Honer Clavinet D6 - Seconda parte

di Enrico_Cosimi - accordiano DOC #18600 | 31 January 2009 @ 18:21 |
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Il Clavinet D6 (...in tutto il suo splendore) Iniziamo dalla dotazione: lo strumento viene venduto con quattro zampe tubolari, di sezione progressivamente ridotta in perfetto stile sixty, che vengono avvitate sul fondo.

Quando non sono necessarie, possono essere riposte in un apposito scompartimento ricavato all'interno dello strumento. Chiaramente non può mancare un cavo jack, non molto diverso dal solito - per la verità - e la fondamentale chiave per regolare l'accordatura delle diverse corde (... in realtà si tratta di un cacciavite piatto, ma non ditelo a nessuno); sul fondo del coperchio trova posto il leggio sagomato in plexiglass trasparente che, come cavi, zampe e cacciavite, ha la deplorevole abitudine di perdersi dopo circa venti secondi dall'acquisto dello strumento.

Questi i controlli disponibili: in basso il comando integrato di volume e on/off a scatto -quando lo strumento è alimentato a batteria, spegnerlo non vi mette al sicuro da dispersioni di corrente, percui se vi preme la vita e volete continuare ad andare avanti con le pile a 9V, premuratevi di staccare il jack di uscita. Immediatamente sopra, il blocco dei sei doppi interruttori a bilancia permette di richiamare i due magneti (A-B e C-D) ed i quattro diversi gradi di filtraggio passivo sulla timbrica. In maniera abbastanza criptica, i due magneti sono etichettati A e B; le quattro posizioni dei due selettori permettono, pertanto, di lavorare: solo con il magnete A (timbro più caldo) -premendo A e C-, solo con il magnete B (timbro più ricco di acuti) -premendo B e C, con tutti e due i magneti in fase -premendo D e B- per suono pieno e corposo, con tutti e due i magneti, ma fuori fase -premendo D e A. La posizione in cancellazione di fase permette di ottenere il suono tipicamente funky, nasale, penetrante, che chiede di essere passato attraverso un pedale wah wah... I quattro selettori di tono sono progressivamente impostati su livelli brilliant, treble, medium e soft; se nessuno di loro è premuto, lo strumento non suona, ovvero: ascolterete solo il suono acustico delle corde percosse sotto la tastiera, ma non ci sarà nessuna uscita sul circuito di amplificazione.
Sul blocchetto a destra della tastiera, uno controllo a leva permette di inserire progressivamente la sordina sulle corde: come nel vero clavicembalo (ma non nel clavicordo), il "registro di liuto" si ottiene stoppando la vibrazione delle corde con un panno, una striscia di pelle, o altro materiale inerte. L'effetto, per noi comuni mortali del ventiduesimo secolo, è simile allo stoppato che si ottiene sulla chitarra elettrica "mutando" le corde con il taglio della mano destra.

Lo strumento può essere alimentato con una batteria da nove volts, che qui vedete in posizione, sia con un alimentatore esterno (che nessuno di noi ha mai avuto l'onore ed il piacere di osservare dal vivo); come dicevamo prima, la carica della batteria si esaurisce anche se tenete spento l'apparecchio, ma dimenticate di staccare il cavo jack che lo collega all'ampli o al mixer.

In tutta la sua magnificenza, una volta sollevato il coperchio superiore, appare il vano di alloggiamento per le quattro zampe e la tuning key, la cordiera con i due magneti sottostanti e la ridotta parte elettronica. Dal momento che lo sportello è tenuto chiuso solo con due battentature a pressione, stile mobile da salotto anni '70, durante il trasporto dello strumento -soprattutto se avete perso il pannello di protezione- è il caso di andare molto piano...

I due pickups dello strumento -qui se ne vede solo uno- sono realizzati ciascuno con tre corpi magnetici attorno a cui è arrotolato il sottile filo di rame; il tutto è tenuto sotto vuoto con una colata di resina trasparente che sigilla irrimediabilmente l'insieme rendendone impossibile la riparazione: se si rompe una spira internamente non c'è più niente da fare, bisogna sostituire l'intero pickup (e trovarlo, anche su internet, non è la cosa più facile o economica), se invece la rottura è sul punto di saldatura immediatamente al di fuori del pickup, le cose possono essere ancora recuperate.

Il Clavinet è uno strumento elettroacustico, con tante belle corde che, periodicamente, andrebbero regolate nella loro intonazione: può sembrare un compito spaventoso, ma basta un semplice cacciavite piatto (ed un digital tuner) per risolvere felicemente il compito. Una volta svitata la fascia metallica anteriore, si mettono in luce, sotto ai tasti, le vitone che permettono di allentare o aumentare la tensione delle corde e, facendo attenzione alla corrispondenza corda-tasti, evidenziata dalla grossa frecciona rossa, si agisce sulla nota che deve essere accordata: a destra si sale, a sinistra si scende...

Adesso un momento di attenzione: in primo piano il nostro bravo tastone in plastico, con sotto (montato su supporto in alluminio) il tacchetto di gomma arancione che cala a schiacciare la corda facendola suonare. Proprio il tacchetto di gomma in questione è il punto debole dello strumento: dopo trentacinque / quaranta anni di su e giù, (come direbbe Rocco Siffredi) l'elemento perde l'elasticità originale e tende a rimanere appiccicato alla corda anche quando il tasto viene fatto risalire al momento del rilascio... il risultato è che lo strumento emette, sul release, un bel "clock" dopo ogni nota!

Paragonate le due fotografie: il ditone ha schiacciato il tastone, facendo scendere la tangente con il gommino arancione che adesso preme sulla corda sottostante. Quando il già citato ditone lascerà il tasto, l'irregolare viscosità del gommino tenderà ad incollare la corda, portandosela appresso fino a produrre un rumore indesiderato sul rilascio della nota. Nella stessa fotografia, il terzo gommino sulla destra mostra un profilo completamente deformato, al limite della frantumazione. Urge la sostituzione del kit completo: a chi rivolgersi? Non certo alla Honer che, se potesse, vi prenderebbe a bastonate per aver solo nominato il Clavinet! Per quanto ci risulta, l'unica sorgente di approvvigionamento di corde, gommini ed altre parti di ricambio del Clavinet è il sito www.clavinet.com: un set completo di gommini costa meno di sessanta dollari... vuoi mettere la soddisfazione?

Dove la trovate oggi una tastiera fatta tutta di legno? Per fortuna che non ci sono più, dicono quelli che si sono trascinati appresso il Clavinet per venti anni... Va bene, lasciamo perdere. Osservate invece la ridottissima parte elettronica: un piccolo circuito stampato e, immediatamente sopra, i sei doppi interruttori a bilancia, tanto surdimensionati quanto indistruttibili.

Risorse
Honer Clavinet D6 - Prima parte



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