Chissà se un giorno, guardandoci indietro rideremo di tutto questo.
Già ... caro amico che stai leggendo queste parole con curiosità; la funzione terapeutica che può avere la musica la conosci bene anche tu, tu che mi hai salutato con la chitarra quando mi hai scorto seduto appoggiato alla transenna, una volta tanto sorridente.
La felicità ... beh ci penseremo in seguito; ogni cosa a suo tempo, la prima cosa da capire era ed è che il percorso che si compie è più importante della destinazione.

Potrebbe essere una buona premessa per l'argomento di cui andrò tra poco a trattare, anche se una piccola e breve anteprima si può trovare su un mio diario. Bene. quanto lo avete aspettato questo articolo ? Non questo ... QUESTO. Beh, io parecchio, ed è bastata una canzone, una sola canzone in una fresca serata di primavera tramutatasi ben presto in una torrida notte mediterranea (:-D) per farmi prendere la vecchia stilografica e iniziare a tracciare qualche linea di riflessione. Riflessioni che meritano una importante premessa, non sempre attuata da chi si accinge a recensire o segnalare un disco. Se non si interlocuisce direttamente con l'artista per capire i perchè ed i percome, si scrive di nulla, di aria fritta, ma si può interpretare, tentare almeno di fornire una possibile chiave di lettura, personale certo, altrettanto fallibile e vincolata a sensazioni personali. Quindi leggete quanto segue e poi dimenticatelo il più in fretta possibile :-)

HELLdorado è il dico dei Negrita che segue il successo enorme (e per enorme si intende una cosa sola) de L'Uomo sogna di volare, criticato perchè presunto traditore delle radici dei Negrita più "bluesy", più rock, più aggressive; criticato da chi non li ha visti dal vivo aggiungo io, sarebbe bastato assistere ad un loro concerto per rendersi conto della opinabilità della cosa, di quanto i Negrita non abbiano tradito proprio niente ma siano, forse unico tra i gruppi Italiani a credere che davvero la musica ma soprattutto la vita siano un viaggio tutto da scoprire e da compiere.
Ed allora avanti, dopo L'uomo sogna di volare i ragazzi hanno viaggiato per il Sud America, l'Africa e l'Europa, incontrando politici, Capi di Stato, musici, viaggiatori e viandanti ma soprattutto incontrando gente e mettendo quella stessa gente nelle canzoni che raccontano dell'inferno dorato che esiste la fuori.

Ed è il viaggio, la pienezza di musica, un disco talmente "global" da risultare, per qualcuno, di difficile ascolto, di rottura senza dubbio, un disco in cui convivono tutti, ma proprio tutti i generi di musica di maggiore diffusione, dal rock poderoso di Ulula Alla Luna, il pop (già pop, perchè non si può dire ?) di Radio Conga, al punk, al soul, al rythm'n'blues, funk e tex-mex, avete presente i Clash? Alla faccia di un disco presuntamente (a sentir qualcuno) moderno ? Ecco, qui ci si va finalmente vicino, per la somma gioia del sottoscritto che di rock anni '70 non ne è mai ... e riscrivo MAI sazio, prendete i migliori Clash, aggiungete i migliori Black Crowes, polvere da sparo ed adrenalina quanto basta, shekerate il tutto ed avrete una vaga idea dell'orgia sonora che è HELLdorado. Pure i suoni di chitarra sono più "scuri" del solito (altra cosa che non disprezzo per niente), pare che Drigo abbia incollato i selettori nella posizione "neck" e si sia divertito a variare con il tocco ... che ci volete fare, con quella coppia di Mad Cat (Gesù che ampli) alle spalle ... lui può. Le canzoni
01 Radio Conga
02 Il Libro In Una Mano La Bomba Nell'Altra
03 Malavida En BS.AS
04 Soy Taranta
05 Gioia Infinita
06 Il Ballo Decadente
07 Muoviti
08 Che Rumore Fa La Felicità
09 Salvation
10 Ululalaluna
11 Notte Mediterranea
12 Brother Joe
Non commettete l'errore di credere che i Negrita abbiano puntato tutto sulla musica e su ritmi universali, in queste canzoni trovate anche testi ricercati e di ricerca, frequentissimo l'uso a termini provenienti dai luoghi visitati a rendere universale HELLdorado, anche nell'idioma.
