
Pino mi aveva ricordato, nelle numerose interviste che preparavano al concerto, che la musica può - deve in questo caso - contribuire al cambiamento, a infondere un sentimento positivo nella gente, a ritrovare la determinazione e la consapevolezza di "potercela fare".
Con questo bel messaggio nella testa, cinque ore e mezza di treno passano all'istante: giusto il tempo di gustarmi in cuffia l'intero lavoro di "Ricomincio da 30"; un disco eccezionale, intelligente nelle scelta dei brani, negli arrangiamenti, nelle reinterpretazioni e nelle collaborazioni; un piccolo capolavoro insomma. Consigliato a tutti.
Chiusa parentesi.
Arrivato a Napoli, dopo il doveroso pranzo a base di pizza margherita per le vie del centro, ho preso posto in piazza Plebiscito, come un vero fan, sotto il palco con lo zainetto carico di bottigliette d'acqua gelida e il portamonete nel marsupio stretto al petto.
Piazza Plebiscito è una cornice incantevole, unica, immensa, affascinate. Offre la sensazione che città ti spinga sul mare ed inutile opporle resistenza. Uno spazio così importante da far scomparire il grande palco, da farti - quasi - dimenticare che la prima coltellata ai buoni propositi viene da fatto che tre biglietti ti sono costati 120 euro.
Negli anni ottanta questa stessa gente raccontò Napoli a 200.000 presenti, nella stessa identica piazza, ma gratuitamente, nonostante oggi, proprio come ieri nel "quartiere Sanità si puzza ancora di fame".
(Sarà l’inflazione Pino? Ma “c’erano condizioni diverse” lasciamolo dire ai politicanti…ti prego)

Come sempre poi, ad un fan sotto il palco passa tutto, passa anche la sgarbatezza di annunciare la diretta sulla Rai dopo aver venduto le prevendite.
(Pino, io ci sarei venuto lo stesso, è solo una questione di correttezza ed eleganza verso il pubblico in piazza)
Ciò detto, il concerto parte puntuale alle 21 e 30 lanciato da una raggiante Carlucci con un video confuso sui maxischermi. Dalla piazza non si è capito molto, credo sia stato passato per tv un ricordo di Massimo Troisi, mentre Daniele prendeva posto sul palco.
Di qui in avanti Pino ci ha suonato i pezzi più importanti del suo repertorio, in rigoroso ordine cronologico accompagnato dai tanti ospiti presenti.
Grande start con alcuni pezzi storici, grandi ovazioni per De Piscopo e Senese (superlativi), grandi esecuzioni. Punto.
Non una parola di Daniele, non una parola degli artisti presenti. I brani che hanno fatto di Daniele un grande autore oltre che un grande chitarrista sono stati relegati alla prima mezz’oretta di concerto.
(Pino! Non mi hai cantato nemmeno un pezzo voce e chitarra classica! Pino! Non mi hai suonato “Quando” ed era dedicato a Troisi…Pino ho viaggiato tutto il giorno solo per questo!)
Nemmeno una parola su Napoli, su questa situazione disarmante, sulla musica e la gente. Niente.
(Pino cosa c’entrano D’Alessio, Irene Grandi e Giorgia? Pino dove sono Avitabile, Salvatore e Bennato?)
Certo, un paio di momenti interessanti nell’intero concerto si potrebbero anche salvare – Pino con D’Angelo e gli Avion Travel – per un totale forse di cinque minutini in tutto lo spettacolo.
Uno spettacolo corretto e delicato, che rispettando i tempi televisivi, senza fiato in corpo, ha chiuso con una deludente – non in termini musicali - schitarratina allo scadere esatto delle due ore.
Uno spettacolino allo zucchero, pastoso, vuoto, televisivo. Uno spettacolino col fondotinta, come quello spalmato sulla faccia di bronzo delle belle signorine politicanti che hanno sostenuto l’iniziativa Daniele. Uno spettacolino che avrebbe voluto essere un evento culturale, ma non ha trovato gente all’altezza di realizzarlo.
Uno spettacolino costoso, molto costoso, non certo per i tanti soldi che ti abbiamo pagato Pino, ma per quello che ha dovuto lasciare in Piazza Plebiscito chi crede ancora nella musica.
Buona musica a tutti!
Dino
Io....
Ciao
Chamade
L'ho visto per 10 minuti...
Sono d'accordo con b
Non così male
bah...!
i soldi sono soldi....
cisco
Pienamente d'accordo
Fischi da signori
Sognando il Mark V...
Re: Fischi da signori
Io l'ho visto alla t
Re: Io l'ho visto alla t
"La musica può avere il valore che l'essere u
Re: Io l'ho visto alla t
strumentazione
Re: strumentazione
Consolati
<i>AAHHYAAKK!</i>
Onore a D'Alessio (che ha uno "stile" detestabile, ma ce l'ha)
My two cents...
E la voce?
Pino Daniele? C'era anche lui?