvero incredibile che una persona, un Artista della sua esperienza e caratura, che ha calcato per svariati decenni -e continua a frequentare con grande successo- i palchi di tutto il mondo, "senta" a tal punto l'emozione del concerto.

L'opinione comune è che gli artisti famosi siano dei professionisti talmente avvezzi ad esibirsi davanti a decine di migliaia di persone, da potersi permettere di farlo con assoluta naturalezza e disinvoltura. Quasi con sufficienza o noia, talvolta. In effetti in alcuni casi può anche succedere, e mi viene ad esempio in mente come il grande (benchè non si possa dire simpatico) Ritchie Blackmore abbia suonato per interi concerti dando le spalle al pubblico e ignorandolo in maniera imbarazzante.
Ma a me colpisce di più l'atteggiamento di Beck. Perchè questa sua reazione dice molto: una lezione di umiltà e di grandezza. Ecco perchè Beck è davvero un grande. Perchè si mette in discussione e non si limita a crogiolarsi nei suoi successi, non dà nulla per scontato, non si basta. Ogni volta che suona sente di dovere dare di più e, lui che è... Jeff Beck, un mito vivente, non dà per scontato di riuscirci. Sembra una follia, ma se si ha la fortuna di assistere ad un suo concerto tutto questo si percepisce, e si comprende PERCHE' ogni nota che questo genio produce abbia un'anima e uno spessore tali da smuovere chiunque. Non sono molti ad avere questo dono. Quando durante il solo di un componente della sua band o di un ospite El Becko sorride felice, o si inchina, non sono sceneggiate per creare un po' di coreografia. Pur essendo collocato sulle più alte vette mai raggiunte da un artista, lui si sente alla pari dei suoi (eccezionali, va detto) compari, li apprezza e li valorizza con sincerità. Come accade quando Tal Wilkenfeld cerca timidamente il suo sguardo alla fine del suo solo, incerta se meritarsi o meno -come una scolaretta-l'approvazione del "papà". Che non manca mai di tributarle il giusto omaggio.

