L’Italia del Jazz d’Italia

di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 30 June 2009 @ 23:41 |
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Si è conclusa sabato 27 giugno la tre giorni jazzistica di Marigliano, comune nella provincia di Napoli che, per il terzo anno consecutivo, ospita musicisti jazz da tutto il mondo in linea con il gemellaggio stretto nel 2007 con la cittadina americana di Madison, New Jersey, dove la cultura jazz è ormai una bandiera locale. Il “Marigliano in jazz”, questo è il nome della manifestazione, è diventato oggi un appuntamento fisso per tutti gli appassionati della regione, quasi come un riscaldamento per il ben più famoso Pomigliano Jazz Festival e, a prova di una raggiunta maturazione artistica e stilistica italiana, quest’anno ha ospitato formazioni tutte italiane, che nel 2009 riescono a tener testa alla scuola statunitense, ricordando il grosso contributo che la musica italiana ha reso al jazz, quando era ai suoi albori.

Così, per tre serate completamente offerte dal comune, Marigliano ha goduto di tre presenze d’eccezione: i Cuban Stories, Pietro Condorelli Quartet ed Antonio Faraò Trio, esibitisi rispettivamente il 25, il 26 ed il 27 in una piazza del paese. Ciò che si nota subito, non senza stupore, è il calore con il quale il pubblico accoglie i musicisti e la loro arte, così diversa da cosa la provincia di Napoli è abituata ad ascoltare e vedere nelle feste comunali, in un’atmosfera in cui l’ammirazione ed il coinvolgimento sono palpabili, così diversa da quella che si poteva cogliere fino a pochi anni fa, nei primi esperimenti di “somministrazione jazzistica pubblica”, dove i posti a sedere erano occupati al massimo per la prima mezz’ora di concerto da famiglie che si godevano una qualsiasi serata al parco, con anziani che si lasciavano sopraffare dal sonno e ragazzini che ghignavano assistendo ai gorgheggi di Petra Magoni, mentre gli unici a “sopportare” l’intera esibizione erano i pochi “vip” nei posti riservati, che tra un applauso ed uno sguardo all’orologio riuscivano a dare di sé l’idea di intenditori.

Ebbene oggi cos’è cambiato? Forse l’insistenza è stata premiata e le orecchie del cosiddetto uomo comune cominciano a riconoscere certi suoni, ad afferrare un certo linguaggio e ad apprezzarlo, forse si è colto il vero ruolo della musica jazz, una musica nata nelle piazze dalle mani del popolo, che ora, nelle piazze, se ne sta riappropriando, tirandolo via dal piedistallo sul quale era stato posto dagli intellettuali per decenni, che hanno fatto dell’ascolto di tale musica motivo di vanto e di distinzione, di superiorità quasi. Ma, come qualsiasi espressione artistica, il jazz è qualcosa che proviene dal barbaro sentimento, sensazioni primitive seppur espresse con un ricco linguaggio, linguaggio che ora l’Italia sta tornando ad imparare, di sicuro grazie a certe istituzioni, comuni e regioni, che stanno innalzando, come avrebbero dovuto fare da tempo, i gusti degli italiani, preparando il terreno tutto da lavorare del jazz nostrano, il jazz d’Italia, nell’Italia del jazz.

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Tutti i commenti

  • Speriamo che continuino così!
    di saketman2 - accordiano #18572 | 01 July 2009 @ 00:04
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    "Music to me is... It's the air that I breathe, th
  • Plagio!!! :D
    di bomba - accordiano #17922 | 01 July 2009 @ 00:28
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    bomba
    • Re: Plagio!!! :D
      di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 01 July 2009 @ 11:34
      --
      http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
  • PopAristocratico
    di Cukoo - accordiano #17731 | 01 July 2009 @ 00:46
  • Non posso che condiv
    di pgab - accordiano #19165 | 01 July 2009 @ 09:23
  • purtroppo
    di sciani - accordiano #3555 | 01 July 2009 @ 11:53
  • Euro Jazz Festival Ivrea
    di Matteo1991 - accordiano #19676 | 01 July 2009 @ 13:26
    • Re: Euro Jazz Festival Ivrea
      di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 01 July 2009 @ 14:10
      --
      http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

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