Moog Modular Synthesizer - Seconda parte

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 06 June 2009 @ 20:27 |
0
Il pannello comandi permette di regolare lo Scaling generale dello strumento, cioè la massima quantità di voltaggio emessa all'estremità destra del nastro conduttivo; la posizione di voltaggio base , cioè la tensione più bassa, può essere ulteriormente spostata verso il basso di -1 ottava.

Il nastro conduttivo del ribbon controller è letteralmente sospeso alle estremità, pronto ad essere schiacciato contro la piastra sottostante utilizzando qualsiasi parte del corpo. Anche in questo caso, ci sono illustri precedenti…

Gli oscillatori Moog sono caratterizzati dal suono, spaventosamente potente ed esteso in un range di frequenza mostruoso, dalla stabilità non proprio globale - e questo, da un certo punto di vista, contribuisce alla dinamica potenza del segnale grazie ai battimenti che si creano - e dalla struttura ottenuta con l'accoppiata 921A Driver e 921B Slave.

In pratica, ogni modulo 921A Driver può controllare un ampio numero di oscillatori veri e propri - gli Slave 921B - cui fornisce autonomamente le regolazioni base di intonazione globale (regolabile per semitoni ed ottave), simmetria dell'onda quadra; vengono forniti inoltre tre ingressi di frequency control non attenuati - come sempre nel Moog Modular - e due ingressi di pulse width modulation. Ciascun oscillatore Slave 921B può essere regolato indipendentemente nella variazione di intonazione (nominalmente ottenibile in un range pari a +/-12 semitoni); è disponibile un selettore di ottave che, ovviamente simile a quello successivamente messo in opera nel Minimoog, offre piedaggi variabili da 32' a 2'; è disponibile anche la posizione LO, con cui sfruttare la banda subaudio di oscillazione. Ciascuno degli oscillatori slave è inoltre dotato di sync weak/strong, differenziate per la differente energia di sincronizzazione applicata sulle armoniche superiori, due ingressi indipendenti per la modulazione di frequenza AC e DC, quattro uscite per lo sfruttamento simultaneo delle onde sinusoide, triangolare, rampa e rettangolare variabile.

Uno dei moduli pù costosi del Modular System (insieme al Bode Frequency Shifter ed al Sequencer 960) era sicuramente il fixed filter band 907; quattordici bande di intervento, le due estreme lavorano come passa basso e passa alto, le dodici intermedie permettono di attenuare il segnale con un intervento pari a +/-12dB per ottava. Il suo compito principale, oltre alla produzione di precise formanti "acustiche" sul segnale passante, è il filter tayloring per meglio adattare le capacità audio del segnale prodotto alle effettive necessità del musicista.

La storica debolezza del Modular Moog sulla quantità di attenuatori simultaneamente disponibili può essere corretta ricorrendo ai 4in mixeri; i quattro segnali in ingresso (AC o DC) possono essere governati indipendentemente nel livello individuale, la loro somma è regolata dal master gain controller; il circuito mette a disposizione del musicista due uscite parallelate in fase e due uscite in antifase, per sfruttare ai fini creativi l'inversione di segnale (ad esempio per realizzare un panpot stereo…), quattro multiples permettono di splittare in maniera passiva il segnale passante.

Risorse
Prima parte



Tutti i commenti


Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.