C'è una strana sorta di tristezza di fondo, un sentimento di "dorato ma infernale": un inferno da affrontare ogni giorno eppure dorato; uno strano senso di timore e tristezza diffusa ma che non elimina completamente un disegno ed una aspirazione di speranza ... si intravede un po' di luce in fondo al tunnel, ma l'amarezza di fondo resta e nonostante amarezze e tristezze si scorge una luce laggiù. Le canzoni trasmettono bene questo senso di smarrimento, di chi si trova perduto nel diluvio e ha poco a cui aggrapparsi ma quel poco è estremamente saldo, quando si vedono le proprie certezze scivolare via come acqua tra le dita, quando si lotta ogni giorno con la scimmia sulle spalle e forte è la tentazione di lasciarsi andare; è un disco rabbioso, in cui si portano ad un livello più profondo di conoscenza sentimenti che più che cantati sono urlati.
Ad un primo ascolto ne è seguito un secondo e poi un terzo e poi via via, ascolti casuali, avanti e indietro senza mai trovare un punto debole od una canzone che fosse qualitativamente inferiore alle altre (e sapete benissimo che ci può stare); anche ascoltato dalla ultima canzone alla prima il disco funziona e funziona bene, forse anche meglio. Che si diceva all'inizio? Ah già ... che non conta la destinazione quanto il cammino che si compie.
Questa la caratteristica che mi ha colpito di più di HELLdorado, è un disco che erroneamente ad un primo distratto ascolto potrebbe sembrare "facile" per i ritmi che contiene ma ad ascolto più approfondito, di arrangiamenti e testi si coglie la pienezza della musica e dei significati che reca con se, è sempre azzurro dietro al nero, nonostante tutto.
E' la consacrazione di un gruppo che ha pochissimi eguali o paragonabili in tutta Europa (non sono impazzito, credetemi), la "santificazione" di Cesare, Drigo e Franco (ordine alfabetico chè non si pensi che preferisco qualcuno) che si sono occupati di riempire tutti gli spazi possibili senza bisogno di strane aggiunte, non trovate un accordo di tastiera o di synth in tutto il disco, giusto qualche ricamino qua e la, la glorificazione di Cristiano e Ita che picchiano come fabbri a ricordare un precedente ilustre di doppia batteria e/o percussioni ma in grado di compiere anche quel passo indietro sempre al servizio della canzone e del risultato finale, la rivelazione di Paolo come cantante maturo e versatile (oltre a tutto il resto ormai conosciuto) e di "Mr. Puntina" John Type, ormai noto alle cronache come mastro scratcher, davvero grande nell'arricchire sapientemente un disco (e soprattutto un live) già abbondante di suo. Non so a voi ma a me vengono in mente mica tanti gruppi ... SE ... i Negrita cedono qualcosa a livello tecnico ad altri, anche Italiani, come impatto globale non temono confronti, non ce n'è per nessuno, bisogna rivolgersi altrove per trovare qualcosa di paragonabile a ciò che riescono a fare questi ragazzi dal vivo, ciononostante ... non tutti sono oltremanica ;-).
A conferma di quanto testè esposto, sopra ogni altra cosa, ha colpito il live, l'ennesimo grande concerto dei Negrita; grande doveva esserlo quasi per forza in quanto chiusura del tour di lancio di HELLdorado ma grande lo è stato di suo, grandi loro, tutti e sette (il numero magico per eccellenza) sul palco, tutti affamati di rumore, ebbri di musica, madidi di sudore e colmi di gioia per lo scambio con il pubblico accorso a Bologna un po' da tutte le regioni li attorno. Già questo la dice lunga sul seguito di appassionati e fedelissimi che i ragazzi hanno raccolto e stanno raccogliendo ed il perchè è ben testimoniato da un concerto durato oltre due ore e mezza, senza pause, senza interruzioni, se non quella scontata di una breve prima dei richiestissimi bis, bis che si sono protratti anche oltre la scaletta preparata e serrata che ha portato i quasi X fortunati presenti (mettete voi la cifra, 100 o 100'000 non avrebbero fatto nessuna differenza) ad assistere ad un concerto tutto in salita, iniziato con un coro ed una danza Masai ed è proseguito attraverso un crescendo continuo, di canzoni, di musica, cori, danze ... si ballava in ogni dove, anche lontano dal palco, in quei territori più difficili da raggiungere per quasi tutti ma non per loro, non per questi ragazzi perennemente in viaggio; ancora una ragazzi, ed ancora una ne hanno suonata.
