Moog Prodigy

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 18 June 2009 @ 15:08 |
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Insospettabilmente Moog…Velocemente sparito dal mercato, per ricomparirvi in un periodo di furore vintage assolutamente non sospetto, il piccolo Prodigy rappresenta oggi un investimento interessante per quanti, non potentosi permettere i modelli più blasonati, vogliano comunque avere un vero monofonico analogico sotto le dita, con la consapevolezza di suonare un vero e proprio “pezzo di storia”.

Due versioni
Il Prodigy è stato realizzato in una prima versione per il mercato domestico, caratterizzata dall’assenza dei jack di interfacciamento sul rear panel, e da una seconda versione internazionale, con aumentate capacità di connessione. Abbandonato, dopo soli due anni di produzione, in favore del ben più disgustoso Rogue, il Prodigy ha mancato l’occasione per dimostrare al mondo le sue capacità foniche che, se non per varietà, sicuramente per carnosa solidità analogica non hanno nulla da invidiare ai timbri ottenibili con macchine molto più costose.

Lo strumento
La costruzione è, per forza di cose, economica e pertanto vengono adottati degli spaventosi interruttori a pannello il cui scarso funzionamento meccanico consente oggi a malapena di selezionare le opzioni desiderate. Controlli ridotti al minimo, essenzialità nella dotazione parametrica che, comunque, non consente sbagli: se non riuscite a programmare uno strumento semplice come questo, meglio cambiare mestiere…

I due oscillatori sono praticamente identici e generano frequenze nei piedaggi da 32’ a 4’, con regolazione di Interval per differenziare la frequenza del OSC 2 da quella del OSC 1; il secondo oscillatore può essere sincronizzato al primo e le due unità sono sfalsate di un’ottava nella dotazione dei piedaggi; le forme d’onda disponibili sono triangolare, rampa e quadra (con diversa regolazione di pulse width nel OSC 1). Il circuito di generazione sonora è termostatato, con una tecnologia che aveva già sancito la superiorità operativa dei vari modelli ARP.
La modulazione di frequenza (esponenziale) è fornita da un LFO con onda triangolare o quadra; l’ampiezza della modulazione, come nel Minimoog, viene gestita mediante la Mod Wheel.

Il filtro è il classico passa basso Moog, 24 dB/Oct, con Emphasis che raggiunge l’auto oscillazione ; anche in questo caso, la modulazione a bassa frequenza del LFO può essere sganciata dal circuito mediante selettore di pannello. Il keyboard tracking può essere dosato mediante selettore a tre posizioni off, half e full (per avere un potenziometro di key track in casa Moog bisognerà aspettare il Memorymoog polifonico o, ironia della sorte, il Moog Voyager…).
Ovviamente, i due oscillatori vengono indirizzati al filtro passa basso mediante un semplice mixer a doppio potenziometro; in posizione assolutamente delirante, il Master Volume dello strumento è stato posizionato al centro del mixer audio… fortunatamente, una larga label serigrafata evidenzia il parametro controllato dal potenziometro.

Come in tutte le macchine Moog non modulari, il VCA è praticamente trasparente e non possiede alcun tipo di controllo sul pannello comandi; gli unici parametri di intervento sono quelli relativi al generatore di inviluppo dedicato.
A proposito di inviluppi:anche in questo caso, come nel Mini, è stata scelta l’economica via del sistema ADS, dove decay e Release convivono sotto lo stesso controllo (ed il release può essere disinserito mediante selettore di pannello); i tempi di attacco e decadimento/rilascio possono variare da un minimo di 1 msec ad un massimo di 10 secondi. La capacità “dinamica” e la velocità dei due circuiti sono di buon livello.

La tastiera è a 37 note, da Fa a Do, monofonica low priority, con contattiera doppia tradizionale,quindi ad ogni pressione del tasto corrisponde la generazione del CV e l’apertura della tensione di Gate necessaria alla operatività dei due generatori di inviluppo.
Sulla sinistra della tastiera, in perfetto stile Minimoog, le due wheel di pitch bend – ad intervallo non regolabile e priva di ritorno a molla – e modulation, per governare la quantità di lfo cv sugli oscillatori e sul filtro.

Assolutamente fenomenale, visto il target dello strumento, la dotazione di connessioni sul pannello posteriore: oltre all’uscita audio ad alto livello, troviamo infatti un ingresso sync in, per gestire lo shiftamento di frequenza del secondo oscillatore, il VCF in per il controllo a distanza del cutoff, l’OSC in, per la gestione della frequenza. E non è tutto: voltaggio di tastiera ed il trigger switch sono disponibili sia in in che in output, con la sola limitazione del connettore TRS in/out per il cv e Chinch-Jones per lo switch trigger (basta un saldatore e la sostituzione è presto realizzata…); ad ulteriore riprova della natura organicamente analogica dei due oscillatori, è facile identificare due coppie di trimmer range/scale indipendenti per OSC 1 e OSC 2.

Utenti famosi
Sicuramente, il più famoso è Howar Jones (basterebbe ascoltare New Song dall’album Human’s Lib per capire come venivano utilizzati i due Prodigy lead e bass…), ma anche i Depeche Mode o i Blur…

Cosa manca oggi?
Un sacco di cose: per prima cosa un noise generator, poi la capacità di modulare e/o variare la simmetria dell’onda quadra (d’accordo: anche sul Minimoog manca questa caratteristica…); la limitata escursione in frequenza del LFO impedisce la generazione di effetti vagamente simili a Ring Mod su oscillatori e filtro.

Però, a ripensarci…
Il suono è quello giusto: gli oscillatori picchiano duro, il filtro ha il suono Moog, gli inviluppi sono veloci ed affidabili nella loro estrema semplicità; senza contare che la sincronizzazione, latente sul Minimoog, permette di ottenere effetti particolarmente struggenti.
Forse, a suo tempo l’errore è stato quello di volerlo considerare a tutti i costi come una scelta di seconda mano, un Minimoog dei poveri, insomma uno strumento su cui non era possibile avere una propria dignità. A ripensarci, con tutto quello che è successo dopo, il piccolo Prodigy aveva più assi nella manica di quanti ce ne saremmo aspettati.

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Tutti i commenti

  • sbav
    di Starscream - accordiano #15290 | 20 November 2011 @ 13:34
    --
    There are only 10 type of people in the world: tho

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