Dave Smith Mono Evolver Keyboard - Quarta Parte

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 02 September 2009 @ 17:20 |
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Sequencer. MEK possiede un sequencer 16x4, cioè dotato di 4 rows - file orizzontali - estensibili fino ad un massimo di 16 step ciascuna. Ogni fila può essere indirizzata a controllare una destinazione indipendente e la programmazione dei valori parametrici può avenire tanto sul pannello comandi quanto, come nell’illustrazione qui sopra, tramite editor opzionale; in quest’ultimo caso, diventano disponibili opzioni di macro-quantizzazione non previste nella versione hardware.

La velocità d’esecuzione del sequencer può essere definita in valori assoluti (tra 30 e 250 BMP) o subordinata ad una tabella di divisione/moltiplicazione agganciata al Clock MIDI; in quest’ultimo caso, è possibile far avanzare lo step con variabilità di valore compresa tra 1/2 e terzine di sessantaquattresimi.
Qualche scorciatoia è inevitabile: delle quattro rows orizzontali, solo la prima è quella abilitata a definire l’emissione dei Gate verso gli inviluppi (se ritenuti necessari), le altre tre dovranno subordinare l’emissione contenuto dei loro step allo stato attivo/negato della prima linea di sequenza. Ciò nonostante, lavorando con lunghezze di sequenza diverse sulle quattro linee, si può arrivare a risultati assai interessanti ed ipnotici (un esempio tipico, da questo punto di vista, consiste nel realizzare la sequenza di note e pause sulla prima linea e successivamente assegnare parametri significativi - la frequenza di taglio o il livello del VCA - ad una seconda linea che cammini su lunghezza e cadenza differente, 16 step contro 3 o 16 contro 7; l’ipnosi è garantita.
Le operazioni di editing con il sequencer richiedono la previa sintonizzazione del pannello sui comandi desiderati: è l’unico caso in cui MEK obbliga l’utente a fare i conti con la doppia funzione di pannello, già nel più largo modello PolyEvolver, i controlli di sequencer sono indipendenti a livello hardware.
Oltre a contenere il valore parametrico desiderato (visualizzato in quarti di semitono o in valori assoluti), ciascuno step può definire il comportamento di Rest (eliminazione del Gate inviato agli inviluppi e mantenimento della coerenza ritmica - ovvero, creazione di una pausa) e, per la sola prima fila, Reset (configurazione di EndStep per la locazione desiderata - ovvero, limitazione della durata di sequenza). A motore spento (cioè a clock fermo), ruotando gli encoder assegnati agli step di sequenza, MEK provvede ad innescare automaticamente gli inviluppi, in modo da permettere l’ascolto di controllo sul valore che si va via via programmando.
I comandi di pannello permettono di sintonizzare i controlli sull’inserimento dati (Seq Edit), mettere in Start/Stop il sequencer, forzare la sequenza al primo step (Reset), selezionare la fila desiderata per l’editing (1, 2, 3, 4). Durante le procedure di editaggio, si definisce, in maniera indipendente per ciascuna fila, la Destination di modulazione ed il coefficiente di Clock Divide. Il BPM è ovviamente in comune. È possibile caricare da tastiera, in step by step, il contenuto delle celle di memoria. Micidiale!

Arpeggiator
Come bonus, non documentato sul pannello, ma reperibile nel manuale utente, è disponibile un basilare arpeggiatore Up, Down, Up & Down con possibilità di latching delle note; ovviamente, il Clock sarà lo stesso dello step sequencer.

Conclusioni
Mono Evolver Keyboard, per gli amici MEK, è uno tra i più sfiziosi sintetizzatori monofonici che ci sia capitato di stendere sul tavolo operatorio: suona in maniera assai variabile, acustico ed analogico quando serve, grunge e digitale se si vuole; può facilmente essere riciclato come processore iperattivo per segnali stereo esterni, con sequencer modulation, feedback, delay, distortion, hacking a completa disposizione; è dotato di quattro oscillatori quattro, con il meglio della timbrica analog e/o wavetable. Se coadiuvato con l’editor opzionale, diventa una macchinetta molto, molto facile da gestire; ma anche con il solo pannello comandi, passata la prima mezzoretta di apprendistato, si riesce a giocare piacevolmente. Lo street price è più che corretto. Assolutamente consigliato.

Risorse
Prima parte
Seconda parte
Terza parte



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