Tutto questo mi fa riflettere e, tornando a contesti più "terreni", al mio microscopico "piccolo", mi conforta e mi aiuta a capire quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento di chi sceglie di esibirsi di fronte ad un pubblico, anche quando si tratta di un pisquano come me o del pubblico di una festa di paese o di un piccolo locale.
In fondo, chi ce lo fa fare? Decidiamo di esibirci, cioè di mostrare quanto siamo bravi (chissà se lo siamo davvero o ci convinciamo di esserlo, ma è un altro discorso) per ricevere l'approvazione del pubblico, ma sappiamo bene che basta un niente perchè tutto funzioni alla rovescia e l'esperienza diventi indimenticabile... per motivi opposti.
Soprattutto quando si inizia (o si ri-inizia...) a farsi conoscere e si è ancora privi di una seppur minima reputazione (una specie di coperta di Linus), e ci si esibisce in contesti spesso inadatti, con pubblico scarso o poco interessato -se non addirittura infastidito-, probabilmente con amplificazioni fattiscenti, le probabilità che non tutto vada come vorremmo sono davvero elevate.
Eppure lo facciamo lo stesso. Ci danniamo la vita per trovare LA DATA, il posto dove ci faranno suonare per quattro soldi (quando va bene), le persone che potrebbero farci entrare "nel giro". Ci facciamo carico di uno stress davvero notevole, come se nella vita di tutti i giorni non ce ne fosse abbastanza. Trasformiamo le nostre auto in containers dove riusciamo a fare entrare l'impensabile, violando le più elementari leggi della fisica (... un mixer amplificato 4 diffusori + aste, cavi e microfoni in una Mini90...), ci spacchiamo la schiena e le mani per smontare, caricare, scaricare, rimontare, per poi -ad ore disumane- ri-smontare, ri-caricare, ri-scaricare ed ammucchiare tutto nella sala prove, in attesa di trovare la forza di allestire tutto nuovamente per la prova successiva. Solo a scriverlo si fa fatica!
Il perché è il medesimo motivo (fatte le debite proporzioni, s'intende) che muove un grandissimo come Jeff: l'emozione. Non solo l'adrenalina che ti percorre le vene quando stai per emettere la prima nota della serata, o quando finisce il primo pezzo e viene il momento di capire se il pubblico apprezza e ti dà la possibilità di esprimerti al meglio, oppure resta tristemente indifferente. Anche l'adrenalina ha la sua importanza, ma io parlo dell'emozione che si prova quando, per un'alchimia che non si può spiegare, SENTI che si crea uno scambio con chi ti sta ascoltando. E non occorre essere Jeff Beck, non occorre essere alla Royal Albert Hall, può succedere ovunque, a chiunque. Anche con una chitarra acustica sulla spiaggia. Quando succede, hai trovato la chiave che ti fa capire cosa vuol dire "musica". Qualsiasi musica. In fondo non è importante cosa suoni, ma lo spirito con cui lo fai. Anche Jeff suona delle covers, ma nessuno mai si sognerebbe di criticarlo per questo. Lui può suonarti anche una polka, riuscendo comunque ad entrarti nell'anima.
Quando si crea il link tra chi suona e chi ascolta, si innesca una sinergia che determina degli effetti che vanno al di là del controllo razionale. E' come un... doping. Ti rendi conto di fare cose che credevi di non saper fare, o che non avresti mai pensato di avere il coraggio di proporre di fronte ad un pubblico (e non sto parlando di atteggiamenti da scemi), ti lasci andare e ti senti inebriato da una fiducia e da una sicurezza che ti permettono di tirare fuori il meglio di te. Se poi ti chiami Jeff Beck, escono cose marziane e sublimi, ma anche se sei una persona normale ti puoi stupire.
Poi, quando le due ore sono passate (di già?) come fossero una manciata di minuti e spegni l'amplificatore, stacchi il jack e riponi la tua bella nella custodia, passi alla fase dei commenti, delle discussioni con altri musicisti che vengono a curiosare "dietro le quinte", che a volte ti fanno i complimenti per il tuo suono ("ma cosa usi?"), le feste degli amici presenti... Tutto bello, ma la sensazione più forte rimane quella. L'emozione. Te la porti dietro fino a casa, fai fatica ad addormentarti, la senti ancora la mattina dopo.
E magari hai solo suonato in un angolo di un piccolo bar di un paesino sconosciuto.

Hey, tutto, ho segui
... and the forests will echo with laughter.
Re: Hey, tutto, ho segui
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Brutta gatta da pela
<a href="http://www.myspace.com/anotherwayspace">A
Re: Brutta gatta da pela
... and the forests will echo with laughter.
Re: Brutta gatta da pela
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Brutta gatta da pela
<a href="http://www.myspace.com/anotherwayspace">A
Proprio ieri sera...
<p>Paolo_Gaspare</p>
Jeff....
Re: Jeff....
www.danielebazzani.com
Ehi, due omonimi :)
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Ehi, due omonimi :)
Re: Ehi, due omonimi :)
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Ehi, due omonimi :)
Rifletti prima di pensare.
emozioni
play loud!!!
www.myspace.com/tonyamante
www.face
Re: emozioni
---------------------------------
<a href="http://
Re: emozioni
play loud!!!
www.myspace.com/tonyamante
www.face
Re: emozioni
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: emozioni
play loud!!!
www.myspace.com/tonyamante
www.face
Powerful feelings
<i><b>Keep on Rocking in a Free World</b></i>
Bellissimo articolo
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del
Credo che chiunque d
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Credo che chiunque d
---------------------------------
<a href="http://
Ok, ma...
:-)
"Sure I like country music, I like mandolins, but
bell'articolo Oliver
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto
Re: bell'articolo Oliver
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: bell'articolo Oliver
Ragazzi ricordate che nella musica le cose veramen
Re: bell'articolo Oliver
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: bell'articolo Oliver
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Ottimo articolo
Re: Ottimo articolo
... and the forests will echo with laughter.
Re: Ottimo articolo
Re: Ottimo articolo
... and the forests will echo with laughter.
Anche se molto giova
Tutto verissimo...
Giorgio
Se viene a mancare l
www.danielebazzani.com
Certo l'attesa, ma
Gratta
Che musica sarebbe senza emozione?
un articolo bellissi
non c'è una parola fuori posto
strana la vita