KORG SQ-10 ANALOG SEQUENCER - Seconda parte

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 01 June 2009 @ 15:30 |
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Velocità e modi di emissione. SQ-10 ha due modi operativi, il primo è caraatterizzato dall'avanzamento continuo Start/Stop, ovvero dall'emissione in automatico dei voltaggi precedentemente programmati, il secondo è invece il semplice avanzamento a Step, ovvero il passaggio da uno step all'altro vincolato non più alle pulsazioni dell'orologio interno, bensì alla presenza di un impulso realizzato dal musicista sull'apposito selettore Step o desunto da eventuali sorgenti esterne (un qualsiasi oscillatore con onda quadra…) e collegato alla presa External Control/Step.

Ci sono sei possibili modi di emissione per i 36 step interni: 1) le tre file A-B-C vengono ripetute ciclicamente, avanzando uno step alla volta in corrispondenza di ogni impulso ricevuto all'ingresso External Control/Step o sul tastone di pannello -procedura inevitabile quando si vuole programmare ed accordare il sequencer o quando lo si vuole sincronizzare esternamente; 2) le tre file A-B-C vengono ripetute ciclicamente in base alla velocità stabilita dall'oscillatore interno al SQ-10; 3) le tre file A-B-C vengono eseguite una sola volta, senza loop di ripetizione incondizionata, alla velocità stabilita dall'oscillatore interno - questa modalità viene definita One Time da KORG e One Shot dai produttori più recenti; 4) le file A+B e C vengono ripetutue ciclilcamente, avanzando uno step alla voltain corrispondenza di ogni impulso ricevuto all'ingresso Step - in questo modo si ottiene una sequenza di 24 passi (12 di A + 12 di B) sovrapposta alla sequenza di 12 passi generata dalla fila C; 5) lo stesso sistema 24 + 12 (A+B e C) viene eseguito ripetutamente in base alla velocità del clock interno; 6) lo stesso sistema 24+12 viene eseguito One Shot.

Articolazione e limitazione numerica
Ci sono almeno due modi per influenzare la scansione degli step: la prima consiste nell'alterare il Duty Cycle con cui lavora il clock interno, la seconda riguarda il numero massimo di step assegnati alle tre file. Andiamo per ordine.
Il clock interno produce un treno di onde quadre che, come un ingranaggio, aggancia la progressione degli step sequenziandone la scansione; se il musicista interviene sul Duty Cycle, sulla simmetria delle onde quadre di clock, sarà possibile passare gradualmente e con continuità, da una normale esecuzione 50/50 ad un progressivo swingato, fino ad una totale contrazione dello stato di nota off - nei confronti del nota on; ruotando il controllo in senso inverso, sarà la porzione di nota off, la breccia tra nota e nota, ad assumere un valore preponderante, fino a quando l'evento diventerà virtualmente inaudibile.
A differenza di altri sequencer analogici, dove questo controllo può essere gestito con un voltaggio esterno, nel caso del SQ-10, la modifica può avvenire solo intervenendo manualmente sul controllo di pannello.
Come si fa se si desiderano sequenze più corte dei 12 step tradizionalmente disponibili sul pannello? Semplice, basta prelevare il trigger out dello step che si desidera come finale (ad esempio dello step 8) ed inviare il segnale all'ingresso di Reset Trig In: il sequencer, una volta raggiunto lo step 8, si resetterà e ricomincerà a suonare lo step 1, poi 2, 3, 4… e così via.

Il clock controllato in frequenza
SQ-10 può devolvere una delle sue tre file - tradizionalmente la fila C - al controllo di voltaggio del clock interno: per questo compito sono disponibili ben tre ingressi dedicati alla gestione a) lineare della velocità di esecuzione, b) controllo esponenziale della velocità, per ogni ottava raddoppia, c) controllo esponenziale della velocità a sottrazione, cioè per ogni raddoppio di voltaggio ricevuto, la velocità sarà dimezzata.
Con questo sistema è possibile - ma serve una buona dose di pazienza - impostare precisi andamenti ritmici agli step desiderati, variandone la durata di esecuzione o, nei casi più estremi, saltandoli addirittura; la scelta - abbastanza criptica - delle serigrafie di pannello ha sempre reso complesso l'utilizzo di queste tre prese: sarebbe bastato indicare linear + ed expo */-, Altri tempi….
L'analog mixer adiacente permette di sommare insieme linearmente due voltaggi sulla stessa destinazione: a cosa può servire? Supponiamo che stiate utilizzando SQ-10 con un sintetizzatore che, sotto controllo CV esterno, perda la possibilità di trasporre gli oscillatori mediante tastiera musicale; grazie all'analog mixer, potete combinare insieme il voltaggio emesso da una delle tre file del sequencer (ad esempio la A, indirizzata agli oscillatori) con il voltaggio di tastiera emesso dal sintetizzatore stesso, trasponendo in tempo reale la sequenza,

Una valutazione
Spartano al punto giusto, privo di tutta una serie di sofisticate opzioni presenti su apparecchi pià blasonati - basti pensare al ARP Sequencer o al Moog Sequential Controller 960, il sequencer KORG ha permesso a generazioni di musicisti di avvicinarsi alla composizione meccanica senza diventare improvvisamente poveri. All'epoca, l'apparecchio era venduto a 700 / 800 mila lire: non era una cifra tanto leggera, ma neanche paragonabile ai capitali richiesti per altre apparecchiature similari.
La costruzione dell'apparecchio rispecchia in pieno gli standard KORG dell'epoca: fianchietti sagomati in plastica, pannello in lamierino metallico con pomelli di stampo proprietario, pratici da utilizzare e, soprattutto, inequivocabili nel loro posizionamento; la totale compatibilità con lo standard KORG (1V / Oct e gate invertito) garantiva un utilizzo privo di problemi con tutti gli altri apparecchi della famiglia MS, ma ha sempre creato grattacapi per l'interazione KORG - ARP o, tanto per fare un esempio KORG - ROLAND. A quel tempo il MIDI non era neppure stato concepito, quindi, prima dell'acquisto, il musicista doveva ragionare lungamente sulla lista delle compatibilità permesse, ipotizzate o irrealizzabili previste dalle proprie apparecchiature…
L'accoppiata MS-20 e SQ-10 garantivo (allora come adesso) ore e ore di divertimento creativo: da notare che, in periodi più recenti, i due apparecchi hanno vissuto una feroce rivalutazione economica ed oggi, con una certa difficoltà, sono reperibili sul mercato vintage per cifre che - in coppia - possono tranquillamente superare i 1500 euro.
Se ne trovate uno, insomma, non fatevelo scappare!

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