Il Blues Metallo Di Gary Moore

di EdoFrasso - accordiano #13197 | 17 November 2008 @ 12:36 |
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Vecchio, gonfio, imbolsito, incazzato. Chi è stato in Irlanda sa come queste caratteristiche da rockstar viziata avanti con gli anni, siano nella terra smeraldo peculiari in molte persone. Gary Moore risponde a tutte queste caratteristiche. Ma al contrario di molti irlandesi, lui la vita della Rockstar l’ha fatta. Il 14 Novembre il Rolling Stone di Milano ospita la sua arte, con una certa curiosità. La sua fama di personaggio difficile è celebre, e precede il suo arrivo. Come quella volta, si dice, in cui ordinò dieci caffè per poi non berne nemmeno uno. O come quella volta, sempre si dice, in cui ordinò una pizza nel cuore della notte facendo impazzire il servizio in camera di un albergo italiano per poi lasciarla intatta, trovata alla mattina dalla donna di servizio.

Le aspettative erano di un concerto sì professionale, ma snob. Ci si aspettava una serata sì piacevole ma carica di barriere emotive tra il pubblico e palco. Ci si aspettava maniera pura.
La maniera c’è stata. Ma come strumento per domare un’urgenza espressiva nel caso di Moore ancora vivissima. Se musicalmente e chitarristicamente l’innovazione di Moore ha già fatto com’è giusto che sia il suo tempo, spiritualmente “l’uomo” Moore ha ancora un bagaglio di motivazioni per calcare i palchi nel mondo.
E’ un personaggio che ispira una particolare riverenza mista a una sorta di timore. Ma quando sta sul palco, regredisce. A quel punto non gli interessa se intimorire o meno, se essere una rockstar o meno. E’ tutto smorfie e sudore. C’è ben poco di preparato nelle sue reazioni alla propria musica. La sua mano sinistra ha il vibrato instancabile di BB King e la precisione mordente di tutti i pionieri dell’Hard Rock.
Tra Thin Lizzy e Skid Row, si porta annidata tra le dita la tradizione Heavy più mordente di sempre, e seppur oggi suoni insistentemente Blues, non finisce mai di ricordarcelo.
Difatti il concerto è incentrato praticamente solo sul Blues. Ben pochi ricordi del passato Hard. Di quell’Heavy Metal manieristico dal suono anni ottanta un po’ kitch e artefatto, territorio nel quale Moore entrò più volte, non se ne sentirà troppo il suono stasera. E per quando potesse fare piacere ascoltare una Over The Hills And Far Away, piuttosto che la sua versione di Shapes Of Things, non se ne sentirà troppo neppure la mancanza. Il Blues regna sovrano, ed in questo momento è solo ed esclusivamente il Blues che completa il bisogno che Moore ha di esibirsi.
Una delle poche concessioni, ai ricordi strettamente Thin Lizzy, è una davvero evocativa, di devastante bellezza Don’t Believe A Word.
Cambia chitarre in continuazione, alternandosi tra Gibson Les Paul e Fender Telecaster varie, e si conferma essere probabilmente il chitarrista più amante del reverbero in circolazione. Non è mai contento del suono e delle accordature, e resterà imbronciato con il suo rodie apostrofandolo con qualche “Fuck” per la maggior parte del concerto. Moore non scalfisce le barriere sonore solo con la sua chitarra. La sua voce è calda, potente e calibrata, e dal vivo fa un effetto energico impressionante.
All Your Love si discosta dalla versione in studio (Old New Ballads, 2006) e diventa più incontrollabile e selvaggia. Tra lo slide di Mojo Boogie e gli accenni al Soul di The Blues Is Alright trasformati in scoppiettanti accenti nervosi, pesca da vari aspetti della musica del diavolo che lo hanno accompagnato per tutta la sua carriera.
Funambolicamente insistente, Moore concepisce ancora un concerto come un atto importante, e lo gestisce con uno sviluppato senso dello spettacolo (attenzione, perché quest’ultima è una dote rara nei chitarristi, ancor più se virtuosisti). Il concerto inteso come Show di tanto in tanto cala, sviato a tratti dalle troppo frequenti incursioni nel virtuosismo duro e puro del chitarrista irlandese. Ma proprio per queste incursioni, il genio della terra verde smeraldo dimostra di avere ancora una voglia che gli nasce dalla mente, si sfoga con le dita e gli colpisce il corpo intero.
E dove Still Got The Blues è sempre una perla, una magnifica versione di I Love You More Than You'll Ever Know (Blood, Sweat, & Tears) che sfiora il quarto d’ora, è pura malinconia
Walking By Myself è una roccia di energia. In una versione corale, quasi divertita, ma non snobbata seppur di routine, Moore da sfoggio chiaro e preciso del suo “Blues Metallo”.
L’ultimo bis è affidato a Parisienne Walkways, emozionante e concentrate. E’ una seduta spiritica che riporta in vita l’anima di Philip Lynott. E’ tensione palpabile.
E io che pensavo che Gary Moore suonasse ancora solo di routine. Che non si emozionasse più, non vivesse più le sue spasmodiche tensioni elettriche. Pensavo male, questo è certo. Ed ora ho la certezza che nell’attesa di diventare un vecchio irlandese incazzoso, chiuso nella propria scontrosità e nei propri ricordi, Gary Moore non farà altro che coltivare il suo amore nella chitarra. E la suonerà con la curiosità della prima volta.

Edoardo Frasso

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Tutti i commenti

  • Grazie!
    di Jumpy64 - accordiano #14406 | 17 November 2008 @ 13:12
    • Re: Grazie!
      di Tom Anderson - accordiano #2700 | 17 November 2008 @ 14:46
  • Fantastico! Non ne
    di Zangolaccio - accordiano #12285 | 17 November 2008 @ 14:03
    --
    "Non suonare quello che c'è... suona quello c
  • C'ero anch' io!
    di Tom Anderson - accordiano #2700 | 17 November 2008 @ 14:36
  • Ottimo
    di Strato2006 - accordiano #13781 | 17 November 2008 @ 16:33
    --
    Giorgio
  • non poteva essere che così!!
    di strambers - accordiano #15413 | 17 November 2008 @ 17:14
  • Grazie per l'articol
    di Gilmour89 - accordiano #15211 | 17 November 2008 @ 17:14
  • Complimentazio
    di Ciabo - accordiano #14226 | 17 November 2008 @ 17:46
    --
    Se non lo fai non sei un rocker...
    • un grande
      di lespaul74 - accordiano #16162 | 17 November 2008 @ 18:25
  • bell'articolo!
    di jimi_42del - accordiano #14838 | 17 November 2008 @ 19:00
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    "Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto
  • complimenti
    di Faruk - accordiano #15556 | 17 November 2008 @ 19:27
  • C'ero anch'io! Conf
    di cc_deville - accordiano #6103 | 17 November 2008 @ 19:34
  • CHE BLUES!
    di ghibli - accordiano #15835 | 17 November 2008 @ 23:13
    --
    <a></a>
  • god save Gary Moore
    di esseneto - accordiano #12492 | 18 November 2008 @ 09:19
  • Gary è sempre Gary!
    di crunchbox - accordiano #13974 | 19 November 2008 @ 18:27
    --
    crunchbox<a></a>
  • Bravo
    di ran - accordiano #7880 | 19 November 2008 @ 18:59

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