l Clavinet D6 è frutto del genio progettistico di Ernst Zacharias e rappresenta il punto quasi di massimo sviluppo per una parabola di modelli che prende il via nel lontano 1951.
I E' ancora aperta la diatriba relativa alla superiorità timbrica e qualitativa del classico modello D6 o dei successivi E6 e Pianet-Clavinet Duo; senza entrare in polemica, diciamo che il nostro D6 è il modello più diffuso, il più famoso e quello universalmente riconosciuto come il "classico" Clavinet.

Cosa è un Clavinet?
Rispondendo semplicemente: un clavicordo amplificato mediante una coppia di magneti singolo avvolgimento. Chiaro no? Volendo scendere nello specifico, diciamo che si tratta di uno strumento elettroacustico, che genera il suo timbro caratteristico grazie ad una serie di corde metalliche, di diametro progressivo, che vengono percosse con un sistema di tangenti collegate sotto ai tasti. Come nel vecchio clavicordo proto barocco -il vero antenato del pianoforte- ogni volta che si preme un tasto, si fa calare sulla corda corrispondente, un tacchetto di materia rigida che, "isolando" la corda su un ponte sottostante, la mette in vibrazione. Invece di una tavola armonica, nel nostro caso le vibrazioni sono enfatizzate elettricamente, mediante i due magneti di cui si accennava in precedenza. Da notare che, a differenza del clavicordo classico, che si distingue in libero e legato, se -nel primo caso- ha una corda indipendente per ciascuna nota o -nel secondo- se sfrutta la stessa corda per produrre più note, nel Clavinet abbiamo una struttura assolutamente libera, ovvero alle sessanta note di estensione corrispondono altrettante corde tese in diagonale sotto la tastiera. Il posizionamento in diagonale è stato studiato per contenere al massimo l'ingombro dello strumento, ne più ne meno che in un pianoforte verticale; precedenti modelli del Clavinet avevano una forma trapezoidale dovuta al diverso andamento della cordiera interna.

Per evitare che la corda, una volta percossa e schiacciata dalla tangente, faccia vibrare tutte e due le sezioni, producendo due note diverse (corrispondenti alla parte a destra e a sinistra del punto di contatto con la tangente) si usa "stoppare la parte sinistra delle corde attorcigliandoci un lungo filo di lana che, una volta aperto lo strumento, lo fa assomigliare ad uno strano telaio. In questo modo, la parte sinistra delle corde, tra piroli e punto di tangenza, non viene utilizzata; quella destra invece -tesa tra punto di tangenza e ponte in prossimità dei pick ups, è invece demandata alla produzione del suono.
I modelli più antichi
In origine c'era il Cembalet, strettamente imparentato con il più recente Honer Pianet, in cui il suono veniva prodotto con una serie di ancie metalliche, ritagliate in un foglio di acciaio armonico, che venivano fatte vibrare e messe in movimento grazie all'estremità dei singoli tasti; la vibrazione così ottenuta era poi rilevata da una serie di pick ups e conseguentemente amplificata. L'effetto, tanto per fare un esempio banale, era estremamente simile a quello che ottenevamo -alle scuole elementari- quando facevamo vibrare la riga dopo averne bloccato un'estremità sul bordo del banco... Successivamente, furono introdotti dei cambiamenti nel sistema di eccitazione delle lamelle metalliche, utilizzando (nei modelli CH e N) dei tacchetti di gomma dura che comprimevano la lamella metallica, lasciandola poi libera di vibrare. L'introduzione del model Pianet T coincise, in anni molto più recenti, al perfezionamento del sistema di eccitazione: ogni tasto portata saldato un prolungamento metallico su cui era sistemato un "damper", un martelletto in plastica che comprimeva e metteva in vibrazione l'ancia corrispondente. Ma, oltre al Cembalet, Zacharias sviluppò anche il Clavinet, procedendo -con una serie di modelli- secondo successivi miglioramenti. L'antichissimo model I era dotato di amplificatore incorporato, poi arricchito, nel model II, di controlli di tono.

Il successivo Clavinet L (circa 1968) aveva tasti di colore invertito (alterazioni bianche e note normali nere, come il primo KORG Poly 800 -si parva licet magnis componere) la caratteristica forma trapezoidale che derivava dal posizionamento della cordiera parallela alla tastiera: tanto per capirci, il Clavinet L è quello utilizzato da Keith Emerson nella prima parte del film Pictures at an Exhibition, durante le improvvisazioni di Tank, lo strumento è appoggiato sul pianoforte a coda e, sul bel mezzo dell'assolo, il cavo si stacca dallo strumento... momenti indimenticabili.
Successivamente, il modello C ebbe forma rettangolare, con copertura in vinile color bianco e fianchi rossi (è il modello di Toni Pagliuca e Stevie Wonder, tanto per capirci) e, finalmente, nel 1971 si approda al nostro model D6, il più famoso: la parte elettronica è quella definitiva e, oltre al doppio magnete, introdotto con il modello C, abbiamo quattro selettori di tono, due selettori per i magneti ed il funzionamento in fase / fuori fase; è presente il registro di liuto che permette di stoppare fisicamente la vibrazione delle corde. Versioni successive, ma meno diffuse, sono la versione E6, rifinita in colore nero, diversificata nel filtraggio e nella schermatura della parte elettronica, ed il Pianet-ClavinetDUO, pesantissimo strumento che merita qualche parola.

Il Clavinet / Pianet Duo alloggia, nello stesso cabinet i due sistemi di generazione sonora, il mobile è in pesante legno e laminato metallico; il doppio pannello comandi presenta i quattro selettori timbrici tradizionali del Clavinet, più le regolazioni di volume indipendente e di funzionamento split /layer che ha trovato più di un appassionato estimatore. La circuitazione elettronica della parte Clavinet è direttamente ripresa dal modello E6, quindi risulta -in parecchi esemplari- più cupa sulle acute, a favore di una maggior pulizia e resistenza nei confronti di eventuali interferenze esterne. L'apparecchio è dotato di uscite separate per Clavinet, Pianet e Pianet / Clavinet... niente male. L'alimentazione, come nei modelli tradizionali Clavinet, è fornita con una batteria a 9 volts o con un power pack esterno.
Per ascoltare qualcosa
Volendo rifarsi le orecchie, e capire a cosa è servito nel corso degli anni il Clavinet, potete cercare: Superstition - Stevie Wonder, Machine Gun - The Commodores, Urgent - Foreigner, The Nut Rocker, Tank - ELP, Sera - Le Orme, Alla fiera der Tufello - Latte & I Suoi Derivati (eh eh eh).
mmm interessante ma
Matt Confusion
http://flavors.me/mattconfusion
come non c'è dinami