All’arrivo all’aeroporto ci accoglie il solito vento che soffia dal lago Michigan, un vento costante, lo stesso che aspettava alla stazione di Chicago i neri che nei primi decenni del secolo scorso scappavano dagli stati del Sud in cerca di integrazione, di un lavoro, di una vita migliore.
All’arrivo a Chicago trovavano anche due elementi sconosciuti: la neve e la luce elettrica. La prima poco ci cambia, la seconda e’ una rivoluzione per noi chitarristi: nasce il Blues Elettrico.

Blues e’ nel patrimonio genetico della citta’, come il rinascimento lo e’ per Firenze, come il liscio per balere estive dell’Emilia; sopra Chicago aleggiano i fantasmi di Muddy Waters e Willie Dixon, mentre Buddy Guy lo trovi in carne ed ossa che beve Cognac nel suo locale, il Buddy Guy’s Legend (nella foto Buddy si fa un cicchetto sul palco).
La nostra missione (‘’per conto di Dio’’ direbbero due famosi fratelli di Chicago) e’ accompagnare il Puma di Lambrate - al secolo Fabio Treves - al piu’ famoso Blues Festival del mondo.
Il Chicago Blues Festival dura tre giorni; all’interno del curatissimo Grant Park a ridosso del lago Michigan (che e’ grosso quanto il nostro Adriatico) vengono allestiti 5 palchi dove, a cominciare da mezzogiorno, si alternano concerti fino a sera. Tutti gratuiti.
La sera tardi poi si passa da club come il Rosa’s o la House of Blues a sentire le solite 12 battute che ci fanno stare bene come in un Coffee Shop di Amsterdam.
Fabio Treves, che da quelle parti da del ‘‘tu’’ a molte pesone, tanto da poterlo ribattazzare ‘’Il Puma di Chicago’’, ci ha regalato trascinanti jam in palchi raramente calcati da musicisti bianchi. Fabio e’ un personaggio cosmopolita, armonicista virtuoso e di gusto, uno che a 18 anni e’ andato con una Diane 2cv a vedere Hendrix & Co. all’Isola di Wight, uno che incontra un’icona della chitarra blues come Buddy Guy e gli chiede ‘’Ue’ Buddy, ti ricordi di quel concerto a Montreux nel ’76?’’.
(Nella foto il Puma e la sua armonica sul palco del Buddy Guy's Legend)

Nei 3 giorni del festival sono stati suonati circa 80 concerti, tutti ad alto livello, non c’erano nomi di grido come BB King (era in programma l’anno scorso), ma era bello vedere musicisti sulla soglia degli 80 anni, tirare ancora le corde della loro vecchia Telecaster attaccata da un solo cavo ad un Blackface e lanciare moniti allusivi alle belle ragazze che ballavano sotto il palco. Roba del tipo: ‘’be carefull baby, I’m a bad bad guy, ‘cos I’m a HOOCHIE -- COOCHIE -- MAN’’.

cacchio dev'essere s
buddy guy's legends
quanto avrei voluto
Re: quanto avrei voluto
"a sentire le solite
mamma mia che spetta
Beato Fabio Treves!
"Music to me is... It's the air that I breathe, th
Sigh, sob, sigh, sob... buaaaaahhhh!!!
Isidoro Serrati
"chitarristi passano metà del