Giusto per precisare
Radio Conga
Il Ballo decadente
Il libro in una mano la bomba nell'altra
Bambole (la loro Badlands ... :-D)
In Ogni Atomo
L'uomo sogna di volare
Hallelujia
Peace Frog
Sale
Malavida en BSAS
Notte Mediterranea
Hemingway
Ho imparato a sognare
Ululalaluna
Alzati Teresa
Che rumore fa la felicità
Roolando verso sud
Soy Taranta
Salvation
Magnolia
Sex
A modo mio
Cambio
Mama Mae
Gioia Infinita / Obla di obla da
Transalcolico (extra fuori programma)
Qui non si vuole costringere nessuno: se non vi piacciono le canzoni o lo stile o qualasiasi altra cosa avete una buona ragione per non comprare HELLdorado anche se, sono fiero di scriverlo, questo è il miglior disco dei Negrita a tutt'oggi; ma non avete nessuna ragione per non vederli dal vivo, a costo di fare dei chilometri per un viaggio, per recarsi verso un gruppo che mantiene ancora viva, notte dopo notte, la grande promessa del rock: c'è un altro modo per vivere, un'altra strada da percorrere ed un'altra storia da raccontare.
Vi lascio con un paio di frasi, tra quelle a mio modesto avviso, meglio riuscite di tutto il disco, che possano portare un sorriso di speranza ed un messaggio di gioia a tutti, ne abbiamo bisogno.
Pagherei per questa vibra buona,
per averla sempre quando uno suona,
porto dentro quei sorrisi, le parole, gli sguardi, i visi.
E qualcuno ancora si stupisce del fuoco sacro che ci unisce,
scosse forti dellíanima che nessuno scorderò più!
E questo il Bardo lo sa, lui illumina le città,
cantando si dimena, un W alla strada e un W allíamicizia vera,
che è una cosa rara, che un oceano ci separa,
brindo a voi e a questa vita,
pace amore e GIOIA INFINITA.

PS: Questo articolo è dedicato ad Helen e Glen; si ... ad Helen e Michele, per quella 335 rossa su quel palco, perchè come nelle favole più belle una chitarra può ricordare un amico che non se ne è andato ma è solo un po' più in la nel viaggio ed un po' più avanti nel cammino.
E va bene...mi hai c
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Re: E va bene...mi hai c
grandi negrita, li h
Ho visto anch'io una
Grande Lauro!
L'albero non fa il mogano
Re: Grande Lauro!
Re: Grande Lauro!
L'albero non fa il mogano
Re: Grande Lauro!
Grazieeeeeeeeeeee
Besos ;-)))
It's only gnock'n'roll
http://www.my
Re: Grazieeeeeeeeeeee
Articolo stupendo!
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Ora ho capito perch
li ho ascoltati dal
se è chic e costa poco, è jazz! ( mia citazione
Bellissima Lauro, se
"Non suonare quello che c'è... suona quello c
Re: Bellissima Lauro, se
Re: Bellissima Lauro, se
"Non suonare quello che c'è... suona quello c
Complimenti
''La Grinta dell' Heavy Metal dipende dalle chitar
Re: Complimenti
AMO I NEGRITA
Lorenzo
Bellix
Io adoro i Negrita..
"Basta una serie di note...il resto è improvvisazi
Grande band!
Scott is God
Re: Grande band!
"Non suonare quello che c'è... suona quello c
Come ottengono quel suono?
http://nightrainband.wordpress.com/
Ebbene sì
<p>FeDe</p>
Grandi
Che bella esperienza !
<p>The darkest hour is always just before the dawn
Re: Che bella esperienza !